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29 Gennaio 2020

L'infinito senza farci caso

di Michela Zanarella - mzanarella@periodicoitalianomagazine.it
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L'infinito senza farci caso

Un percorso in versi dentro e oltre l’amore come resistenza alla dispersione delle emozioni, per comprendere il cosmo, ma anche il nostro rapporto con gli altri

Non c’è dubbio: l’amore, prima o poi, raggiunge chiunque. Da sempre, questo sentimento è un tema caro per chi scrive. Franco Arminio, tra i poeti italiani più noti e apprezzati del panorama letterario odierno, torna in libreria proprio con una raccolta di poesie d’amore: ‘L’infinito senza farci caso’, edito da Bompiani. Anche nelle precedenti raccolte c’era una sezione dedicata all’amore: una presenza necessaria nella produzione del poeta, così come la morte. Eros e Thanatos: la storia della letteratura ci insegna che sono uno di fianco all’altro, in un dualismo fortissimo. Secondo Giacomo Leopardi, per esempio, esisteva un legame quasi ‘genetico’, in quanto entrambi sono portatori di piacere. In questo libro, la poesia si fa respiro, carezza, emozione che vibra e sconfina oltre il tempo. Ma è anche momento di riflessione: si entra in una dimensione di delicatezza e intimità che avvolge, ci si riconosce tra le pagine, perché l’amore è realtà quotidiana, anche se spesso viviamo le nostre esperienze senza far caso all’infinito che ci sfiora, troppo presi o distratti da altro. Non esiste un unico amore, ma tutte le sfumature possibili, per saper cogliere e riconoscere la bellezza e l’energia di questo sentimento, potente e universale. Ogni incontro, ogni gesto rBompiani_logo.jpgacchiudono un significato. Si parte dai luoghi e il corpo diventa il luogo ideale dell’amore: “Il tuo corpo è l’unico posto/dove c’è posto per noi due. Di notte il tuo corpo si fa più grande, è reso perfetto dalle tenebre”. Le parole diventano “piccoli inciampi per frenare il tempo che va via”, così come le mani e gli occhi, che rappresentano la chiave di accesso e conoscenza della propria identità. E’ una poesia ‘materica’ che si snoda tra sguardi, cielo, cuore e foglie, restituendoci la vita nella sua autenticità. Arminio scrive: “La poesia è l’esercizio migliore/per restare sensuali:/nessun corpo è inerte,/ogni abbraccio porta doni”. La poesia e l’amore ci consentono di comprendere il nostro rapporto con gli altri e il cosmo, portano alla luce la verità delle cose. L’amore si fa contrada, paesaggio, voce, volto, modo di abbracciare. E’ un percepire la vita con una visione alta, profonda, quanto mai vera, toccando il visibile e l’invisibile. Attraverso una scrittura essenziale e incisiva, il poeta ci accompagna in un percorso di scoperta e rivelazione dei sentimenti. Non ci dà una definizione di amore, ma ci invita a non temere le emozioni, i gesti, gli sguardi, cantando la vicinanza, la comprensione e l’ascolto di noi stessi e dell’altro. Alla fine del libro, Arminio propone un manifesto delle intimità provvisorie, per metterci in guardia sulla pornografia che dilaga in rete, esortandoci, altresì, a valutare le situazioni e a riflettere sul significato dell’amore. E’ anche questo il compito del poeta: avere occhi vigili sul mondo e offrire una parola, uno spunto per non voltarsi dall’altra parte. L’autore ci guida verso l’infinito, ci esorta ad amare senza paura, per raggiungere la pienezza della vita e per sentirsi vivi, fino in fondo.

L’infinito senza farci caso
di Franco Arminio
Bompiani Editore

Pagg. 128, € 14,00

L'autore
Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, centro dell'Irpinia orientale in provincia di Avellino. Collabora con diverse testate locali e nazionali come ‘il Manifesto’, ‘Il Mattino’ di Napoli’, ‘Ottopagine’, il ‘Corriere del Mezzogiorno’ ed è animatore del blog ‘Comunità Provvisoria’. Paesologo, Arminio racconta i piccoli paesi d'Italia e ha realizzato anche vari documentari. Nel 2009, con ‘Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia’ (Laterza) ha vinto il premio ‘Stephen Dedalus’ per la sezione ‘Altre scritture’. Nel luglio 2011, con ‘Cartoline dai morti’ (Nottetempo) ha vinto per la seconda volta il premio ‘Stephen Dedalus’. Tra i suoi libri: ‘Viaggio nel cratere’ (Sironi, 2003), ‘Circo dell'Ipocondria’ (Le Lettere, 2006), ‘Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia’ (Laterza, 2008), ‘Poeta con famiglia’ (Edizioni d'If, 2009), ‘Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta’ (Laterza, 2009), ‘Cartoline dai morti’ (Nottetempo, 2010), ‘Oratorio bizantino’ (Ediesse, 2011, prefazione di Franco Cassano), ‘Geografia commossa dell'Italia interna’ (Bruno Mondadori, 2013), ‘La punta del cuore, una raccolta di poesie dedicate alla madre’ (Mephite, 2013) e ‘Nuove cartoline dai morti’ (Pellegrini, 2016).


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NELLA FOTO QUI SOPRA: IL POETA, FRANCO ARMINIO

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