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diretto da Vittorio Lussana
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28 Ottobre 2021

Nyo: "La libertà è uno stato mentale"

di Iulia Greco
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Nyo: "La libertà è uno stato mentale"

Un brano ispirato da una box di Instagram e dal desiderio di tanti giovani e giovanissimi di ballare e tornare alla vita, per ritrovare la gioia e la serenità perduta guardando al futuro con speranza: un singolo di vera e propria rinascita

Nyo: “La libertà è uno stato mentale”
di Iulia Greco
Un brano ispirato da una box di Instagram e dal desiderio di tanti giovani e giovanissimi di ballare e tornare alla vita, per ritrovare la gioia e la serenità perduta guardando al futuro con speranza: un singolo di vera e propria rinascita
‘Tutto finisce’ è il nuovo singolo ‘pop latino’ che segna la rinascita musicale di Nyo (distribuzione Pirames International). La protagonista femminile del video è la ‘Tiktoker’ Camilla Brutti (@itsbrutti). Tutti noi possiamo identificarci nella vita di Camilla: una ragazza che si sveglia la mattina e che, chiusa all’interno delle quattro mura di casa, svolge sempre le stesse azioni di tutti i giorni, senza stimoli e speranze. Le azioni di Camilla sono le stesse che hanno fatto parte della nostra quotidianità durante il periodo buio della quarantena. Camilla è il filo sottile che lega tutti noi: cerca la speranza e la trova in una canzone che ascolta ripetutamente alla televisione, ballando al centro del salotto e imitando i movimenti dei ballerini. Attraverso la fantasia riesce a catapultarsi al di fuori delle sue quattro mura per ballare e sognare, ritrovando la speranza e la gioia di vivere e tornare a guardare al futuro. “In primavera”, racconta Nyo nel brano, “ho chiesto al pubblico, attraverso una box di Instagram, quali fossero le sensazioni, i dolori, le speranze, le paure provate durante la quarantena. 'Tutto finisce' è il prodotto di queste sensazioni. Mi piace pensarla come un ‘puzzle’ costruito insieme”, aggiunge, "pezzo dopo pezzo. Il brano è stato impreziosito, nel videoclip, dalla presenza di Camilla Brutti con la quale sono felicissimo di aver collaborato e che ha saputo interpretare nel suo modo meraviglioso il messaggio della canzone“. Nyo è il nuovo progetto musicale di Antonio Sorrentino, anticipato dal singolo uscito il 18 giugno scorso nelle radio e su tutte le piattaforme digitali, che sta segnando il primo passo di una serie di pezzi che saranno pubblicati nei prossimi mesi. Un brano nato insieme al suo pubblico, che scaturisce dalla voglia di chiudere gli occhi per guardarsi dentro ed esorcizzare il buio interiore attraverso un ritmo dai toni latini che rende visibile, fin dalle prime battute, la necessità di lasciarsi andare alla danza. ‘Tutto finisce’ rappresenta l'attimo che ognuno di noi aspetta di rivivere, il ritorno alla libertà proibita da questo periodo buio. Il testo si muove tra la lingua italiana e quella spagnola, racchiudendo le più grandi passioni di Nyo: dalla cultura e lingua spagnola fino alla danza, passando per il flamenco e il 'reggaeton'. Un invito a guardare al futuro per poter ballare, “fino a cadere sotto el sol de Panama”.
Nyo, come nasce questo tuo nuovo brano, ‘Tutto finisce’ e cosa significa per te? 
“Durante la quarantena, in un momento di difficoltà per noi artisti, ho iniziato a insegnare lingue straniere in una scuola media. Mi sono trovato a confrontarmi tutti i giorni con questi ragazzi giovanissimi, per cui ho vissuto in prima persona tutte le loro sensazioni, emozioni, dolori, speranze… Questo mi ha spinto a chiedere alle persone che mi seguivano, attraverso una box di Instagram, di raccontarmi le loro storie. Mi sono reso conto che siamo tutti legati da un filo invisibile. Ho ascoltato storie di solitudine, problemi familiari, mancanza di abbracci, sguardi, una semplice carezza. Un’oppressione generale che si contrastava con un desiderio di ‘ballare’: un ballare non solo corporale, fisico, ma un tornare alla vita, ritrovare la gioia e la serenità perduta, guardando al futuro con speranza. È un singolo di vera e propria rinascita”.
