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20 Settembre 2017

La Storia recente di Roma tra centro e periferia

di Silvia Mattina
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Il sorgere delle ‘borgate’ e il particolare sviluppo urbanistico a ‘macchia d’olio’ della capitale d’Italia documentato dall'Istituto Luce e presentato in un recente convegno sulle fonti audiovisive

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Nelle scorse settimane, presso il Teatro dei Dioscuri di Roma, l'Istituto Luce ha organizzato un incontro sul tema ‘Fonti audiovisive per una storia della città fra centro e periferia: l'archivio storico dell'Istituto Luce', in collaborazione con la Sovrintendenza capitolina nell'ambito di 'Educare alle mostre, educare alla città'. Quest'appuntamento ha offerto all'Istituto Luce l'occasione per confrontarsi con alcune scuole di Roma e alcuni 'addetti ai lavori' (professori, archivisti, public historians) sulla struttura e le attività del proprio archivio audiovisivo. La responsabile della didattica, Patrizia Cacciani, ha descritto la diversificazione nelle iniziative che, nel corso degli anni, sono state portate avanti per rendere più accessibile e fruibile il materiale custodito dall’Archivio storico Luce. Dal 2015, 'Luce per la didattica' sviluppa uno dei punti fondamentali della mission dell'istituto, ovvero l'educazione. La programmazione messa in atto dalla Cacciani e da Letizia Cortini s’incentra sui ragazzi nelle scuole del territorio romano, sulla sensibilizzazione al linguaggio audiovisivo e alla sua Storia, con l'idea di lavorare con loro nel processo di scoperta e lettura delle fonti. La Cacciani ha mostrato alcune fotografie che ritraggono una capitale che si stava costruendo a partire dalle 'borgate', nelle periferie (l'acquedotto felice, l'edilizia popolare e il sistema viario), ai protagonisti politici tra le due guerre, come Hitler di passaggio a Roma per una visita alla Galleria Borghese. Nel 1938, la visita di Hitler in Italia arriva dopo cinque anni dalla sua ascesa al potere ed è l'occasione, per Benito Mussolini, di organizzare una grande messa in scena destinata alla rappresentazione visuale del potere agli occhi del mondo, attraverso il ricorso al cinema e alla fotografia. Alla guida dell’operazione, il Duce sceglie lo storico dell'arte Ranuccio Bianco Bandinelli, che ha rivelato come il Fuhrer si vantasse delle sue conoscenze 'apparenti' sulle opere d'arte e vedesse in ogni scultura o quadro la manifestazione dello spirito tedesco. L'intervento del docente dell'Università degli Studi di Teramo, Gabriele D’Autilia, si è soffermato soprattutto sul concetto del ‘Luce’ nel suo ruolo di agente di Storia attraverso l'allestimento delle mostre ‘Luce: l’immaginario italiano’ e ‘War is over’: una diversa modalità di impiego delle immagini di repertorio. La mostra sui ‘90 anni dell'Istituto’ dimostra l'importanza di sperimentare un'interpretazione della Storia orientata su un carattere estetico e contenutistico, non banalizzando i concetti, bensì costruendo un racconto didattico destinato a un pubblico indifferenziato. Il ritratto della città è stato realizzato grazie a un vasto repertorio fotografico, coniugato a ‘clip in loop’ che raccontano le donne durante il fascismo, la cultura giovanile e i celebri anni sessanta. Il professor D'Autilia collabora da venticinque anni con Istituto Luce. E il suo percorso si è orientato nel chiarire meglio: "Il rapporto tra fotografie e reale". La ripresa del reale avviene attraverso il ricorso al cinema documentaristico e alla fotografia, senza però escludere il carattere di ‘fiction’ nel racconto di una vicenda storica, sia come aneddotica, sia in quanto contesto storico di sfondo. L'Istituto è dunque un agente di Storia nella ragione in cui è riuscito a far conoscere la realtà, vicina e lontana, attraverso le immagini e filmati prodotti. Il 'Luce', inoltre, è un soggetto di ‘Public History’, concetto storiografico statunitense mirato, nell'approccio metodologico, alla costruzione di un racconto storico attraverso canali alternativi, non accademici, mantenendo invariata la correttezza dello studio sulle fonti. Gli strumenti non ufficiali, ma consolidati, sono principalmente i film documentari, come per esempio il corto di animazione 'Il Dr. Churkill' dell'Istituto Luce. Distribuito nel 1942, il film mostra la parodìa dell'impero britannico fatta dell'Italia fascista con il tipico stile della propaganda dell'epoca, coerente con l'appellativo di 'Perfida Albione' e carico di pregiudizi e invenzioni del regime. Questo contributo è stato realizzato da Tiberio Pezzuno, cartonista del 'Luce' che guarda alla lezione americana di Walt Disney, costituendo un interessante esempio di narrazione e di finzione in cui la fonte diviene strumento audiovisivo.
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NELLA FOTO: ADOLF HITLER E BENITO MUSSOLINI IN VISITA ALLA GALLERIA BORGHESE

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