Il mensile di informazione e approfondimento che
intende riunire culturalmente il nostro Paese nel pieno rispetto
di tutte le sue tradizioni, vocazioni e ispirazioni ideologiche e politiche.
diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
21 Ottobre 2018

Sandro De Mita e Beatrice Maggio: "La sicurezza deriva dalla cultura della guida"

di Giuseppe Lorin
Condividi
Sandro De Mita e Beatrice Maggio: "La sicurezza deriva dalla cultura della guida"

Indagine al di sopra di ogni autoscuola: un sistema di agenzie sulle cui ‘spalle’ pesa la responsabilità di formare dei ‘cittadini-guidatori’ il più possibile razionali e responsabili, in vista dell’avvento delle future autovetture senza conducente

Il ‘parterre’ offerto dalle nostre autoscuole è veramente vario. Comprende il rilascio di patenti, corsi di guida sicura e difensiva, pratiche automobilistiche, consulenza legale, infortunistica stradale. Il compito d’insegnare la sicurezza stradale, non solo agli allievi conducenti italiani, ma anche ai candidati stranieri, è arduo. Per una scuola automobilistica è obbligatorio trasmettere la conoscenza al candidato tramite il miglior insegnamento teorico e pratico - supportato dall’ausilio di sistemi informativi computerizzati in accordo con la Motorizzazione civile - adeguati all’apprendimento della segnaletica stradale e delle relative  norme. Tutto ciò, nella convinzione che la diminuzione degli incidenti stradali non possa prescindere da una corretta educazione stradale. Per tali motivi, la preparazione professionale degli istruttori deve andare di pari passo con le nuove norme automobilistiche, ricorrendo a un aggiornamento costante della legislazione automobilistica, della didattica e delle metodologie d’insegnamento. La particolare cura riservata alla formazione degli allievi, mirata non solo al superamento dell’esame di guida, ma anche allo sviluppo coscienzioso di una vera e propria ‘cultura della guida’, fa delle autoscuole delle vere e proprie ‘fucine’ di riferimento per chiunque voglia imparare veramente a guidare. È fondamentale, per le autoscuole, l'autorizzazione ministeriale di tipo ‘A’. Ovvero, l’autorizzate al rilascio di tutte le categorie di patenti previste dal codice della strada. È per questa ragione che esistono le autoscuole di tipo ‘A’ e quelle di tipo ‘B’: le prime, come quella che prenderemo in considerazione nel presente servizio, vengono definite dagli esperti “di nuova istituzione”. Si tratta, cioè, di quelle autoscuole che garantiscono il conseguimento di tutti i tipi di patenti, secondo l’articolo 123 del Codice della strada; le seconde, invece, devono rispettare l'obbligo di avere l'intero 'parco veicolare' per l’insegnamento pratico alla guida, garantendo di possedere veicoli adeguati in riferimento alle patenti ‘AM’, ‘A1’, ‘A2’, ‘A’ e ‘B’. Le autoscuole di tipo ‘B’ rimangono tali fino al primo cambio di titolarità. Al compimento dei 18 anni, forte è il desiderio di accantonare bicicletta e autobus per non chiedere più passaggi ad amici e familiari e iniziare a guidare, conquistando la libertà che ogni maggiorenne ambisce. Il ‘documento rosa’, la patente, oggi plastificata, diviene l’obiettivo da raggiungere. Prima, però, va fatta la scelta della scuola, possibilmente più vicina alla propria abitazione. In secondo luogo, è opportuno rispettare gli orari di scuola e prestare estrema attenzione a quanto viene insegnato in aula, almeno fino a quando, ormai preparati e pronti, si debbono superare gli esami di teoria e pratica. Ciò risulterà meno gravoso, se si effettueranno regolarmente i quiz automobilistici suggeriti dagli istruttori della ‘scuola-guida’ che si è scelta. E’ vero: siamo ormai all’alba di un avvento tecnologico importante, quello delle autovetture a guida autonoma. Saranno loro il mezzo che, in futuro, verrà utilizzato per spostarsi da un posto all’altro? E questa svolta potrà liberarci dalle molte ‘seccature’ e dai rischi legati al traffico, oppure farà gravare su di noi nuovi ‘fardelli’? A conti fatti, si tratterà comunque di un progresso. Ma qualunque cosa succeda, le auto autonome sembrano ancora un concetto astratto e ipotetico: un qualcosa di cui si parla nelle conferenze delle grandi aziende più che nella vita quotidiana. Forse, cambieranno anche i vocaboli indicativi: si useranno ancora i termini ‘autisti’ o ‘piloti’, oppure muteranno con quelli di ‘operatori’? Quel che sembra certo, è che saremo sempre noi esseri umani a dare l’input del libero arbitrio. Sentiamo dunque il parere di una coppia che gestisce l’autoscuola ‘Motor Kim’, nel popoloso quartiere romano di Monteverde, una delle prime sorte nella capitale d'Italia negli anni della grande trasformazione.

