Per decenni, la pratica è stata demonizzata da un falso mito: blocca la crescita e fa male alle ossa

Oggi, finalmente, la scienza e la comunità scientifica hanno completamente superato un pregiudizio. Gli studi hanno dimostrano che l'allenamento contro resistenze (che include pesi, elastici e corpo libero, ndr) è sicuro - e anche fortemente consigliato - per lo sviluppo motorio e strutturale dei più giovani. I dati analizzati negli ultimi decenni evidenziano i punti fondamentali sui benefici e sulla sicurezza: 1) nessun danno alle cartilagini di accrescimento: il timore che i sovraccarichi danneggiassero le zone di accrescimento osseo (le piastre epifisarie) era derivante da vecchi dati legati a infortuni in contesti non supervisionati. Gli studi odierni dimostrano che gli infortuni da sollevamento pesi sotto controllo di un professionista, sono inferiori rispetto a sport di contatto; 2) aumento della densità ossea: durante l'infanzia e l'adolescenza le ossa rispondono in modo ottimale agli stimoli meccanici. L'allenamento con i pesi stimola la deposizione di calcio, creando prevenzione futura per osteoporosi in età adulta; 3) miglioramento della coordinazione: nei bambini in età pre-puberale, l'aumento della forza non avviene per ipertrofia muscolare, ma per adattamenti neurologici. Il cervello impara a reclutare più fibre muscolari e a coordinarle meglio; 4) prevenzione degli infortuni negli altri sport: i bambini che hanno praticato un condizionamento della forza, mostrano una riduzione drastica di infortuni, quando giocano in sport come calcio, basket o praticano atletica, grazie a una migliore stabilità di articolazioni e tendini.
Le linee guida per un allenamento sicuro, hanno sempre una parola d'ordine: sviluppo motorio globale. L'allenamento non deve imitare quello degli adulti, ma seguire regole ben precise, basate sull'età e la maturità del bambino.
I parametri d
ella ricerca scientifica
a) età di inizio dell' allenamento intorno ai 7-8 anni, o comunque quando il bambino può eseguire le istruzioni e abbia un buon controllo posturale di base;
b) frequenza delle sedute: 2-3 volte alla settimana, in giorni non consecutivi, con un tempo di sessione di lavoro di circa 45-60 minuti;
c) intensità e carico. L'obiettivo è sul volume medio-alto con carichi medio-bassi. Si prediligano 1-3 serie da 10-15 ripetizioni eseguite con una tecnica perfetta, evitando i massimali (1RM);
d) tipologia di esercizi. Si utilizzino quelli multiarticolari: squat, affondi, piegamenti, trazioni assistite, esercizi con palle mediche ed elastici. I pesi liberi (manubri e bilancieri leggeri) sono preferibili alle macchine isotoniche, perché richiedono più stabilità ed equilibrio.
Il pilastro fondamentale è, tuttavia, la supervisione. Tutti gli studi concordano sul fatto che i benefici si abbassano e i rischi si alzano se non c'è la guida di un professionista (laureato in Scienze motorie, ndr). Il focus deve essere sempre sulla qualità del movimento, sulla varietà e sul divertimento, non sulla quantità di peso sollevata.
