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20 Novembre 2017

Dai transistor all'immateriale: storie in megahertz

di Michele Di Muro - mdimuro@periodicoitalianomagazine.it
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Dai transistor all'immateriale: storie in megahertz

“Con la radio - i suoi suoni e le voci che la intrecciano - nessuno si sente solo, isolato, troppo lontano dagli altri quando non vuole esserlo”

Queste le parole attraverso le quali Massimo Cirri teorizza, nel suo nuovo libro, uno dei principali poteri che il medium possiede: ovvero, citando Enrico Menduni, la capacità di generare prossimità. L’ultima fatica letteraria dello psicologo e giornalista toscano ha per titolo: ‘Sette tesi sulla magìa della radio’ (derivante dal libro di Josè Carlos Mariàtegui: 'Sette saggi sulla realtà peruviana', ndr). Edito da Bompiani, il testo è per metà saggio storico, mentre nella restante parte è una riflessione antropologica e un’analisi psicologica sulla portata che la radio ha avuto nelle vite degli ascoltatori nel corso dei decenni. I due approcci si compenetrano e concorrono alla messa in evidenza del ruolo centrale che la radio ha avuto nella società moderna. Una centralità che perdura tutt’oggi, nonostante internet e i social media. All’andamento cronologico si sovrappone la suddivisione per macro-temi: le sette tesi, appunto, mediante le quali vengono illustrate le principali caratteristiche della radio e le più significative tappe evolutive che ne hanno determinato i mutamenti in termini di linguaggio e modalità di rapporto col pubblico. Un viaggio appassionato, che prende il via dalla tragedia del ‘Titanic’, quando ancora si trasmetteva in codice Morse e dal ruolo svolto da David Sarnoff, attivo in tale occasione nella ricezione e conseguente diffusione delle informazioni sull’evento provenienti dal ‘Carpathia’, la nave che ha raccolto i superstiti del naufragio. Cirri ci parla dell’intuizione avuta dal giovane marconista riguardo alla potenzialità comunicativa del mezzo, che condusse, grazie agli esperimenti sulle ‘onde hertziane’, alla produzione della ‘radio music box’, attraverso la quale fu possibile parlare per la prima volta non a una sola persona, bensì all’intera collettività. Il resto è Storia: la radio entra nelle case di mezzo mondo, modificando e secover_libro_Cirri.jpggnando le abitudini quotidiane. Cambierà molto negli anni a venire, pur preservando le caratteristiche di porosità, leggerezza, poligamìa e sintonìa. Assolverà diversi compiti, che andranno dall’intrattenimento alla denuncia sociale, passando per la propaganda politica, come nella ‘Radio Rurale’ durante il fascismo. Il medium ha saputo informare, creare cultura, coscienza collettiva. La radio ha unito, ha raccontato il Paese che cambiava, mutando anch’essa con l’evolversi dei costumi. Il mezzo di comunicazione di massa, con la sua particolare versatilità, ha saputo sfruttare al meglio le nuove tecnologie che hanno modificato il modo di condurre i programmi e hanno portato a un’ulteriore apertura. Il dialogo, una volta a senso unico, tra ascoltatore e ‘speacker’ si è fatto oggi ancor più interattivo e partecipato. Nel libro viene tracciata la linea di questo progressivo avvicinamento tra la radio e il suo pubblico. Si parte dalle famose ‘dediche’, dapprima ‘mute’ e quindi trasmesse in diretta, passando dal rivoluzionario programma di Luciano Rispoli, ‘Chiamate Roma 3131’, durante il quale gli ascoltatori intervenivano la trasmissione per chiedere pareri sui temi medico-scientifici trattati, fino ad arrivare a ‘Caterpillar’, il programma che Cirri ha creato con Sergio Ferrentino, imperniato sulla comunicazione telefonica senza il preventivo filtraggio da parte della redazione. Il conduttore dello storico programma della Rai cita alcuni casi emblematici, che hanno segnato la storia della radio.  Uno di questi è il sequestro di personale e clienti operato in una banca del Greenwich Village, a New York, da Raymond Olsen, il 6 ottobre 1975. Le trattative per una pacifica risoluzione della vicenda, oltre che dalla polizia, vennero condotte dal deejay Scott Muni, della Wnew-FM. Grande risalto è dato, inoltre, alla prima radio libera italiana voluta da Danilo Dolci, attraverso la quale si denunciarono le drammatiche condizioni dei sopravvissuti al terremoto del Belice, avvenuto nel 1968. Renzo Arbore e Gianni Boncompagni sono invece additati in qualità di fautori di un epocale cambiamento di stile. Irriverenza, velocità e atteggiamento dissacrante furono alla base delle loro trasmissioni: ‘Bandiera gialla’ e ‘Alto gradimento’. Un inedito approccio alla conduzione, preso poi a modello dalle future radio libere. ‘Sette tesi sulla magìa della radio’ è un testo redatto con stile leggero, a tratti ironico, mai pedante, attraverso il quale l’autore conduce il lettore verso profonde riflessioni legate ai meccanismi psicologici, anche inconsci, che legano indissolubilmente chi trasmette con chi ascolta. Un libro che non è un’enciclopedia, ma un atto d’amore verso il mezzo. Coinvolge il fruitore abituale, ma può suscitare l’interesse delle nuove generazioni verso questa misteriosa ‘scatola parlante’.

Massimo Cirri
Sette tesi sulla magìa della radio
Editore: Bompiani
Pagg. 320
Prezzo: 13 euro
Ebook: 7,99 euro

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NELLA FOTO: MASSIMO CIRRI

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