Bologna ha accolto ‘Credo2026’ con il passo discreto delle occasioni che cercano un significato oltre il semplice appuntamento in calendario

Il 5 e 6 ottobre scorsi, negli spazi di Sympò, in via Lame 83 a Bologna, il primo 'Christian Music Forum' nazionale ha riunito artisti, operatori musicali, realtà ecclesiali, educatori, professionisti e rappresentanti della comunicazione attorno a una domanda che attraversava ogni incontro: quale voce può avere, oggi, la musica cristiana? E’ stata una 'due giorni' fatta di parole, ascolto, esperienze e prospettive, con il desiderio di mettere in comunicazione mondi spesso vicini, ma non sempre intrecciati. 'Credo2026' ha così trasformato Bologna in un crocevia di sensibilità differenti, chiamate a confrontarsi sul valore culturale, educativo, pastorale e comunicativo della musica.
Ad aprire i lavori, dopo l’accoglienza, sono stati Don Alessandro Caspoli, presidente del Comitato per le Manifestazioni Petroniane e Andrea Marco Ricci, de 'La Gloria' srl Sb. Al centro della mattinata del 5 ottobre è arrivata l’intelligenza artificiale, con il panel: 'L’intelligenza artificiale tra creatività e informazione', dedicato alla possibilità di continuare a custodire una musica e uno spettacolo profondamente umani nell’epoca delle nuove tecnologie. Antonello Armieri, Alessandro Gallo, Francesco Lorenzi e il giornalista Gigio Rancilio hanno intrecciato riflessioni su creatività, informazione e trasformazioni in corso.
Nel pomeriggio, il Forum ha spostato lo sguardo sulla musica come strumento di accompagnamento pastorale. Le esperienze di don Massimo d’Abrosca, Fra Matteo Della Torre, Elena Martelli, Don Riccardo Pincerato e Fra Federico Russo hanno offerto percorsi e suggerimenti, moderati da Lorenzo Galliani. La giornata si è chiusa con un laboratorio dal sapore artigianale: 'Come scrivere una canzone di ispirazione cristiana?', condotto da Antonello Armieri, Valerio 'Lode' Ciprì e Alessandro Gallo. Un momento nel quale la 'forma-canzone' è diventata terreno concreto di ricerca, parola e ispirazione.
Il 6 ottobre, il d
ialogo si è rivolto soprattutto ai giovani. 'La musica negli oratori: uno strumento per trasmettere valori' ha riunito Don Gabriele Bonzi, Don Luca Ramello e Andrea Marco Ricci, al fine di interrogarsi sul ruolo della musica nei luoghi abitati dalle nuove generazioni. Nel pomeriggio, il confronto ha coinvolto anche case discografiche e artisti di musica cristiana, con Emanuele Chirco e Valerio 'Lode' Ciprì, Luca Durante, Luciana Leone, Angelo Maugeri, Andrea Marco Ricci e Suor Livia Sabatti, moderati da Davide Poliani. E' stato un passaggio dedicato al ruolo degli operatori culturali e alle possibili traiettorie del settore.
A seguire, 'Worship music e animazione liturgica: quali punti di incontro?' ha riunito Giovanni Di Sano, Luciana Leone, Elena Martelli, Laetitia Ricotta e Matteo Vasco. La conclusione, affidata alle considerazioni 'Verso una rete nazionale della musica cristiana', ha lasciato emergere il desiderio di costruire connessioni durature. Il Forum era stato preceduto dal ritiro spirituale degli artisti di musica cristiana contemporanea al Seminario Arcivescovile di Bologna e dal 'Concerto per San Petronio: pace, accoglienza, diritti', ospitato il 4 ottobre in Piazza Maggiore. Dalle 19.00 in poi, si sono alternati Carolina Bongiovanni, Controtempo, Tu sei Bellezza e Le Verdi Note dell’Antoniano, mentre alle ore 21.00 sono saliti sul palco il Piccolo Coro dell’Antoniano 'Mariele Ventre', Kantiere Kairòs, Debora Vezzani, Reale e The Sun, con la conduzione di Enrico Brizzi. La serata si è conclusa con uno spettacolo di luci dedicato a San Petronio.
Promosso e organizzato da 'La Gloria S.r.l. Società Benefit', con il sostegno della Siae (Società italiana degli autori ed editori, ndr) e il patrocinio della Diocesi di Bologna, l'incontro 'Credo2026' è nato con un’ambizione precisa: diventare un appuntamento annuale e creare una 'rete' tra le esperienze già presenti in Italia. A Bologna, città creativa della musica Unesco, quella 'rete' ha mosso i primi passi. Non soltanto per parlare di musica cristiana, ma per ascoltare ciò che la musica può ancora mettere in circolo: persone, domande, linguaggi e possibilità di incontro. 