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8 Aprile 2026

Dora Romano: "Fare l'attrice è come rinascere ogni volta"

di Rita Chessa
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Dora Romano: "Fare l'attrice è come rinascere ogni volta"

Abbiamo incontrato una colonna portante della storia teatrale e cinematografica, nota al grande pubblico per l'ottima interpretazione della maestra Oliviero ne 'L'amica geniale', la serie tv tratta dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante e nelle prime 5 stagioni di 'Imma Tataranni - Sostituto Procuratore'

Dora Romano è una di quelle attrici che incarnano, con discrezione e profondità, la continuità tra le grandi tradizioni del teatro italiano e le forme più contemporanee della narrazione audiovisiva. Con una carriera che attraversa oltre quarant’anni di spettacolo, ha costruito un percorso solido e coerente tra palcoscenico, cinema d’autore e televisione, distinguendosi per un approccio rigoroso e una presenza scenica intensa. Formatasi in un contesto di altissimo livello, Dora Romano si è diplomata alla Bottega Teatrale di Firenze, fondata da Vittorio Gassman: una delle scuole più prestigiose del panorama italiano. Qui, ha sviluppato una preparazione fondata sulla disciplina dell’attore, sul lavoro fisico e sull’analisi approfondita del testo: elementi che ancora oggi caratterizzano il suo stile interpretativo. Durante questo periodo 'fiorentino' entra anche in contatto con il ‘metodo Strasberg’: uno dei sistemi più influenti della recitazione contemporanea, che contribuisce ad arricchire ulteriormente la sua formazione. Determinante nel suo percorso è stato l’incontro con Eduardo De Filippo, una 'figura-cardine' del teatro italiano del Novecento. Da questa esperienza, la Romano assimila una visione del mestiere dell’attore basata sull’ascolto, sul ritmo della parola e sulla ricerca della verità scenica. Un’eredità artistica che si riflette nella sua capacità di dare vita a personaggi autentici, profondamente umani e mai stereotipati. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti registi del cinema contemporaneo come Paolo Sorrentino, Ferzan Özpetek e Tom Tykwer, dimostrando una notevole versatilità nel passare dal teatro al grande schermo. Ha inoltre avuto occasione di confrontarsi con artisti internazionali come Dustin Hoffman, entrando in contatto con la tradizione dell’Actor’s Studio, che ha ulteriormente ampliato il suo orizzonte interpretativo. Il grande pubblico televisivo ha imparato a conoscerla e ad apprezzarla soprattutto grazie al ruolo della maestra Oliviero nella serie 'L'amica geniale', tratta dai romanzi di Elena Ferrante. In questa interpretazione emerge con forza la sua capacità di lavorare sulle sfumature psicoDora_Romano_in_scena.jpglogiche dei personaggi, restituendo una figura credibile e complessa. Recentemente, è stata tra le protagoniste della serie di Rai 1 'Imma Tataranni - Sostituto Procuratore', giunta alla quinta stagione, dove interpreta il personaggio della signora Filomena De Ruggeri. Anche in tale contesto, la Romano ha confermato la sua abilità nel muoversi tra registri diversi, mantenendo sempre una forte identità espressiva. Nata a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, questa eccellente attrice ha mostrato, fin da giovane, una forte vocazione per la recitazione, affiancando agli studi artistici una laurea in Sociologia. Questo doppio sguardo, umano e culturale, ha contribuito, probabilmente, alla profondità con cui affronta i suoi ruoli. La sua recitazione si distingue per alcune caratteristiche fondamentali: una forte radice teatrale, l’attenzione alla parola e al ritmo scenico, la capacità di attraversare con naturalezza il dramma e la commedia e, soprattutto, una rara profondità psicologica. I suoi personaggi sono spesso attraversati da una grande umanità, elemento che li rende vicini e riconoscibili per il pubblico. Dora Romano rappresenta, così, un esempio significativo di continuità artistica, capace di coniugare tradizione e contemporaneità, mantenendo sempre al centro del proprio lavoro la verità dell’interpretazione. L’abbamo incontrata di recente per comprendere quale sia il vero segreto del proprio stile recitativo, che qui di seguito vi proponiamo.

Dora Romano, come prepari un personaggio e cosa cerchi di portare di tuo in ogni ruolo?
“Parto, innanzitutto, dallo studio della sceneggiatura e dalla descrizione che ne fa il regista. Successivamente, cerco di contestualizzare il personaggio all’interno della sua epoca storica, del luogo dove si svolge la narrazione e delle relazioni drammaturgiche con gli altri personaggi. Con l’analisi del testo e del sottotesto, cerco di avere un quadro iniziale più completo possibile. Poi, passo alla costruzione psicologica del personaggio, attraverso un prezioso strumento che è la ‘memoria emotiva’. Facendomi varie domande, cerco di costruire in ogni scena la situazione emotiva ‘pescando’ dal mio personale vissuto, cercando di ricostruire una situazione simile attraversata nella mia vita per poterla mettere al servizio della situazione emotiva della scena. Detta così, sembra semplice, ma non lo è”. 

CosDora_Romano_4.jpga ti ha insegnato lavorare su progetti internazionali?
"Ci sono differenze rispetto alle produzioni italiane?“Sì, ho notato delle differenze soprattutto per ciò che riguarda l’assoluto rispetto delle produzioni straniere per la professionalità degli attori. Questo trattamento, in Italia, di solito si riserva ai protagonisti o alla star del film, mentre per gli americani non ci sono sostanziali differenze nel trattare ogni artista partecipante al set. Inoltre, gli americani non hanno una reale limitazione degli orari di lavoro: io ho lavorato anche 15 ore al giorno sul set. Qui in italia, gli straordinari per le maestranze sono molto osservati, ma non per noi attori, per i quali non esiste straordinario”.

Nel corso della tua carriera hai ricevuto riconoscimenti e premi dal mondo teatrale e cinematografico: quale significato hanno per te questi riconoscimenti?
“Certamente, i premi sono molto graditi, aiutano a dare ulteriore senso al proprio lavoro e sono molto incoraggianti. Personalmente, mi sento sempre un po’ in imbarazzo nel riceverli, perché mi sembra tanto banale e limitato rispondere solo con un: “Grazie...”. Ma quando vedo l’entusiasmo che si accompagna a queste cerimonie, alle volte mi commuovo. E’ un invito a migliorarsi e a non riposare sugli allori e, per questo, ne sono molto gratificata”. 

Guardando al futuro, quali tipi di ruoli o collaborazioni sogni di affrontare e cosa consideri la sfida artistica più stimolante per i prossimi anni?
“Per me, ogni nuovo personaggio è una sfida, la possibilità di esplorare nuove capacità da mettere a sua disposizione: è come rinascere ogni volta. Sono estremamente curiosa di leggere le nuove sceneggiature: le divoro subito”.

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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