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27 Maggio 2020

Gli irriverenti portavoce del disagio giovanile

di Maria Elena Gottarelli
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Lo scorso 5 dicembre, presso la libreria e wine-bar bolognese ‘La Confraternita dell’Uva’, l’amato gruppo bolognese ‘Lo Stato Sociale’ ha presentato ‘Sesso, droga e lavorare’ (edizioni Il Saggiatore), dimostrando che si può fare cultura anche sdrammatizzando le tre tematiche più brucianti del nostro tempo
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Bologna, 5 dicembre 2019. ‘La Confraternita dell’Uva’, piccola libreria-cafe-wine bar situata in pieno centro storico, è letteralmente stipata di gente, tanto che si fatica a entrare dalla porta d’ingresso. Con una buona dose di decisione e un po’ meno di eleganza si riesce, comunque, a farsi largo tra la folla lungo il bancone del bar. “Se compri il libro, il primo bicchiere di vino è gratis”, fa sapere il libraio-barman. Come rifiutare? All’estremità della sala, in diapositiva, le parole di benvenuto dell’amatissimo gruppo bolognese: “Ciao, siamo Lo Stato Sociale. Durante questa presentazione avrete a che fare con noi molto da vicino, purtroppo Stato_sociale_2.jpgper voi”. Intanto, sul lato sinistro, Albi (Alberto Cazzola) armeggia con il filo del microfono, mentre Bebo (Alberto Guidetti), ‘parolaio’ del gruppo, nonché scrivano della situazione, si appresta a riportare per iscritto e in maniera piuttosto libera l’andamento della serata, sempre tramite le diapositive che scorrono alle spalle di amici e colleghi. All’appello mancano il ‘frontman’ del gruppo, Lodovico Guenzi, in arte Lodo ed Enrico Roberto, alias Carota. Gli altri, però, ci sono tutti: Albi, Checco (Francesco Draicchio) e Bebo, i “regaz di Bolo” diventati famosi grazie ai loro brani irriverenti, alle critiche sociali impietose, ma anche e soprattutto a quel desiderio di creare uno spazio di condivisione autentica attraverso la cultura. La serata scorre tra bicchieri di Sangiovese e letture decisamente spassose, tratte da ‘Sesso, Droga e Lavorare’, l’ultimo e secondo libro del gruppo edito da Il Saggiatore, nonché cronaca del passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso le esperienze non sempre edificanti del protagonista, Arturo. Come s’intuisce dal titolo, il romanzo è costellato di aneddoti su sesso, droga e lavoro: una disamina ironica e solo apparentemente leggera sulle ansie di una generazione costretta a fare i conti con l’inasprirsi della logica capitalistica.
“Gli ultimi giorni di scuola. La prima notte di sesso. La musica, l’alcol, la droga. Dormire nel guardaroba di una discoteca. Risvegliarsi su una scrivania. Cinquanta colloqui di lavoro, l’ufficio, il capo, la lettera di licenziamento. L’amore di una vita. La fine di tutto. Il nuovo inizio di ogni cosa”.
Precarietà, senso di alienazione, quella voglia un po’ patetica di evadere e tornare bambini, sono alcuni fra i temi che contraddistinguono il libro, che ha il pregio di non assumere mai toni saccenti, pur trattando tematiche oggettivamente delicate. La smitizzazione non ostacola, ma al contrario favorisce, la messa a fuoco della questione. In altre parole, si entra nel vivo del problema sdrammatizzandolo.
“Vivere per lavorare e, poi, lavorare per vivere. Era meglio l’università”, pensa fra sé e sé il protagonista, prima di recarsi all’ennesimo, tragicomico, colloquio di lavoro (niente spoiler, tranquilli). In perfetto stile Lo Stato Sociale, il ‘Live-Writing’ prosegue con l’invito al pubblico a prendere la parola, per raccontare esperienze divertenti e/o imbarazzanti riguardo uno dei tre temi del romanzo (“O magari tutti e tre insieme, perché no”?). Ne vengono fuori racconti al limite del rocambolesco, riportati - non senza aggiunte creative - dallo scrivano Bebo. Al di là dello stile musicale e della loro energia travolgente, ciò che si può senza dubbio apprezzare de ‘Lo Stato Sociale’ - e che probabilmente li contraddistingue rispetto ad altri artisti analoghi, anche internazionali - consiste nell’abbattimento voluto di qualsiasi barriera classista e ‘showbizziana’ nei confronti del pubblico. Nello spazio di una fredda serata bolognese, la ‘Confraternita dell’Uva’ si è trasformata, così, in una piccola oasi di cultura, aperta a chiunque ami il vino, i libri e la buona musica (e non si prenda troppo sul serio...).

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