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17 Aprile 2021

Stop al virus della violenza sui bambini

di Elena Rossi
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Stop al virus della violenza sui bambini

L'Universities Network for Children in Armed Conflict con l'Università di Kufa lanciano l’appello in difesa dell’infanzia nei teatri di crisi e in situazoni di conflitto armato

Lavorare  all'adozione di misure preventive contro il ‘virus’ della violenza che subiscono i bambini in situazioni di conflitto armato, nel contesto ancor più aggravato dalla pandemia da Covid 19: questo l'obiettivo della Conferenza internazionale ‘Preventive measures to counter violence against children in armed conflicts’, organizzata dall'Universities Network for Children in Armed Conflict, in collaborazione con l'Università di Kufa (Iraq). L'evento si è svolto sabato 27 marzo, dalle ore 11.00 alle 12.30 in modalità virtuale. Dall'analisi del ‘caso Iraq’ -  un Paese in cui i minori sono stati le principali vittime di abusi e violenze sessuali, sono stati arruolati come bambini-soldato, sono stati utilizzati come bombe umane dalle milizie dell'Isis - l'Universities Network for Children in Armed Conflict s’impegna a promuovere le misure volte a prevenire le gravi violazioni contro i bambini in conflitto armato e garantire loro: il diritto di crescere in un ambiente protetto; il diritto all'istruzione; il diritto all'accesso a una scuola sicura; il diritto di vivere. "Proteggere i minori in situazioni di conflitto armato”, ha dichiarato la professoressa Laura Guercio, per Universities Network for Children in Armed Conflict, “vuol dire costruire il loro e il nostro futuro. Anche queste violenze sono un 'virus' che dobbiamo sconfiggere. Lavoriamo come un moltiplicatore di forze”, ha proseguito la Guercio, “insieme a 45 università e istitutiti di ricerca italiani e stranieri, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiano. Attività di ricerca, settimane accademiche, conferenze, tavole rotonde, seminari di studio e approfondimento, sono le 'armi' che intendiamo utilizzare”, ha concluso, “per sensibilizzare le istituzioni e la società civile alla protezione di queste anime invisibili". Durante l’incontro,  si sono collegati e hanno portato i loro saluti l'Ambasciatore d'Italia in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino e l'AmbasciatrLaura_Guercio_con_i_suoi_piccoli_amici.jpgice dell'Iraq in Italia, S.E. Safia Taleb Al-Suhail. Con la moderazione della dottoressa Simona Lanzellotto dell'Universities Network, sono di seguito intervenuti: il professor Yasir Lafta Hassoun, presidente dell’Università di Kufa; la professoressa Laura Guercio, dell’Universities Network; il professor Ahmeda Al Fatlawi, dell’Università di Kufa e Universities Network; il dottor Bakthiar Amin, già ministro Human Rights in Iraq; il professor Fausto Pocar, già giudice presso i Tribunali penali internazionali nella ex Jugoslavia e in Ruanda; il professor Khalid Khudair Dahham, dell’Alamein Institute; il professor Roja Fazaeli del Trinity College di Dublino; il professor Jan Marie Fritz, dell’University of Cincinnati/University of Johannesburg; la professoressa Annamaria Rufino dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’; il professor Dragos Chilea, presidente dell’International Criminal Bar Association; la professoressa Madalina Botina, dell’University of Constanta; la dottoressa Maha Alsakban, membro dell’Iraqi Network Group e del Wps National Action Plan; il dottor Omar Mekky, consigliere legale e regionale del Comitato internazionale della Croce Rossa; Noor Mousa, advocacy and campaigning xcoordinator per ‘Save the Children Iraq’.



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