‘Tutto finisce’ rappresenta l’attimo che ognuno di noi aspetta di rivivere, il ritorno alla normalità: cos’è per te la libertà? E come può la musica aiutarci a ritrovarla? 
“La libertà si può raggiungere anche mentalmente, proiettandosi al di fuori della quotidianità. Io sono abituato a lavorare di fantasia e creatività. Ed è una caratteristica che utilizzo molto nella mia vita, poiché mi ha ‘salvato’ tante volte. Per me, la musica funziona nel momento in cui chiudi gli occhi e si apre un mondo…”. 
Il ritmo latino dà una sferzata di freschezza a un testo impegnativo e profondo: come mai questa contrapposizione? 
“Semplicemente, perché rappresenta me stesso a 360 gradi. Ho questa eterna scissione dentro di me: una collisione tra la mia spiccata sensibilità e malinconia, in contrasto con una grande voglia di divertirmi e ballare. Ho questa passione per la cultura spagnola e il flamenco che non so bene da cosa derivino. Mi piace pensare che in un’altra vita avessi radici spagnole o latinoamericane”.
Raccontaci delle tue esperienze musicali più importanti: come hai vissuto il tuo percorso ad ‘Amici’ di Maria De Filippi con la tua band ‘Metrò’? 
“Ricordo sempre con grande emozione la finale del Festival Show in un’Arena di Verona ‘sold out’: un’emozione indescrivibile. Ricordo che mi tremavano le gambe prima di salire sul palco, ma nel momento in cui presi il microfono sentii uno ‘switch’, un cambiamento. In quella finale cantavo ‘130 volti’: una canzone a sfondo  che scrissi contro il ‘femminicidio’ e che mi portò tantissime soddisfazioni. ‘Amici’ è stata un’esperienza capitata, forse, in un momento in cui non ero prontissimo, caratterialmente parlando. Quando torno indietro e ripenso a quei giorni, mi rivedo affaticato, con una continua mancanza di respiro. Ecco, forse la vivrei con molta più tranquillità e semplicità”. 
Che rapporti hai con i social? 
“Fatico, ma non mollo. Cerco di essere più ‘social’ possibile, cercando di coinvolgere il pubblico. A volte ci riesco a pieno, altre meno. Diciamo che è un lavoro quotidiano che per noi artisti è diventato fondamentale curare”.
Come è nata la tua collaborazione con la ‘TikToker’ Camilla Brutti, protagonista del videoclip di ‘Tutto finisce’? 
“Sono entrato in contatto con lei perché vidi un suo book fotografico da un’amica fotografa. Mi sono innamorato del suo viso e non ci ho pensato due secondi a proporle di essere la protagonista del videoclip di ‘Tutto finisce’. Trovo che sia stata bravissima a impersonificare la ragazza chiusa all’interno delle quattro mura, che svolge azioni continue e ripetitive fino all’eccesso e che, grazie ala fantasia e alla visione di noi ballerini all’interno di un televisore, riesce a proiettarsi al di fuori e a unirsi a noi nella gioia più grande”. 
Progetti in cantiere? Come ti vedi fra 10 anni?
“Ho tanto da dare e mi piace pensare a un percorso solo in salita. Ho scritto tanto, anche in lingua spagnola. Di certo, posso dirvi che ora non si torna più indietro. Fra 10 anni mi vedo con diversi progetti discografici ‘fuori’, in un duplice percorso italiano/spagnolo. Sempre in tour, entrando in contatto con il pubblico e lasciando emozioni sparse in ognuno di loro. Sarebbe il sogno più grande”.Un brano ispirato da una box di Instagram e dal desiderio di tanti giovani e giovanissimi di ballare e tornare alla vita, per ritrovare la gioia e la serenità perduta guardando al futuro con speranza: un singolo di vera e propria rinascita

