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21 Febbraio 2019

2017: fine della lunga 'transizione deflattiva'

di Raffaella Ugolini
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Le condizioni economiche del Paese vanno lentamente migliorando, restituendoci un’Italia più saggia e matura, soprattutto nelle proprie scelte di consumo

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La crescita economica italiana resta debole. Ma nel corso dell’ormai prossimo 2017, le cose sono destinate a migliorare più del previsto. Secondo i dati raccolti per conto del dipartimento economico dell’associazione culturale ‘Phoenix’, che ha assunto come riferimento un ‘paniere’ di beni, merci e servizi ben differente rispetto a quelli generalmente ‘campionati’ dai soliti enti nazionali di statistica, l’Italia continua a essere poco appetibile per gli investitori stranieri e cresce assai poco rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea. Un dato, quest’ultimo, che più o meno corrisponde a quelli delle altre rilevazioni. Tuttavia, rispetto al rapporto recentemente presentato dall’Istat e a quello dell’Eurispes, atteso per la fine di gennaio del nuovo anno, i ‘numeri’ della ‘Phoenix’ divaricano decisamente in più di qualche settore. L’associazione, infatti, ha provato anche a calcolare l’andamento dei prezzi al consumo di merci e servizi generalmente non trattati, come per esempio la spesa nei nuovi settori ad alta tecnologia. Si tratta di mercati ancora in via di definizione, in Italia, i quali tuttavia assicurano un alto grado di fruibilità, come per esempio il settore dell’hi-tech, quello dei videogiochi, o comparti come quello dei nuovi servizi offerti sulla rete internet, l’e-commerce, l'acquisto di libri e cataloghi in formato e-book, le spese di diffusione delle comunicazioni private sui social network. Qui, le cose si fanno più interessanti, anche se un vero e proprio ciclo di ‘esplosione’ ancora non ‘albeggia’. In tali settori, i nostri consumi tendono a lievitare più della media generalmente calcolata: acquisti ‘online’ e fruizione di servizi ‘accessori’ a basso costo stanno via via modificando la strutturazione dei nostri mercati interni creandone di nuovi. Tipologie microeconomiche che sfuggono alle consuete valutazioni, determinando una situazione di ‘crisi apparente’. Secondo la ‘Phoenix’, nel 2017 la crescita della nostra produzione interna, per tutta una serie di motivi sarà superiore all’1% (1,2% per la precisione, ndr). Ciò a causa dell’evidente funzione di risparmio che le famiglie stanno ottenendo sul fronte dei consumi tecnologicamente avanzati, i quali a loro volta determinano l’abbattimento di molte spese, come quelle di movimento e trasporto. Ciò consente di aumentare il potere d’acquisto ‘reale’ delle famiglie, anche se non ancora in misura esponenziale. Ponendo, infatti, in ‘media ponderata’ la crescita dei consumi di tali comparti più innovativi con quelli tradizionali, ‘spunta’ una tendenza al risparmio che si congiunge a performances notevolmente più vivaci “e persino a un certo risveglio inflazionistico”, sottolinea Vittorio Lussana, presidente nazionale della ‘Phoenix’, recentemente riconfermato per un terzo mandato in tale carica dall’assemblea dei soci e dai relativi presidenti dei dipartimenti scientifici, culturali, artistici ed editoriali, tenutasi a Milano in questi giorni. “Il 2017 sarà un anno meno ‘mediocre’ rispetto agli ultimi appena trascorsi”, afferma Lussana, “poiché molti dati da noi raccolti segnalano incrementi sia del nostro export, con ‘picchi’ superiori al 3% annuo, sia una discreta ripresa ‘interna’, che finalmente tornerà a favorire ambedue i versanti della spesa al consumo: quello della circolazione monetaria e, al contempo, quello di una maggior accumulazione di risparmio. Tutto ciò può consentire”, prosegue il riconfermato presidente della 'Phoenix', “anche una ripresa di investimenti e ‘microinvestimenti’ che, in effetti, si polarizzano, per il 2017, attorno a un dato d’incremento del 3%, con un aumento significativo della produzione interna. Si tratta di numeri ‘mal segnalati’, sia dalla Banca centrale europea, sia dal nostro ministero dell’Economia, a causa di una parziale modificazione dei processi di acquisto”. Insomma, un saldo attivo delle esportazioni, congiunto ad alcuni primi segnali di ‘guarigione’ interna, anche se la lunga ‘transizione deflattiva’ italiana ha modificato le caratteristiche basilari della nostra economia, che si avvia a diventare più ‘attenta’ e ‘mirata’ nel campo dei consumi. “Dal fondo del ‘tunnel’ della crisi”, spiega ancora Lussana, “non siamo ancora riemersi, ma l’impressione è quella di un Paese che sta cambiando alle fondamenta: credo stia per arrivare, finalmente, la ‘rivoluzione tecnologica’ tanto attesa”. Concludendo, veniamo dunque a esprimere, al termine di un ‘faticoso’ 2016, una piccola nota di ottimismo, segnalando la parziale inesattezza delle recenti previsioni economiche sull’economia italiana per il 2017, in cui il nostro Pil crescerà un po’ di più dello ‘striminzito’ 0,9% calcolato dai principali organi di misurazione ‘econometrica’. Nel corso del prossimo 2017, il nostro prodotto interno lordo supererà di qualche decimale l’1%. Ma soprattutto, il volto del Paese comincia a essere diverso, più saggio ed equilibrato. Buon anno nuovo a tutti gli italiani.



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Nella foto: Vittorio Lussana, al terzo mandato come presidente nazionale della 'Phoenix'

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