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21 Agosto 2026

La via della seta ghiacciata

di Elisabetta Lattanzi
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La Cina trova un’alternativa allo stretto di Hormuz: in estate, il ghiaccio marino si scioglie abbastanza da consentire il passaggio marittimo senza bisogno dell’intervento delle navi ‘rompighiaccio’
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Il 12 agosto scorso, la Cina popolare ha inaugurato la 'Ice Silk Road': la via della seta ghiacciata. Una nuova 'rotta' commerciale regolare con l’obiettivo di aggirare i blocchi dello stretto di Hormuz passando a nord, quindi evitando anche i punti critici, come lo stretto di Malacca o il canale di Suez. La compagnia cinese 'Sea Legend' è il primo servizio di trasporto regolare di container che collega il porto di Ningbo Zhoushan, sulla costa nord-orientale della Cina a uno dei porti commerciali più grandi e importanti del mondo per volume di merci movimentate: Felixstowe, il più grande imbarco per container del Regno Unito, 115 chilometri a nord-est di Londra. Lo scioglimento dei ghiacci polari accorcia il viaggio tra Europa e Asia e le navi stanno sperimentando questa nuova 'rotta artica', cercando così un’alternativa allo stretto di Hormuz. In estate, infatti, il ghiaccio marino si scioglie abbastanza a sud da consentire alle navi di passare senza bisogno di rompighiaccio. Nel 2025, il tonnellaggio in transito lungo la rotta del mare del Nord ha raggiunto i 38 milioni, più del doppio rispetto ai 18 milioni registrati nel 2018. La nuova rotta cinese che unisce il porto di Ningbo Zhoushan a quello di Felixstowe si estende per circa 7 mila 500 miglia nautiche tra la Cina orientale e l’Europa settentrionale ed è addirittura più corta rispetto alle 10 mila 500 miglia della rotta che passa per il canale di Suez.

La ‘Ice SilBandiera_Cina_popolare.jpgk Road’, con lo scioglimento dei ghiacci richiederà 18-20 giorni di navigazione, diventando più conveniente rispetto al canale di Suez, che obbliga a passare anche dallo stretto di Bab el-Mandeb, oggetto degli attacchi degli Houthi yemeniti. In questo nuovo percorso diventa fondamentale il ruolo della Russia, che rilascia i permessi di navigazione. Cina e Russia stanno collaborando attivamente, unite da interessi politici, strategici e commerciali, mentre la Nato appare preoccupata, perché ancora non vede luce alla fine della guerra Usa-Iran. Molte compagnie europee evitano la rotta per timore degli effetti sul debole ecosistema artico, minacciato proprio da quei ghiacci che, sciogliendosi a causa dei cambiamenti climatici, hanno reso possibile il progetto cinese. Ma oltre ai motivi ecologici, la rotta che passa per l’Artico sembra creare problemi alle comunicazioni satellitari e ai sistemi Gps, che possono risultare meno affidabili alle alte latitudini. Le operazioni di soccorso sono limitate e un eventuale incidente avrebbe conseguenze particolarmente difficili da gestire.

Allo stato attuale, tramite il trasporto marittimo passa tra l'80% e il 90% del commercio mondiale di merci in volume. La nuova 'rotta' permette una diminuzione dei tempi di percorrenza a soli 20 giorni e agli armatori possono far risparmiare milioni di dollari in carburante. In questo contesto mondiale così incerto, la Cina sta approfittando per rilanciare il sogno del risorgimento della nazione, mandando un segnale all’Occidente: non vuole più essere spettatrice e aspira ad avere un ruolo di equilibrio nell’architettura internazionale.

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QUI SOPRA: LO STRETTO DI HORMUZ, NEL GOLFO PERSICO

AL CENTRO: LA BANDIERA DELLA CINA POPOLARE

IN APERTURA: LA NUOVA ROTTA ARTICA TRA EUROPA E ASIA



Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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