‘Tutto finisce’ è il nuovo singolo ‘pop latino’ che segna la rinascita musicale di Nyo (distribuzione Pirames International). La protagonista femminile del video è la ‘Tiktoker’ Camilla Brutti (@itsbrutti). Tutti noi possiamo identificarci nella vita di Camilla: una ragazza che si sveglia la mattina e che, chiusa all’interno delle quattro mura di casa, svolge sempre le stesse azioni di tutti i giorni, senza stimoli e speranze. Le azioni di Camilla sono le stesse che hanno fatto parte della nostra quotidianità durante il periodo buio della quarantena. Camilla è il filo sottile che lega tutti noi: cerca la speranza e la trova in una canzone che ascolta ripetutamente alla televisione, ballando al centro del salotto e imitando i movimenti dei ballerini. Attraverso la fantasia riesce a catapultarsi al di fuori delle sue quattro mura per ballare e sognare, ritrovando la speranza e la gioia di vivere e tornare a guardare al futuro. “In primavera”, racconta Nyo, “ho chiesto al pubblico, attraverso una box di Instagram, quali fossero le sensazioni, i dolori, le speranze, le paure provate durante la quarantena. 'Tutto finisce' è il prodotto di queste sensazioni. Mi piace pensarla come un ‘puzzle’ costruito insieme”, aggiunge, "pezzo dopo pezzo. Il brano è stato impreziosito, nel videoclip, dalla presenza di Camilla Brutti con la quale sono felicissimo di aver collaborato e che ha saputo interpretare nel suo modo meraviglioso il messaggio della canzone“. Nyo è il nuovo progetto musicale di Antonio Sorrentino, anticipato dal singolo uscito il 18 giugno scorso nelle radio e su tutte le piattaforme digitali, che sta segnando il primo passo di una serie di pezzi che saranno pubblicati nei prossimi mesi. Un brano nato insieme al suo pubblico, che scaturisce dalla voglia di chiudere gli occhi per guardarsi dentro ed esorcizzare il buio interiore attraverso un ritmo dai toni latini che rende visibile, fin dalle prime battute, la necessità di lasciarsi andare alla danza. ‘Tutto finisce’ rappresenta l'attimo che ognuno di noi aspetta di rivivere, il ritorno alla libertà proibita da questo periodo buio. Il testo si muove tra la lingua italiana e quella spagnola, racchiudendo le più grandi passioni di Nyo: dalla cultura e lingua spagnola fino alla danza, passando per il flamenco e il 'reggaeton'. Un invito a guardare al futuro per poter ballare, “fino a cadere sotto el sol de Panama”.

Nyo, come nasce questo tuo nuovo brano, ‘Tutto finisce’ e cosa significa per te?
“Durante la quarantena, in un momento di difficoltà per noi artisti, ho iniziato a insegnare lingue straniere in una scuola media. Mi sono trovato a confrontarmi tutti i giorni con questi ragazzi giovanissimi, per cui ho vissuto in prima persona tutte le loro sensazioni, emozioni, dolori, speranze… Questo mi ha spinto a chiedere alle persone che mi seguivano, attraverso una box di Instagram, di raccontarmi le loro storie. Mi sono reso conto che siamo tutti legati da un filo invisibile. Ho ascoltato storie di solitudine, problemi familiari, mancanza di abbracci, sguardi, una semplice carezza. Un’oppressione generale che si contrastava con un desiderio di ‘ballare’: un ballare non solo corporale, fisico, ma un tornare alla vita, ritrovare la gioia e la serenità perduta, guardando al futuro con speranza. È un singolo di vera e propria rinascita”.

