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8 Dicembre 2021

Il Serenissimo: ovvero, l'inatteso fascino della mediocrità

di Emanuela Colatosti
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Il Serenissimo: ovvero, l'inatteso fascino della mediocrità

La seconda prova di scrittura di Biagio Iacovelli, edita da Rogas Edizioni, è una distopia narrata attraverso una biografia che si trasforma in autobiografia

‘Il Serenissimo, ovvero l’inatteso fascino della mediocrità’ (Rogas Edizioni)
è la seconda pubblicazione dell’attore Biagio Iacovelli. Il passaggio dai racconti brevi al romanzo segna un passo di cambio che, a fine lettura, risulta dettato da un’esigenza interiore dell’autore. Ogni racconto di ‘Antropozoologie’, infatti, riusciva a liberare una tonalità emotiva distinta per ciascun lettore. Le premesse de ‘Il Serenissimo’, invece, sono molto diverse: l’autore lucano invita il lettore a indossare i suoi stessi 'occhiali', pena la perdita di oggettività dei ‘fatti’ raccontati sulla falsariga di un’inchiesta giornalistica. Con questa richiesta, il narratore entra a 'gamba tesa' in una biografia dal sapore autobiografico. Ma Biagio Iacovelli non si limita a usare la prima persona singolare. Egli entra in relazione diretta con il lettore: una relazione che si sviluppa e matura durante tutto l’arco narrativo. Il narratore è ‘autore’ e ‘vostro affezionatissimo’. E non smette mai di giustificarsi con il lettore per ogni parentesi descrittiva, per ogni parola usata. Anche quella del reporter è una maschera perfettamente calcolata, all’interno del gioco di ruoli che rendono viva la storia de ‘Il Serenissimo’. In sostanza, Biagio Iacovelli è doppiamente implicato nel romanzo: la prima volta, nell’identificazione con il giornalista narratore; la seconda, nel pieno coinvolgimento del ‘vostro affezionatissimo’ nella trama. L’attore lucano, nella scrittura assomiglia a un regista che entra in scena con il cast, oppure a un organizzatore generale, che guida la classe di laboratorio durante la lezione. È uno stratagemma che non serve solo ad affievolire la ‘boria retorica’ con cui il ‘vostro amatissimo’ condivide, insieme al lettore, ogni decisione linguistica o narrativa. E’ il modo in cui la narrazione in prima persona riesce porsi come una ‘terza’. Così, Biagio Iacovelli rende impossibile al lettBooks.jpgore entrare in empatia con l’autore, ma a dir la verità con nessun personaggio della storia. La geografica dell’universo distopico di Litajlia – il Paese dove vige la dittatura de ‘Il Serenissimo’, partorita dalla mente dell’autore - è un mero sfondo, dotato di poca e nulla consistenza. Sono piuttosto le parti sociali, chiamate a dal giornalista a testimoniare per comporre la biografia del despota, a ritagliare l’ambientazione del reportage. Le illustrazioni di Eleonora Iacovelli hanno il pregio di portare all’attenzione del lettore un dettaglio del capitolo, ma solo alla sua conclusione, quasi per non voler influenzare l’opinione del lettore. La farsa si trasforma in tragedia, la biografia in autobiografia: un rovesciamento che fa da controcanto alla presa di coscienza dell’autore e al suo triste epilogo. Nel frattempo, al lettore viene lasciata ‘carta bianca’ dal punto di vista dell’interpretazione. Il ‘gioco di specchi’ e duplicazioni deformanti all’interno di questo interessante lavoro ha il pregio di individuare le tappe che portano alla ricostruzione della dimensione esistenziale dell’individuo, a partire da quella pubblica: l’unica esistente nelle dittature. Il lettore viene perciò abbandonato con più domande di quante ne avesse all’inizio della vicenda.

‘Il Serenissimo: ovvero, l’inatteso fascino della mediocrità'
di: Biagio Iacovelli
Prefazione: Moni Ovadia
Illustrazioni: Eleonora Iacovelli
Edito da: Rogas Edizioni per la collana Bandini
Pagg. 132
Prezzo: 13,70€ (cartaceo), 6,99€ (in digitale)

L’autore
Biagio Iacovelli, classe 1992, attore e scrittore lucano, ha già pubblicato nel 2020 la sua prima raccolta di racconti ‘Antropozoologie’, per Eretica edizioni. Principalmente impegnato a teatro, attualmente è al cinema con ‘Il diritto alla felicità’ di Claudio Rossi Massimi, con Remo Girone, Corrado Fortuna e Moni Ovadia.

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NELLA FOTO QUI SOPRA: L'AUTORE, BIAGIO IACOVELLI


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