Sandro De Mita e Beatrice Maggio, nel XII Municipio di Roma, la vostra ‘Motor Kim’ è stata tra le prime scuole di guida. aperta sin dagli anni ’60: ci illustra brevemente come è sorta?
Sandro De Mita: ”L’agenzia Kim, situata in via di Donna Olimpia 104 a Roma, è un punto di riferimento del quartiere Monteverde per tutte le generazioni che si sono avvicendate dal 1969 a oggi”.
Beatrice Maggio: “Nel 1985, mio padre, il professor Maggio, trasferì alla sottoscritta la gestione dell’attività. Con il prezioso ausilio di mio marito, oggi riusciamo a infondere sicurezza per la guida degli autoveicoli. Mio padre ci ha affiancato a lungo, con la sua esperienza e professionalità. I clienti che si rivolgono a noi dandoci fiducia sanno di essere in buone mani. E la nostra alta percentuale di promossi agli esami ne è la conferma”.

Una vostra opinione sul modo di parcheggiare delle donne?
Beatrice Maggio: ”Qui nasce il vero dibattito: sembra una realtà appurata che le donne siano completamente incapaci nell’arte del parcheggio, che da sempre è usata come arma verbale dagli uomini per attestare la loro superiorità. Per fortuna, qui in autoscuola noi abbiamo Giuseppe, il nostro insegnante di guida pratica, che con la sua meticolosità riesce a far posteggiare ‘a francobollo’ soprattutto le donne”.
Sandro De Mita: “Ormai da anni, Giuseppe è il nostro collaboratore di fiducia: è lui che porta ‘al patibolo’ della Motorizzazione civile, sulla Laurentina, i nostri candidati alla patente di guida. Alla fine, la differenza non è poi così evidente tra uomini e donne, in fatto di guida. I ragazzi devono essere più benevoli, questo è vero, perché in fondo le donne sono più accorte”.

Perché consigliate di iscriversi alle autoscuole, per ottenere la patente di guida?
Sandro De Mita: ”Rivolgersi a un’autoscuola seria, che dal momento dell’iscrizione fino al conseguimento di quello che i nostri cugini francesi chiamano “permis de conduire” dopo l’esame alla Motorizzazione, è fondamentale per tutti gli iscritti, poiché non avranno nessuna difficoltà a risolvere i quiz d’esame dopo l’accurato insegnamento e la specifica preparazione che permetterà loro di affrontare le varie prove senza ansie e con tranquillità”.
Beatrice Maggio: “Essere affiancati da personale qualificato, che con la propria esperienza e professionalità e una comunicazione chiara, semplice e non dispersiva riesce a infondere fiducia nei candidati iscritti, non è poca cosa: senza la tranquillità e la sicurezza ricevuta nella preparazione agli esami a quiz per il conseguimento delle varie patenti, con l’ausilio dei supporti informatici più innovativi nel campo automobilistico, tutto questo non sarebbe possibile”.

