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14 Aprile 2021

Quella terribile notte di 30 anni fa

di S. E. Sheikh Azzam Mubarak Sabah al Sabah*
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Lettera aperta ai lettori di 'Periodico italiano magazine' dell'ambasciatore del Kuwait in ricordo della prima guerra del Golfo, a cui l'Italia partecipò operativamente, dando un prezioso contributo alla liberazione del piccolo, ma leggendario, Paese arabo

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A 30 anni di distanza dalla prima guerra del Golfo, voglio ringraziare l'Italia per le posizioni assunte durante l’invasione irachena del nostro Paese nell’estate del 1990 e per aver partecipato attivamente, nei primi mesi del 1991, alla sua liberazione. Da allora, la cooperazione del Kuwait con l'Italia è recentemente proseguita anche in campo sanitario, con un nostro importante contributo finanziario alla vostra lotta contro il Covid 19. E vengo anche a ricordare l’accordo di cooperazione del 2005 in campo tecnologico, scientifico, informatico e culturale, entrato poi in vigore nel 2012.
Inoltre, sta per essere varato un accordo privato tra importanti soggetti dell’imprenditoria kuwaitiana e quella italiana, derivante dalla vostra apprezzata partecipazione all'Expo tenutasi in Kuwait nel febbraio 2020. Infine, agli inizi di febbraio 2021, è anche prevista una visita nella regione del ministro degli Esteri italiano.

Noi auspichiamo che l'Italia voglia partecipare anche al programma ‘Kuwait Vision 2035’: un grande progetto di crescita e di diversificazione della nostra economia nazionale, finalizzato allo sviluppo del commercio e delle energie rinnovabili. Si tratta di un progetto che potrà, in seguito, essere ampliato anche ai settori delle infrastrutture, dei servizi pubblici, della ‘green economy’ e dell’assistenza sanitaria. Attraverso la ‘Leonardo’, sono in corso importanti rapporti di cooperazione per la formazione professionale nel settore aeronautico. E certamente, non dimentichiamo lo sviluppo della cooperazione culturale tra i nostri Paesi e vorrei, anzi, incoraggiare gli studenti kuwaitiani a venire a studiare qui in Italia e quelli italiani a fare altrettanto nel nostro Paese. Sottolineo altresì che, sin dal 2005, in Kuwait abbiamo iniziato a riconoscere pienamente il diritto delle donne ad accedere a tutti gli incarichi pubblici di rilievo, dal Governo alla Pubblica amministrazione, sino alla magistratura e ai più alti gradi della carriera diplomatica.

Detto tutto quAntica_mappa_Kuwait.jpgesto, ricordo che, nel 2018, l’allora emiro del Kuwait, S. A. Sabāḥ al-Aḥmad al-Jāber Āl Ṣabāḥ, purtroppo scomparso lo scorso mese di settembre 2020, si sia recato in Cina con una delegazione di alto livello, per concludere ufficialmente alcuni accordi bilaterali di cooperazione economica riguardanti lo sviluppo della nuova ‘Via della seta’. Un progetto che sia noi, sia la Cina abbiamo interesse a far transitare anche nella penisola arabica, come avveniva, del resto, già nell’antichità. Il Kuwait non è mai stato contrario all'accordo sul nucleare iraniano del 2015. E ha sempre giocato un ruolo attivo di mediatore tra occidente, Unione europea, Usa e Iran. Già quando, alcuni anni fa, ero ambasciatore in Bahrein, mi adoperai personalmente in direzione di quell’accordo, in una situazione che presentava analogie con quella che, in Estremo Oriente, vedeva contrapporsi la Corea del nord, altra aspirante potenza nucleare, agli Usa e ai Paesi limitrofi, tra i quali il Giappone, che per interi anni ha cercato di mediare coi nordcoreani, proprio come ha fatto il Kuwait con gli iraniani. Ora, noi speriamo che anche altri Paesi arabi partecipino a questo sforzo di mediazione.

Il mio Paese è sempre stato favorevole al mantenimento della pace, del dialogo, della stabilità e della sicurezza reciproca di tutti i Paesi del Golfo. Il Kuwait ha sempre svolto un importante ruolo di mediazione nella regione. Non siamo stati i soli, ovviamente: tanti Paesi si sono impegnati in questo, a cominciare dagli Stati Uniti. Ma negli ultimi anni avevamo notato come la dirigenza saudita, in particolare, avesse ammorbidito le sue posizioni, comprendendo come vi fossero tanti punti in comune – e interessi vitali - tra loro, noi e gli altri Paesi del Golfo, i quali facevano pressione affinché si raggiungesse un accordo. Durante quel processo, non è mai stato in campo un dare e un avere, ma l’evidente possibilità che le relazioni tra il Qatar, l’Arabia Saudita e gli altri Stati della regione tornassero alla normalità. Ciò anche perché stava lavorando assai bene, ormai, il Consiglio di cooperazione del Golfo: l’organizzazione nata nel 1981 proprio su impulso del Kuwait e dell’Arabia Saudita con scopi di integrazione economica, militare, politica e sociale tra i 6 Stati della penisola arabica.

Concludo confermando, ancora una volta, i nostri più sinceri ringraziamenti per il prezioso ruolo, logistico e militare, svolto dall’Italia in quelle terribili notti di gennaio del 1991. Ancora oggi, siamo orgogliosi per essere stati i primi ad aver rivisto operativamente in campo, dopo tanti anni dalla fine della seconda guerra mondiale, un Paese carico di Storia e di cultura come l’Italia, impegnato in uno sforzo diretto, al fine di ripristinare la legittima esistenza e indipendenza del Kuwait dopo l'inaccettabile sopruso che avevamo subito dalle forze di Saddam Hussein. Quelle assunte dal Governo italiano di allora, furono decisioni che il Kuwait non ha mai dimenticato e che distinsero l’Italia nel suo nuovo ruolo di puntuale e intelligente protagonista nella preparazione della successiva avanzata di liberazione, avvenuta nei mesi seguenti.

Grazie, Italia, per quello che hai fatto: il tuo nome rivive e risuona, ancora oggi, nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e nei nostri cuori.

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NELLA FOTO QUI SOPRA: UNO SCATTO PANORAMICO DI KUWAIT CITY

AL CENTRO: UN'ANTICA MAPPA DELLA REGIONE CHE SI AFFACCIA SUL GOLFO PERSICO

IN APERTURA: L'AMBASCIATORE DEL KUWAIT IN ITALIA, S. E. SHEIKH AZZAM MUBARAK SABAH AL SABAH


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