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28 Ottobre 2020

Dove troverete un altro padre come il mio

di Michela Zanarella
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Dove troverete un altro padre come il mio

Un romanzo autobiografico scritto con uno stile maturo e profondo: una figlia affronta il rapporto con il padre facendo chiarezza nei suoi ricordi, senza indossare maschere, nella limpidezza più vera della propria anima

Rossana Campo è l’autrice di ‘Dove troverete un altro padre come il mio’, edito da Ponte alle Grazie. Un libro che ha conquistato i ragazzi, tanto che si è aggiudicato il ‘Premio Strega Giovani 2016’. Già dalla copertina si viene a contatto con uno scatto fotografico in ‘bianco e nero’, che lascia intuire quante emozioni siano racchiuse nel volume. C’è lei, bambina, con il padre sorridente. E i loro occhi esprimono la tipica gioia di un affetto. Ma c’è di più, nei loro volti. Si tratta di un vero e proprio viaggio nei ricordi, tra sensazioni, percezioni, lacrime e sorrisi. Pagine in cui emerge la vita, raccontata senza fingimenti. Un legame così forte e particolare con la figura paterna, da riuscire a racchiudere amore e odio, vivacità e disperazione. Un rapporto controverso, che mescola sofferenza a allegria, rabbia e rispetto. Lui, orgoglioso uomo meridionale ‘fiero’ del suo essere ‘terrone’, si è sempre sentito diverso, non accettato in quel nord dov'era andato a vivere, costruendo una famiglia. Ma nonostante ciò, egli aveva trovato una sua dimensione, pur andando sempre ‘oltre’ le regole. La scrittura di Rossana Campo è energia allo stato puro: un contagio di pensieri, in cui la verità è sempre al centro, nel bene e nel male. Il libro si apre con il ritorno dell’autrice ad Albisola, poiché il papà si era aggravato all’improvviso. Dopo una serie di operazioni, malanni, ulcere, depressioni, Renato era comunque riuscito ad arrivare all’età di 82 anni, anche se una malattia, in ultimo, alla fine lo ha ‘strappato’ alla vita. Rossana ama suo padre, quell’uomo fragile, ma allo stesso tempo allegro e grande narratore di storie, che tendeva spesso a esagerare la realtà, inaffidabile e dal carattere ingestibile, con in più il vizio della ‘bottiglia’. Teneva dei diari, Renato: li riempiva di pensieri, anche duri, taglienti. Specialmente verso i medici, che volevano togliergli la possibilità di bere. E anche verso i suoi superiori, quando era ancora un carabiniere. Era stato radiato dall’Arma per i suoi comportamenti non conformi. Ma ce l’aveva anche con la moglie, perché lo rimproverava per le sue esagerazioni alcooliche mentre lui, in cuor suo, la amava tanto. Anche nel giorno del suo funerale, l’atmosfera diviene 'strana': l’autrice ci racconta, con sottile humor ‘nero’, come il carro funebre si sia 'schiantato' contro un 'paletto' prima dell’arrivo nei pressi della chiesa. Un libro pieno di confidenze, di episodi toccanti, di situazioni delicate. La Campo ha la capacità di far sentire partecipe il lettore, lo porta a commuoversi, a piangere e a ridere con una spontaneità di scrittura che raramente riesce a dare questo effetto. Ci sono storie personali le quali, a volte, sembrano lontane, troppo intime per poterne cogliere il significato e il valore. Qui no: in questo caso, ci sembra di conoscere Renato, di aver vissuto le situazioni narrate, di poter tentare un aiuto anche a distanza, tanto è affettivamente emotivo il disegno del personaggio che l’autrice ci ha presentato. La trama, pur essendo autobiografica, non annoia: ha un buon ritmo e risulta scorrevole, priva di filtri. L’autrice chiama le cose con il loro nome, senza girarci troppo attorno: è un percorso che fa prima di tutto per rivelare a se stessa e chi era quel padre, ribelle e senza regole, che tanto le assomigliava. Alla fine, quell’uomo burbero e ubriacone lei lo ha perdonato. E, a dire il vero, non gli ha mai portato rancore. Anche perché, quel che è diventata oggi lo deve esclusivamente a ciò che le ha trasmesso lui. Rossana non si vergogna più di essere figlia di un padre così complicato: ha imparato ad accettare i suoi errori, a capire i suoi limiti. E ripercorre i momenti più particolari della sua infanzia proprio per custodire il ‘meglio’, o il ‘peggio’, di allora. Tutto diventa necessario per affrontare con un altro punto di vista, più maturo e consapevole, l’esistenza. Rossana comprende che il padre è stato comunque un ‘punto di riferimento’, colui che le ha insegnato ad apprezzare la vita anche nei momenti più duri, senza mai dimenticare quanto sia importante la libertà. E nel suo riscoprire se stessa, partendo dalle origini, la Campo ci affida non solo le sue confessioni, ma anche le sue esperienze più autentiche, che nella loro complessità fanno parte dell’essere umani, fino in fondo.

Dove troverete un padre come il mio
Di Rossana Campo
Edizioni: Ponte alle Grazie
Pagg. 149
Prezzo: 13,00 euro

L’autrice
Rossana Campo è nata a Genova nel 1963 e, oggi, vive fra Roma e Parigi. Ha esordito nel 1992 col romanzo ‘In principio erano le mutande’ (da cui il film omonimo di Anna Negri, del 1999). Sono seguiti una decina di romanzi, tradotti in molte lingue, che l’hanno consacrata come una delle voci più interessanti della nostra letteratura. Ricordiamo: ‘Il pieno di super’ (1993); ‘Mai sentita così bene’ (1995); ‘L’attore americano’ (1997); ‘Sono pazza di te’ (2001); ‘L’uomo che non ho sposato’ (2003); ‘Duro come l’amore’ (2005); ‘Più forte di me’ (2007); ‘Lezioni di arabo’ (2010); ‘Felice per quello che sei’ e ‘Confessioni di una buddista emotiva’ (2012); ‘Il posto delle donne’ (Ponte alle Grazie, 2013); ‘Piccoli Budda’ (Gallucci, 2013); ‘Fare l’amore’ (Ponte alle Grazie, 2014).

 

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