Quali altri tipi di servizi può offrire un’agenzia automobilistica?
Beatrice Maggio: ”L’agenzia automobilistica offre, oltre alla scuola di guida, servizi quali il pagamento bolli, i passaggi di proprietà, le visure al Pra (il pubblico registro automobilistico, ndr), il contrassegno per il ciclomotore, le immatricolazioni e tutto ciò che concerne il campo automobilistico”.
Sandro De Mita: “Inoltre, la nostra agenzia attualmente collabora con vari concessionari di Roma e a costi decisamente concorrenziali”.

Cosa pensate dell’annunciato avvento delle macchine computerizzate senza conducente: le cosiddette auto a guida autonoma?
Beatrice Maggio: ”Io penso che ci si debba rendere conto che c’è ancora una forte impreparazione da parte delle strutture cittadine, con strade obbligatorie per questa tipologia di veicoli, così come per i treni che viaggiano sollevati dal terreno o ad alta velocità. Specialmente in Giappone, terra di terremoti”.
Sandro De Mita: “Permettetemi di fare alcuni accenni storici sull’avvento delle nuove tecnologie di spostamento, perché si sono sempre aviute delle vAuto_senza_conducente.jpgittime, quando arriva un mezzo di trasporto di nuovo tipo. Nel 1830, per esempio, quando venne inaugurata la prima ferrovia che collegava Liverpool a Manchester, un politico britannico fu investito e ucciso da un locomotore. Circa ottant’anni più tardi, nell’isola di Terranova, vi fu un decesso sotto un’automobile moderna. E lo sorso 18 marzo 2018, in Arizona, c’è stata la prima persona investita e uccisa da un’automobile senza conducente. Questi veicoli sono ancora in fase di sperimentazione. L’azienda stessa che stava conducendo il test, la Uber, ha rilasciato la solita dichiarazione: “I nostri pensieri vanno alla famiglia della vittima” e ha sospeso le sue prove su strada in diverse città degli Stati Uniti. Si tratta solo di uno ‘stop’ temporaneo: questa tecnologia è inarrestabile e, alla fine, s’imporrà”.

Quanto influiscono gli stati d’animo nella conduzione di un veicolo?
Sandro De Mita: ”Con ogni probabilità, l’uso diffuso delle automobili che si guidano da sole farà abbassare i tassi di mortalità, perché anche se i computer possono essere ‘stupidi’ quanto gli autisti umani, essi non possono essere altrettanto irascibili, impazienti, arrabbiati o ubriachi. A essere decimati da automobili, camion e autobus ‘robotici’ non saranno gli esseri umani, ma i posti di lavoro: i computer sono molto più intelligenti e in grado di compiere anche operazioni estremamente difficili, come guidare un veicolo nel traffico. Ci sono ancora errori nei programmi, ma nel giro di dieci o quindici anni saranno risolti e i veicoli a guida autonoma verranno posti in vendita. I primi a mettersi in fila per comprarli saranno gli operatori di ‘parchi-vetture’. L’obiettivo, piuttosto esplicito, di questa ricerca è infatti quello di eliminare tutti i costi e i posti di lavoro degli autisti di mezzi pubblici, anche perché, qui a Roma per esempio, con la scusa di un ‘parco-macchine’ antiquato, gli autisti dei mezzi pubblici se la prendono comoda”.
Beatrice Maggio: “Io credo che i privati cittadini non debbano temere: ancora per molto tempi, essi godranno della loro libertà di guida e di spostamento. Ma prima di questo avvento, le città dovranno adeguare le proprie strutture e le loro strade. E vedendo come si ritrova Roma, direi che ci vorrà ancora del tempo. Ai posteri l’ardua sentenza”.

Potete chiarirci la problematica dei veicoli obbligatori per le autoscuole come la vostra, di tipo 'A'?
Sandro De Mita: ”La nostra autoscuola rientra di diritto nell’ambito delle autoscuole di nuova istituzione, ovvero quelle che garantiscono il conseguimento di tutti i tipi di patenti secondo l’art. 123 del Codice della strada”.
Beatrice Maggio: “Non esistono problematiche, per noi che rispettiamo i dettami di legge”.
Beatrice_e_Sandro.jpg

NELLA FOTO: BEATRICE MAGGIO E SANDRO DE MITA


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale