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21 Aprile 2018

Il sogno di un cielo senza terrore

di Valentina Spagnolo
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Il sogno di un cielo senza terrore

‘Il cielo di Kabul’ è un meraviglioso diario di viaggio in cui l’autore e protagonista, Ferdinando Rollando, racconta le difficoltà vissute nel tentativo di donare un sogno ai bambini afghani in un territorio dimenticato, permettendo loro di correre su una pista attrezzata per campi da sci per tornare a essere liberi e ad amare lo sport
     
Il 9 luglio 2014, la guida alpina Ferdinando Rollando venne inghiottita dai ghiacciai del Monte Bianco, insieme all’allievo Jassim Mazoun, di 16 anni. I corpi dei due sfortunati ancora oggi non sono stati ritrovati. Eppure, Nando era una guida molto esperta. Lo aveva dimostrato in Afghanistan, in cui era riuscito a perlustrare per intero le impervie catene montuose di quel Paese. Si trattò di un’esperienza emozionante, che gli fece scoprire un popolo orgoglioso delle proprie antichissime tradizioni. Nando cominciò a raccogliere note, lettere, appunti e fotografie. Un materiale oggi raccolto e rimesso in ordine da Antonio Bettanini, nel volume: ‘Il cielo di Kabul’ edito da ‘Il Nuovo Melangolo’. Un incredibile reportage in cui, grazie a immagini estremamente descrittive, viene raccontato un luogo del mondo in cui Nando e il suo ‘team’ era riuscito a stringere amicizie vere e saldissime nella realizzazione di un progetto di infrastrutture destinate alla creazione di piste sportive di alta montagna. Il libro, infatti, deriva da un'esperienza di viaggio dell’alpinista ligure del 2011, durante una missione in Afghanistan nel territorio di Bamiyan. 'Il cielo di Kabul' è pertanto un meraviglioso diario di viaggio, in cui l’autore e protagonista della vicenda racconta tutte le difficoltà vissute nel tentativo di riuscire a donare un sogno ai bambini afghani in un territorio dimenticato, permettendo loro di correre su una pista attrezzata per campi da sci: per tornare a essere liberi e ad amare lo sport. Sono le parole di figlio Ernesto ad averci confermato il valore di “un progetto ancora vivo”, permettendoci di comprendere “un Paese in difficoltà, privo di aiuti internazionali, ancora al centro dei conflitti mediorientali. Considerando le problematiche di un popolo che vive a stretto contatto con il dominio dei califfati”, spiega Ernesto Rollando, “soprattutto in quelle che sono considerate le ribelli aree desertiche del Paese, il progetto narrato in questo libro é fondato su uno scopo superiore, di lotta a ogni forma di terrorismo. Un libro che riporta fedelmente il coraggio di un grande uomo, ma anche la grandiosa bellezza Bimbo_guerra.jpgdell'Afghanistan e delle sue fiere montagne, sino a riscoprire la cultura della neve in un luogo che non parla solo di slavine. Un grande esempio di costruzione e di lotta, soprattutto verso le congregazioni costituite dei Talebani. L'uscita dalla morsa della neve”, conclude, “costituisce il principio di questa meravigliosa esperienza”. Impossibile non sottolineare un concetto di responsabilità civile e di amore per l’umanità insito nel generoso aiuto di Nando e del suo team di viaggio in favore del popolo afghano. Un messaggio riconosciuto e riscoperto grazie al valore e alla eco di un percorso di costruzione di pace, che continua a vivere nel coraggio e nella forza con cui si sostiene la lotta al terrorismo. Nei luoghi in cui i Talebani hanno distrutto le gigantesche statue dei Buddha, Nando rinunciò ai consueti sentieri battuti in compagnia dei clienti più ricchi, che volevano sciare in quei luoghi. E cominciò a pensare di fare qualcosa in favore di quelle popolazioni. Nacque così il progetto ‘Alpistan’, teso a favorire uno sviluppo turistico basato sulla cultura di montagna e su una possibile crescita professionale delle popolazioni stanziali. E’ questo l’aspetto più importante de ‘Il cielo di Kabul’: la ricerca di un nuovo sentiero di umanità per l’intero popolo afghano, travagliato da conflitti che poco hanno a che vedere con la fede e l’amore più autentico.

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NELLA FOTO: ERNESTO ROLLANDO (Advisor MOPW Afghanistan)

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