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26 Giugno 2019

I bucaneve di Ravensbruck

di Michela Zanarella - mzanarella@periodicoitalianomagaizne.it
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I bucaneve di Ravensbruck

Dall’incontro apparentemente casuale di due scrittori nasce una profonda storia d’amore, che si riallaccia a un’antica promessa fatta da due anime che si sono amate oltre il tempo: un intreccio narrativo tra coincidenze e sensazioni che superano anche il dramma della Shoah

Difficile non venire coinvolti dalla scrittura di Anna Laura Cittadino. Questa autrice calabrese, sensibile e raffinata, questa volta si presenta ai lettori con un romanzo breve, poco più di cento pagine, che racconta un ipotetico interscambio di esperienze affettive davvero intense. ‘I bucaneve di Ravensbruck’, edito da Kimerik, è un concentrato di sentimenti autentici non soltanto perché al centro di tutto c’è l’amore, bensì perché si affrontano due tematiche particolari: la reincarnazione e l’olocausto. I protagonisti assoluti sono Beatrix e Marcin, entrambi prigionieri nel campo B2 di Birkenau. Siamo nel 1944, in piena dominazione nazista. Marcin era stato reclutato come assistente di un medico per una serie di esperimenti sulla fertilità. Le ‘cavie’ erano, ovviamente, donne ebree, per lo più zingare. Marcin era prigioniero come Beatrix, giovane ‘sinti’ dalla bellezza angelica. Tra loro nasce qualcosa di speciale, che supera le brutture di uno dei periodi storici più cruenti del nostro tempo. Beatrix era diventata la ‘luce’ di Marcin. E la forza del loro amore li ha uniti per sopravvivere in quell’inferno atroce. Ma il romanzo non si apre con il loro incontro, bensì con quello di altri due protagonisti senza nome: due scrittori. Ogni incontro, nella vita, non avviene mai per caso: c’è sempre un significato quando una persona entra in contatto con un’altra, come se esistesse un disegno preciso, ben definito e già tracciato: “La vita intreccia trame invisibili di consensi e desideri”. La Cittadino fa muovere i personaggi in una realtà avvolgente e contagiosa di emozioni; fa percepire al lettore ogni respiro, ogni bacio, ogni carezza, come se quell’intimità che esplode come energia fosse materia necessaria al benessere altrui. Ed è proprio così. C’è tutta la poesia dell’anima, la passione che evolve e si trasforma in sentimento quasi magico. Le due storie si fondono in un’unica trama. Esiste una corrispondenza che sorpassa le epoche, che lega esistenze in modo inspiegabile, a volte incomprensibile. Capita di incrociare uno sguardo e di intuire nell’altro un’intesa, come se già ci si conoscesse da sempre. La scrittura di Anna Laura Cittadino ci consente di entrare in una dimensione affascinante, che sfugge alla razionalità. L’autrice parla di anime gemelle, di reincarnazione, cioè di qualcuno con cui si sono già condivise diverse vite in epoche passate. E lo fa attraverso le due coppie, di cui narra con un romanticismo mai banale. I due scrittori senza nome che si innamorano, infatti, non sono altro che il tramite emozionale di Beatrix e Marcin. E qui viene quasi spontaneo pensare ad alcuni volumi illuminanti: ‘Reincarnazione e karma’ di Massimo Scaligero; o ‘L’azione del karma’ di Rudolf Steiner. Anche il discusso Brian Weiss, uno dei massimi esperti di ipnosi regressiva, con ‘Molte vite un solo amore’ si occupa di reincarnazione parlando di una sopravvivenza dell’anima dopo la morte, anche se le sue teorie lasciano spesso disorientati e non possono esser messe a confronto con Scaligero e Steiner. Esiste comunque la possibilità che alcune vite, non sempre in sequenza, s'incrocino in parallelo. Nel romanzo si passa, così, dal mondo dei libri e del successo al filo spinato di un campo di concentramento. Un sentimento che è già stato riprende vita, attraverso altre anime, come se gli fosse concesso un riscatto, un’altra occasione. Nel simbolo del bucaneve è racchiuso tutto il valore dell’opera: il fiore rappresenta l’esistenza, la delicatezza, la speranza. Pagine in cui l’autrice non smette mai, neanche per un solo istante, di trasmetterci la bellezza del ‘sentire’ fino in fondo l’amore: l’unica e vera essenza del mondo.

I bucaneve di Ravensbruck
di: Anna Laura Cittadino
edito da: Kimerik
Pagg. 104
13 euro
   

L’autrice
Anna Laura Cittadino è fondatrice e presidente dell’Associazione culturale ‘GueCi’, fondata nel luglio 2011 in memoria del padre, morto per malasanità nel 2003. Presidente delegato per la regione Calabria dell’Accademia internazionale di Belle Arti, Lettere e Scienze di Castel Sant’Angelo (Salerno). Socio corrispondente della prestigiosa ‘Accademia Cosentina’. Accademico presso l’Universum Academy Switzerland. Organizzatrice di eventi e concorsi letterari. Relatrice in varie presentazioni di libri e alcune recensioni sono a sua firma. È componente di giuria di vari premi letterari nazionali e internazionali. Scrittrice e poetessa pluripremiata in più di 300 concorsi nazionali e internazionali. Per la poesia ha pubblicato: ‘Echi da un cuore di donna’ (GDS edizioni); ‘In Medias Res’ (edizioni Stravagario); ‘Vi porgo la mia penna’ (GDS edizioni). Per la narrativa: ‘Pane per l’anima’ (Pellegrini editore); ‘La colpa di scrivere’ (Marco Del Bucchia Editore); ‘Pensavo di vivere cent’anni’ (Pubblisfera Edizioni); ‘Caterina e Beta la stellina’ (fiaba per le scuole, Universal book edizioni). ‘I bucaneve di Ravensbrück’ si è classificato al 2° posto al Premio letterario Montefiorino (RE) nell’agosto 2016.
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NELLA FOTO: LA POETESSA E SCRITTRICE ANNA LAURA CITTADINO

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