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21 Aprile 2019

Inossidabili maturità femminili

di Vittorio Lussana
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Inossidabili maturità femminili

Un libro sorprendente, sottile e a tratti divertente, che rovista nella realtà quotidiana di mogli, madri e donne ormai destinate a ereditare la Terra

‘Eterne adolescenti’, per i tipi della Cairo editore, è il nuovo libro di Susanna Schimperna. Una collega che scrive per talento naturale, che non ha mai alcuna necessità di dover mantenere in asse sintatticamente il proprio pensiero. Tutto le viene spontaneo, da sempre, pur nella fissità delle istituzioni linguistiche imposte dal nostro ‘parlato medio’ quotidiano. Quello di saper scrivere è una ‘conditio’ particolare: un’abilità da cui sapersi, alle volte, anche guardare. Perché saper scrivere esattamente quel si pensa e si dice è un qualcosa di eccezionale nella società italiana, da sempre abituata alla dissimulazione e all’incoerenza. Scrittrici, saggiste e giornaliste come Susanna Schimperna possiedono il ‘dono’ di riuscire quasi sempre a fornire punti di vista integrali, netti, precisi come fotografie, perfino nei dettagli. Tutto ciò pone autrici di questo genere in una condizione di vantaggio nell’analizzare comportamenti, tendenze e mentalità inserite perfettamente all’interno dei rispettivi processi di evoluzione e trasformazione dei costumi. Il libro, infatti, è una raccolta di vicende singole e singolari, di stranezze femminili e fantasticherìe alle volte un po’ vanesie, altre volte profondamente sagge e mature. Si parla, soprattutto, delle donne e del loro universo, di una società che, per troppo tempo, le ha mantenute all’interno dei consueti recinti idealtipici del maschilismo ‘latino’: quello delle mogli, delle madri, degli 'angeli del focolare'. Ecco, dunque, che alcune di loro, scoperte le prime libertà in un Paese ancora solo parzialmente modernizzato, finiscono con lo ‘sbandare’ verso l’eccesso opposto dell’astrattismo, evidenziando limiti e stranezze non più legate a mere forme di estemporaneità: la mamma che chiacchiera per ore al telefono mentre il figlio segue il telegiornale e, da solo, si prepara la cena; oppure quella che racconta il proprio complesso rapporto di amicizia quasi ‘competitiva’ con la figlia un po’ ribelle. Un saggio che finisce col raccogliere e censire la ricchezza stessa delle donne, legata alla loro sensibilità ed emotività. Esse hanno tutte quante un gran cuore. E il cuore non vuole, né pretende, regole. Anche se può sembrare vero che anch’esse stiano rifuggendo dal matrimonio in quanto vittime di una sorta di ‘sindrome di Peter Pan’ quasi ‘speculare’ a quella maschile, il loro modo di vedere la vita e di affrontarla rimane diverso, più aggraziato e distinto, anche quando questo può apparire ‘limitato’ o ‘vezzoso’. La vezzosità di Louise May Alcott, l'autrice di ‘Piccole donne’, è senz’altro una precisa ‘sottotraccia’ di questo lavoro: un libro per fanciulle che ha avuto il merito di ‘sdoganare’ le distinte femminilità, dando loro modo di ‘abbattere’ i vecchi schematismi cattolici delle mogli fedeli, delle casalinghe represse, delle ‘donnette’ dimesse. Le donne oggi, mogli, madri o figlie che siano, stanno ulteriormente affinando la propria identità, anche se ciò rischia di esporle a situazioni a prima vista contraddittorie, o piuttosto complicate. Nello schematismo binario del ‘machismo’ italiano, tutto questo viene vissuto come una lenta, ma inesorabile, metamorfosi: una sorta di ‘mascolinizzazione’. Ma, come al solito, gli uomini in queste cose non ci ‘pigliano’ neanche per sbaglio: sono loro, i maschi ‘latini’, a risultare paralizzati come statue di sale, a parte alcuni casi di poeti, letterati e artisti comunemente giudicati secondo criteri arretrati di stravaganza, anziché di sensibilità. Perché ciò che nell’uomo è un’eccezione, per la donna è regola, pur nella complessa condizione di doversi gestire tra i molteplici compiti di