‘Tutto finisce’ rappresenta l’attimo che ognuno di noi aspetta di rivivere, il ritorno alla normalità: cos’è per te la libertà? E come può la musica aiutarci a ritrovarla? 
“La libertà si può raggiungere anche mentalmente, proiettandosi al di fuori della quotidianità. Io sono abituato a lavorare di fantasia e creatività. Ed è una caratteristica che utilizzo molto nella mia vita, poiché mi ha ‘salvato’ tante volte. Per me, la musica funziona nel momento in cui chiudi gli occhi e si apre un mondo…”.

Il ritmo latino dà una sferzata di freschezza a un testo impegnativo e profondo: come mai questa contrapposizione? 
“Semplicemente, perché rappresenta me stesso a 360 gradi. Ho questa eterna scissione dentro di me: una collisione tra la mia spiccata sensibilità e malinconia, in contrasto con una grande voglia di divertirmi e ballare. Ho questa passione per la cultura spagnola e il flamenco che non so bene da cosa derivino. Mi piace pensare che in un’altra vita avessi radici spagnole o latinoamericane".

Metro_live.jpg

Raccontaci delle tue esperienze musicali più importanti: come hai vissuto il tuo percorso ad ‘Amici’ di Maria De Filippi con la tua band ‘Metrò’? 
“Ricordo sempre con grande emozione la finale del Festival Show in un’Arena di Verona ‘sold out’: un’emozione indescrivibile. Ricordo che mi tremavano le gambe prima di salire sul palco, ma nel momento in cui presi il microfono sentii uno ‘switch’, un cambiamento. In quella finale cantavo ‘130 volti’: una canzone a sfondo  che scrissi contro il ‘femminicidio’ e che mi portò tantissime soddisfazioni. ‘Amici’ è stata un’esperienza capitata, forse, in un momento in cui non ero prontissimo, caratterialmente parlando. Quando torno indietro e ripenso a quei giorni, mi rivedo affaticato, con una continua mancanza di respiro. Ecco, forse la vivrei con molta più tranquillità e semplicità”. 

Che rapporti hai con i 'social'? 
“Fatico, ma non mollo. Cerco di essere più ‘social’ possibile, cercando di coinvolgere il pubblico. A volte ci riesco a pieno, altre meno. Diciamo che è un lavoro quotidiano che per noi artisti è diventato fondamentale curare”.

Come è nata la tua collaborazione con la ‘TikToker’ Camilla Brutti, protagonista del videoclip di ‘Tutto finisce’?
“Sono entrato in contatto con lei perché vidi un suo book fotografico da un’amica fotografa. Mi sono innamorato del suo viso e non ci ho pensato due secondi a proporle di essere la protagonista del videoclip di ‘Tutto finisce’. Trovo che sia stata bravissima a impersonificare la ragazza chiusa all’interno delle quattro mura, che svolge azioni continue e ripetitive fino all’eccesso e che, grazie ala fantasia e alla visione di noi ballerini all’interno di un televisore, riesce a proiettarsi al di fuori e a unirsi a noi nella gioia più grande”.

Progetti in cantiere? Come ti vedi fra 10 anni?
“Ho tanto da dare e mi piace pensare a un percorso solo in salita. Ho scritto tanto, anche in lingua spagnola. Di certo, posso dirvi che ora non si torna più indietro. Fra 10 anni mi vedo con diversi progetti discografici ‘fuori’, in un duplice percorso italiano/spagnolo. Sempre in tour, entrando in contatto con il pubblico e lasciando emozioni sparse in ognuno di loro. Sarebbe il sogno più grande”.

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NELLA FOTO QUI SOPRA: UN MOMENTO DEL VIDEO DI 'TUTTO FINISCE'

AL CENTRO: I METRO DURANTE UN CNCERTO LIVE A L'AQUILA

IN APERTURA: L'ARTISTA NYO


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale