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17 Aprile 2021

Mapi, Coppini e Viera Quezada: "L'erotismo poetico non è pornografia"

di Serena Di Giovanni
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Mapi, Coppini e Viera Quezada: "L'erotismo poetico non è pornografia"

Intervista ai 3 autori di ‘Eros & Eros’, la rassegna di poesie edita da ‘Le Mezzelane’, che sta segnalando un inatteso rilancio della letteratura erotica, non sempre fortunata e spesso considerata un genere ‘scomodo’, soprattutto in Italia

‘Eros & Eros’, silloge a 6 mani edita da ‘Le Mezzelane’ scritta dai poeti Mapi, Abner Tomas Viera Quezada e dall’attrice Ilaria Coppini, è un lavoro quasi sperimentale di poesia erotica femminile. In alcuni canti è addirittura la sessualità femminile a essere evocata e posta a fondamento letterario. Ovviamente si tratta di versi che descrivono alcune ‘visioni’ dell’eros, non della vita sessuale degli autori, non essendo un trattato ideologico-filosofico o una raccolta di brani autobiografici. Siamo, invece, di fronte a un esercizio creativo quasi artistico, ricco di licenze poetiche, iperboli, similitudini, virtuosismi linguistici, parallelismi spazio-temporali, distinti piani della realtà. La Coppini racconta come le è balenata in testa l'idea di sperimentare questo genere letterario: "Ho maturato l’idea di questo progetto durante il primo ‘lockdown’ da Covid 19. Un periodo durante il quale avevo prodotto alcune poesie erotiche: un genere per me totalmente nuovo, visto che, da quando ho sedici anni, scrivo versi mai editi, pieni di luci e ombre, tristi, introspettivi, dolci, delicati o rabbiosi. Ma nell'avvicinarmi al tema della sessualità", spiega l'attrice fiorentina, "ho utilizzato il mio solito metodo di 'scrittura automatica', per cui i miei testi sono venuti alla luce di getto. In seguito, ho pensato di unirli con quelli di due amici: Abner, poeta peruviano e la pluripremiata Mapi, italiana, perché mi piaceva l'idea di un percorso nel mondo dell'erotismo a più livelli e con diverse sfumature, data la vastità dell'argomento". Nette emergono le distinzioni tra le 3 ‘teste’: di Mapi riconosciamo subito la poetica descrittiva, quasi di analisi, che con grande pazienza ‘dipana’ le problematiche con un tocco di esperienza e di eleganza che si nota immediatamente. Trattandosi di un contesto erotico/passionale, la Alfonsi attraversa ogni singolo passaggio con immagini dense di emozione, con un forte senso tattile, quasi a immortalare l’attimo con una serie di istantanee che esprimono i toni rossi e avvolgenti di un Caravaggio: “Fra onde effervescenti, cerca le nostre anime e i nostri corpi fusi in un amore perfetto”. Versi semplici e potenti allo stesso tempo, che esaltano, con poche parole, passioni, colori, sensazioni, immagini e sapori. Viceversa, il tono della Coppini è vibrante: uno sperimentalismo quasi febbrile, ricco di illuminazioni limpidissime che, qui e là, sembrano ‘sbandare’ tra emotività e il tentativo, più razionale, di fornire una forma poetica alle passioni. Della Coppini bisogna apprezzare una certa ‘schiettezza’, forse poco metaforica, che tuttavia evidenzia un’intelligenza lineare, a tratti persino rigida. L'attrice non maschera la sua visione dell’erotismo, bensì genera iperboli vivaci, spesso geniali nel loro ‘manierismo’. Infine, Abner Viera Quezada tradisce un punto di vista romantico e passionale, dalla chiara matrice ispano-latina, trattandosi di un poeta peruviano. Ma proprio i tratti sudamericani del suo poetare emanano riverberi antichissimi, quasi millenari, più di discendenza Inca che latino-americana. ‘Eros & Eros’, tra l'altro, è una raccolta scritta sia in italiano, sia in spagnolo. E il risultato finale è un arcobaleno dei sensi, un caleidoscopio emotivo da gustare appieno: istinti di base, animalità selvaggia, sensualità dolce e raffinata, amore passionale che unisce corpo, cuore e mente, autoerotismo, immagini oniriche, dediche tra amanti, descrizioni fisiche e anatomiche attraverso metafore più o meno ardite, fantasie di dominio e, persino, giochi di potere. Il tutto condito da un filo conduttore comune: la libertà espressiva. Non sempre la letteratura erotica viene bene accolta, qui da noi. Tuttavia, si tratta di un genere importante, che dà voce a un aspetto fondamentale della vita di uomini e donne. Un lavoro di assoluta liberazione, senza vincoli socioculturali, priva di retaggi chiusi o claustrofobici. Il consiglio per i lettori è di non leggere le singole parole, ma di addentrarsi nei versi con apertura mentale, senza ‘paraocchi’ e con ‘ali spiegate’, per volare attraverso di essi e arrivare a se stessi con gioia e felicità. Tre diverse generazioni di autori che si sono avvicinati e affiancati, anche per dimostrare che i ‘pensieri sensuali’ sono una pulsione vitale che aiuta a superare anche i limiti imposti dal ‘lockdown’. Leggiamo ora dalla viva voce dei 3 autori, riuniti per via telematica, come è nata e quale sia lo scopo culturale di questa rassegna poetica tutta imperniata sull'amore erotico.

Coppini, MapiIlaria_Coppini_reading.jpg e Viera Quezada, perché una silloge di poesia erotica? E perché comporla a ‘6 mani’?
Ilaria Coppini: “Scrivo poesie da quando ero adolescente, con una tipologia di scrittura che Breton definirebbe ‘scrittura automatica’, ma non avevo mai scritto poesie erotiche. Quando mi sono venute, spontaneamente, circa un anno fa, ho deciso di farle leggere alla mia amica Mapi, stimata poetessa, che mi ha fatto i complimenti. A quel punto, ho pensato di pubblicarle e che potesse essere più completa e articolata una raccolta a più voci. Così le ho chiesto di partecipare con dei suoi testi. Insieme abbiamo poi pensato di proporlo anche al grande poeta peruviano Abner Thomas Viera Quezada, per rendere ancora più articolato il tema trattato e per rendere internazionale la raccolta”.
Maria Pia Alfonsi (Mapi): “E’ vero: l’idea venne a Ilaria. Un giorno, mi telefonò dicendomi che aveva scritto delle poesie erotiche e desiderava che Abner e io ci unissimo a lei. Ovviamente, accettammo subito. L’intenzione non era quella di fornire una visione univoca, ma una visione dell’erotismo su più livelli”.
Abner Tomas Viera Quezada: “Confermo quanto appena detto da Mapi: l’idea fu di Ilaria, ma si perfezionò una sera che eravamo, tutti insieme, a casa sua”.

Il fatto che due di voi siano donne, mentre il terzo sia un uomo, cosa ha comportato? Qual è la differenza di ‘visione erotica’ tra il genere femminile e quello maschile, secondo voi?
Abner Tomas Viera Quezada: “Per quel che mi riguarda, le mie poesie provengono dalla mia percezione fantastica, da ricordi vissuti. E’ una visione di erotismo vissuto e portato avanti con i sentimenti dell’amore. Non si tratta di avventure puramente sessuali. Per me, non può esserci piacere se non c’è una relazione di coppia: non lo ammetto”.
Maria Pia Alfonsi (Mapi): “A parte la grandezza poetica di Abner, basata sulla sua singolare autenticità, per noi era importante unire alla visione femminile anche quella maschile, proponendo così un quadro più ampio, più completo, dell’erotismo. Dal libro, risulta evidente che la sessualità maschile sia tipicamente visiva e impersonale, mentre quella femminile è cinestetica e intima. L’erotismo femminile tende all’immaginario; quello maschile alla prestazione. Gli uomini si eccitano con ciò che vedono e la loro sessualità è centrata sui genitali; le donne, invece, rispondono al contatto diffuso e la loro sessualità è più personale, intima, emotiva. Appare evidente che uomini e donne, nell’immaginario erotico, scelgano modelli simili a loro stessi: l’uomo sceglie la donna/uomo, mentre la donna sceglie l’uomo/donna. E questa, secondo noi, è una conferma dell’irriducibile differenza fra i sessi”.
Ilaria Coppini: “Anche secondo me - e secondo molti scienziati, psicologi e sessuologi - la sessualità femminile è tendenzialmente più mentale, mentre quella maschile più ‘visiva’. E i lettori del libro ci confermano che io e Mapi stiamo più sul versante ‘emotivo-mentale’, mentre Abner propone descrizioni anatomiche dettagliate e minuziose attraverso metafore ardite”.