moglie, madre, professionali o di lavoro. Le donne sono ormai diversissime tra loro e tutte uniche. Una proliferazione identitaria che sta rendendo sempre più difficile una loro catalogazione secondo le vecchie e generiche categorie: la ‘svampita’; la ‘metodica’; la ‘maschiaccia’; la ‘stramiciona’ di sinistra; la ‘gretta’ di destra; la ‘pettegola’; la ‘civettuola’ e via dicendo. Esse hanno ormai preso possesso dello scettro della loro creatività, della loro fantasia, della propria libertà. E tutto questo non le sta conducendo verso la ‘leggerezza’, un mero atteggiamento anni ’80 che sa tanto di ‘riflusso’, bensì è volutamente indirizzato verso una vera e propria egemonia sull’intera nostra società. L’avvento definitivo del nuovo potere delle donne è ormai vicino a realizzarsi. E la Schimperna non ha potuto fare a meno di recepirlo e registrarlo: le donne saranno delle ‘eterne adolescenti’ in quanto ‘eternamente giovani’, soprattutto nello ‘spirito’, più che nel corpo. La deriva estetizzante della bellezza giovanile, infatti, è solamente un mito: il tempo non lo si può fermare. Un mito che non può essere il solo e unico criterio di orientamento. Ecco perché le donne, dopo opportuna riflessione e maturazione, hanno deciso di procedere verso un nuovo modo d’intendere i rapporti sociali: esse si sono rese conto di dover effettuare un ‘sorpasso’ nei confronti degli uomini. Non si tratta di una ‘nemesi’ della Storia, bensì di un processo assolutamente naturale: il destino dell’umanità non deriverà più dal loro essere potenzialmente madri, dalla loro capacità di dare la vita, bensì dalla realizzazione di se stesse e dei propri sogni, tratteggiando una società forse più complessa, ma assolutamente più vivace, creativa e intelligente. Anche il capitolo destinato al rapporto con ‘l’altro’ viene toccato dall’autrice con acuta sottigliezza: darsi vicendevolmente il ‘peggio’ è un’abitudine dettata, più che altro, dai ritmi di una società che corre sempre più velocemente, non da forme di timidezza psicologica creatrici di ‘stanze del tesoro’ da complessati, gelosi di se stessi prim’ancora che del prossimo. Ecco perché la ‘chiave’ di lettura della Schimperna è sociologica, di costume e non psicologica o psico-analitica: anche Freud e Jung finiscono in ‘soffitta’. Chi, di fronte ai mutamenti antropologici in atto - i quali, lo ribadiamo, sono dettati soprattutto dalle donne e dalle loro scelte - non saprà o non vorrà aggiornarsi, è destinato a rimanere indietro. Persino il mercato non potrà far altro che prendere atto della nuova situazione: se una 50enne qualsiasi, pur essendo ormai una madre di famiglia, sentirà il bisogno di cantare a squarciagola un brano dei Led Zeppelin, l’industria musicale non potrà esimersi dal ‘rimasterizzare’ e riproporre in veste nuova ciò che il ‘rock ‘n roll’ ha proposto e rappresentato storicamente. Non ci sarà più una sorta d’idea evolutiva uniforme, omologativa, della società: ci sarà l’avvento della libertà più autentica, la quale produrrà uno ‘schock’ traumatico per tutti. Perché nessuno potrà più parlare di libertà al cospetto delle donne, dato che esse se la sono conquistata con tanta sofferenza, dolore e fatica. Questo è quanto sta accadendo grazie al loro nuovo potere, al loro meritato dominio morale e persino spirituale sulla società. ‘Eterne adolescenti’ non è, insomma, un libro che parla di amicizie o conoscenze pescate col ‘lanternino’, bensì un’intelligente riflessione sociologica nel merito degl’impetuosi mutamenti in atto: quelli di una molteplicità e varietà di donne che, per questioni sociali, culturali e persino filosofiche non sono affatto destinate a rimanere delle adolescenti ingenue e un po’ stupidine, come lascia intendere il titolo ‘general-generico’ di questo saggio, bensì rappresenteranno la giovinezza stessa del mondo.

 

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Eterne adolescenti
Susanna Schimperna
Cairo Editore
Prezzo: 14,00 euro


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale