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2 Luglio 2022

Cipro: rinviato a ottobre il processo per presunto stupro di una ragazza inglese

di Stefania Catallo
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Cipro: rinviato a ottobre il processo per presunto stupro di una ragazza inglese

Secondo Michael Polak di ‘Justice Abroad’ si tratta di “un caso molto importante per testare l’adesione dei tribunali ciprioti ai diritti sanciti dalla Costituzione, dalle disposizioni della Convenzione europea e dalle direttive Ue direttamente applicabili in materia di giustizia”

Il caso in questione è quello di una ragazza inglese di diciannove anni che, nel luglio scorso, aveva denunciato di esser stata violentata da un gruppo di giovani israeliani in un hotel di Ayia Napa, nell’isola cipriota. Sottoposta a interrogatorio da parte della Polizia dell’isola, la giovane aveva ritrattato l’accusa. Le motivazioni di questo gesto erano state rese note successivamente, dando vita a un caso internazionale. Cinque dei ragazzi israeliani sono stati liberati il 25 luglio scorso, poiché non è stata trovata alcuna prova che li collegasse al caso. I restanti sette sono tornati in libertà tre giorni dopo il ritiro delle accuse di stupro. Secondo la ragazza, le autorità hanno ottenuto la ritrattazione operando pressioni e coercizioni psicologiche. Non è stato reso noto se esistano referti medici che attesterebbero la violenza subita: in questo caso, l’accusa diverrebbe inconfutabile. Michael Polak di ‘Justice Abroad’, l’organizzazione internazionale creata per aiutare coloro che cercano di farsi strada attraverso i sistemi giudiziari stranieri, con tutti gli ostacoli che questi presentano, ha commentato: “Questo rimane un caso molto importante per testare l’adesione dei tribunali ciprioti ai diritti sanciti dalla Costituzione, dalle disposizioni della Convenzione Europea e dalle direttive dell’Unione europea direttamente applicabili in materia di giustizia. È importante che il procuratore generale cipriota consideri fermamente l’interruzione della questione nei confronti dell’adolescente, che è un denunciante per stupro e ha trascorso in carcere un periodo significativo di reclusione”.
In un comunicato diramato da ‘Justice Award’ il 27 agosto, giorno nel quale presso il Tribunale distrettuale di Famagosta si è tenuta la prima udienza per il caso, la ragazza è stata rappresentata da un ‘team’ di legali dell’organizzazione, composto da Lewis Power, un avvocato di alto livello del Queen’s Counsel, dall’avvocato cipriota Nicoletta Charalambidou, esperta sostenitrice dei diritti umani e da Ritsa Pekri, esperta di diritto penale. Nella nosta si legge, tra l’altro, che “il team ha presentato un appello di non colpevolezza, basato sullo stato di vulnerabilità della ragazza, già sotto ‘shock’ per lo stupro e, a suo dire, costretta al ritiro della denuncia. Inoltre, è stato posto all’attenzione il fatto che la ragazza era stata trattenuta per ben 8 ore nella stazione di Polizia senza un avvocato e su come l’adolescente e la sua famiglia intendano far valere i propri diritti ai sensi della Convenzione europea, della legge costituzionale cipriota e delle disposizioni dell’Unione europea.
L’accusa dovrà ora dimostrare che la dichiarazione di ritrattazione non è stata ottenuta attraverso l’oppressione o altre circostanze che avrebbero potuto renderla inaffidabile, al di là di ogni ragionevole dubbio. Inoltre, dovrà provare che la ragazza abbia mentito, portando prove concrete. Il team legale dell’imputata intende presentare osservazioni scritte al procuratore generale di Cipro, Costas Clerides, per interrompere il caso prima del processo, che si dovrebbe tenere il prossimo 2 ottobre. La donna è stata rilasciata su cauzione, dopo che il giudice ha considerato “corretto ed equo” liberarla dopo quasi due mesi di detenzione. L’importo è stato fissato oltre i 5 mila euro e ne sono stati richiesti altri 15 mila di garanzia, raccolti attraverso il sito di Justice Award”.
Secondo la Convenzione di Istanbul, alla quale si riferiscono i legali di ‘Justice Award’, “la violenza di genere viene considerata una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione" (articolo 3, lettera a); i Paesi dovrebbero esercitare la dovuta diligenza nel "prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire i colpevoli" (art. 5); la Convenzione stabilisce precisamente le diverse "forme di violenza, quali la violenza psicologica" (art. 33); gli "atti persecutori e di stalking" (art. 34); nonché il "reato di stupro" (art. 36). Nel caso in cui venissero accertati i reati commessi sia dai presunti stupratori, sia da parte della polizia, il caso potrebbe diventare un precedente nella storia giudiziaria europea.

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