Un testo di letteratura erotica raramente ha avuto fortuna in Italia, a parte le famose, quanto stucchevoli, ’50 sfumature di grigio’ di qualche anno fa: perché secondo voi? Siete consapevoli dei rischi che correte, sotto il profilo del giudizio critico?
Maria Pia Alfonsi (Mapi): “La letteratura erotica propriamente detta possiede vari gradi e varie declinazioni. Più che dall’autore, essa dipende dal fruitore. Se il fruitore prevale sull’autore, la deriva e il degrado nel porno sono inevitabili. Ma l’autore consapevole e responsabile non cede al fruitore, non ne asseconda le pulsioni, non ne accetta le regole. L’erotismo, inoltre, esiste persino nei testi sacri, a cominciare dalla Bibbia, dai Vangeli, dal Cantico dei Cantici... Per esempio, l’annuncio dedicato agli sposi: “Erunt duo in carne una”? O quel “Venter puellae baiulat” della novena di Natale, che tante erezioni vocali – e non solo… – hAbner.jpga provocato nei giovani scout e in quelli dell’Azione cattolica, fanciulle comprese? Perché meravigliarsi della poesia erotica? Quali rischi si possono correre? Quello di qualche critica ‘bacchettona’? Visti i tempi che stiamo attraversando, risulterebbe inattuale, con piena evidenza”.
Abner Tomas Viera Quezada:
“Inoltre, la critica esiste da sempre, nei confronti di qualsiasi tendenza letteraria. Ancor di più in alcune società chiuse nelle loro convinzioni religiose, legate all’ipocrisia dei ceti sociali più conservatori. Io stesso ho subito molte critiche nella mia carriera letteraria”.
Ilaria Coppini: “Indubbiamente, in Italia vi è un retaggio cattolico ‘censurante’, che ha reso strutturato, a livello di identità sociale, un dualismo sessuale duro a morire: la dicotomia tabù/perversione. Internet è un esempio chiaro di come si arrivi facilmente a ottenere amori fugaci attraverso le chat di incontri. Ed è tristemente evidente l’invasione - nel web ma non solo - di pornografia, di ‘formae mentis’ pornografiche, di ‘porno addicted’ e ‘pornomani’ vari. Tutto ciò è perverso nella sua disumanizzazione dell’essere umano. E molti non si soffermano a pensare, invece, che nell’erotismo la persona non è oggetto, ma soggetto: è proprio questo il bello dell’eros. Quindi, lunga vita all’erotismo e al nostro libro. Per quanto riguarda i giudizi, sto vedendo che conta molto il modo con cui noi ci presentiamo, senza cioè utilizzare il nostro libro con malizia, ma con la stessa professionalità e serietà che contraddistingue me come attrice e gli altri due coautori come poeti. Il nostro buon atteggiamento durante la promozione sta giocando a nostro vantaggio, in termini di ‘normalizzazione’ dell’argomento ‘sesso’. Parlando in semplicità, direi che l’arte si occupa della realtà nelle sue varie sfaccettature. E il sesso è una di esse”.

Tuttavia, a noi è sembrato di scorgere, nella vostra raccolta, tre forme di erotismo ben distinte tra loro, che si richiamano a ognuna di voi: l’amore maturo di Mapi; quello un po’ irruento, ma a tratti ancora ‘acerbo’ della Coppini, accompagnato dall’onirismo ‘latino’ del sudamericano Viera Quezada: è solamente una nostra percezione, oppure vi riconoscete in tali ‘etichette’?
Ilaria Coppini: “In effetti, io ho una mentalità articolata e complessa, che non comprende tanto gli stereotipi, le etichette e le semplificazioni. Non intendendo bene quali siano i canoni di maturità o quelli di indole ispanica: posso rispondere solo per la parte che mi compete. Posso dire, però, che le mie poesie, secondo me e secondo i miei lettori, sono istintive, passionali, mentali, intriganti nel loro ‘vedo/non vedo’, lasciano spazio all’immaginazione e sono fruibili nel loro essere dirette, iperboliche, semplici e basiche. Anzi, ‘basic’. Anzi, ‘Basic Instinct’...”.
Abner Tomas Viera Quezada: “Io non credo si tratti di ‘etichette’: sarebbe come dire che si tratta di versi autobiografici, mentre noi specifichiamo sempre che non è così. Si tratta di stili, di poesie che nascono dalla percezione di 3 persone diverse, ben distinte tra loro. Tra le mie poesie, per esempio, potreste trovare dei brani in cui mi esprimo con una personalità femminile, ma ciò non significa che stia facendo riferimento a me stesso o che io abbia dei tratti femminili”.
MariaMapi_Tenerife.jpg Pia Alfonsi (Mapi): “Io ritengo che ci sia un momento, nella vita di ognuno di noi, nel quale ogni decisione è gestita dagli ormoni. Una fase che si verifica indipendentemente dall’età: può accadere a quindici anni, a trenta, a cinquanta o a settanta. Di solito, è legato all'amore, ma non sempre è così. Nell’adolescenza c’è la fase della scoperta, delle insicurezze, della ricerca di conferme. Spesso, il sesso è solo un modo per emanciparsi. Molte volte, si fa sesso per il gusto della scoperta, magari con un uomo che ci piace solo un po’ e non è l’amore della nostra vita. Poi, però, c’è il momento in cui la passione arriva davvero e ci travolge. Ma ciò non sempre accade nei tempi giusti: può arrivare a vent’anni, quando non si ha ancora tutto il bagaglio di esperienza che serve per riconoscere il vero amore, ma può anche arrivare in tarda età. E allora è una tragedia, perché bisogna fare delle scelte molto difficili. Con i miei versi, io voglio parlare a quella parte degli esseri umani (uomini e donne) che non c’è ancora. Quella parte che anela una grande passione, un travolgimento dei sensi totale. Scrivere mi dà la possibilità di appagare quel desiderio, che nella vita reale non trovo più. In fondo, è piacevole lasciarsi trasportare dalle fantasie. E se un libro ci aiuta a scoprire meglio una parte di noi o semplicemente ci lascia viaggiare in territori inesplorati che male c'è”?

Per la traduzione vi siete rivolti a qualcuno?
Maria Pia Alfonsi (Mapi): “La traduttrice, in questa pubblicazione, sono io. Non perché conosca i due idiomi, bensì perché conosco bene gli autori. A volte, ci sono volute ore di telefonate per riuscire a tradurre ‘al meglio’ e non scadere nel banale o nel pornografico con una traduzione letterale. Ci sono parole che non possono essere tradotte ‘alla lettera’: bisogna entrare nell’animo dell’autore per avere una perfetta corrispondenza tra le due lingue”.
Abner Tomas Viera Quezada: “Posso confermare: è stato tradotto da Mapi, poiché conosce la lingua spagnola e approfondisce la poesia, per scoprire cosa veramente voglia esprimere il poeta”.
Ilaria Coppini: “Mapi ha curato, con tanto amore, impegno e serietà, la traduzione. E la ringrazio. Per quanto mi riguarda, è stato stimolante e interessante cercare di capire insieme a lei quali concetti volessi esprimere e in che modo fosse possibile tradurli, senza snaturarli, ma facendo un minimo di adattamento linguistico e socioculturale”.Eros_Eros_Cover.jpg

NELLA FOTO QUI SOPRA: ALCUNE COPIE DI 'EROS & EROS' EDITO DA 'LE MEZZELANE'

AL CENTRO, DAL BASSO VERSO L'ALTO: MAPI, ABNER VIERA QUEZADA E ILARIA COPPINI

IN APERTURA: LA COPERTINA DELLA RASSEGNA POETICA



Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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