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7 Aprile 2020

Marco Nica e la meraviglia dell'esistenza

di Giuseppe Lorin
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Marco Nica e la meraviglia dell'esistenza

Una raccolta poetica che contempla aspetti della vita in cui il bene e il male sono le due facce della stessa medaglia, compensandosi e accompagnandoci lungo i nostri giorni formando un percorso soggettivo, specifico, strettamente personale

Con la raccolta poetica ‘Meraviglia’, printed by ‘Amazon Italia Logistica Srl’, abbiamo il riscontro del vissuto emotivo di Marco Nica. Nato a Roma negli anni ‘70, ma in seguito trasferitosi con la famiglia a Nettuno (Rm), inizia ben presto ad appassionarsi al teatro, pur mantenendo saldi e concreti gli insegnamenti formativi dei genitori. L’origine della ‘follia teatrale’ di questo autore va ricercata nella sua individuale scoperta dei grandi commediografi del passato: da Carlo Goldoni ad Anton Cechov, da EMarco_Nica_premiato.jpgttore Petrolini a Dario Fo, da Eduardo De Filippo a Checco Durante. Sono questi i nomi degli artisti che hanno reso questo autore molto particolare, soprattutto nello stile, estremamente suggestivo, come risulta evidente nell’impatto mimesico della lettura delle sue poesie. Nell'aprile del 2005, l’eclettico Marco Nica fonda l’associazione culturale ‘Fare Teatro’, in un territorio, quello del litorale meridionale della provincia di Roma, dove la demolizione del 'Roxy' aveva azzerato ogni speranza di fare cultura. Nel gennaio del 2008 viene nominato socio fondatore dell’associazione teatrale e culturale ‘In Progetto’, contribuendo, insieme ad altri rappresentanti delle compagnie teatrali di Nettuno e Anzio, alla realizzazione di una riuscita rassegna teatrale, che puntava a valorizzare il territorio, avvicinando la cittadinanza al teatro. Dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, ‘Così è (se mi pare): storia di un attore’ (Seneca Edizioni), nel 2011 pubblica, sempre per la Seneca, un secondo romanzo molto apprezzato, dal titolo ‘C’era una volta Rugantino: una favola nella favola’. Per l’associazione culturale ‘Fare Teatro’ è regista della commedia brillante ‘Cose turche’ di Samy Fayad, andata in scena al Teatro Furio Camillo in Roma. Seguono rappresentazioni al Teatro Cometa Off e, ancora, al Teatro Trastevere, all’interno del concorso di drammaturgia contemporanea: ‘Trastestorie’. E’ tuttavia con ‘Varietà per varie età’, del 2014, che Marco Nica conquista la giuria per la qualità della rappresentazione, ottenendo successo di critica e di pubblico, nonché vincendo il primo premio: una soddisfazione più che meritata. In seguito, organizza incontri sull’arte drammatica coinvolgendo tutti gli elementi della propria ‘compagnia’. Oggi, lo si può considerare un divulgatore di cultura, così come si evince dalla scelta grafica dell’immagine di copertina di questa nuova silloge, intitolata ‘Meraviglia’, che rappresenta l’albero bianco della conoscenza, in un groviglio di radici, tronco, rami e foglie che si stagliano dal fondo carminio. “La poesia è pura bellezza: non conosce pregiudizi, né confini. È una delicata essenza che ha il profumo dell’infinito”. In ‘Meraviglia’ non c’è segno alcuno di una poetica riguardante la speranza o il desiderio, di un uomo o di una donna, di veder tornare il suo amore in balia di venti, correnti, burrasche e maree: nulla di 'lacrimevole' o struggente. Eppure, ‘Come un giorno di sole’ sprigiona il desiderio dell’approdo, dopo aver seguito una luce sicura: “Vidi in te un accogliente rifugio, un’oasi di carezze e complici sorrisi, raggiunta dopo un lungo vagabondare fra deludenti chimere e false realtà”. Versi che ricordano lo spirito degli scrittori dMarco_Nica.jpgel nord Europa, che hanno in Henrik Ibsen il loro vessillo. È piuttosto evidente, invece, come Marco Nica, ancora oggi, strizzi l’occhio al teatro: “A voi, artigiani di emozioni, giudicati per l’opera compiuta, dal pubblico amante d’illusioni, che attento esige e vi scruta …”. E ancora, di nuovo la ricerca di un ‘porto’ sicuro: “E d’un tratto la pace fra le intime stanze di un caro focolare, dove potersi isolare e trovare giusto riparo …”. A volte, lo slancio poetico di Nica rievoca i toni antichi di famose ‘petrarchiste’ del XVI secolo, come Isabella Morra, la quale affidava la sua sorte “all’iniqua ventura o alla crudel fortuna” 'leopardesca' del XVIII secolo, per “l’effetto di una realtà svanita, ritrovandosi in dimensioni senza regole, avvolti dal tepore della serenità”. Allo stesso modo, Nica quasi scandisce le parole dei suoi versi in 'L’Airone', dando un abbraccio con ‘L’Alieno’ al nostro divino Dante: “Poi d’improvviso, mi ritrovai con la rugiada sulla pelle, steso a terra e ormai solo, a rimirar le stelle”. Una tensione poetica trascinante, sul piano della struttura compositiva, frutto di un lirismo delicato e, al contempo, maturo, affidato alle minime circostanze di un rapporto che, nel suo svolgersi, si nega e si confessa, si dichiara e si contraddice, tra bene e male, bianco e nero, che si abbandona e si esalta, oppure si offre in un’interezza filologica che solo chi ha sofferto sa tradurre in compiuta espressività: “La tua foto tra le dita è un istante rubato al tempo, il frammento di una vita che non vola via col vento”. Alcune liriche sono attraversate da momenti di straordinaria suggestione: “Chiudere gli occhi e pensare che il domani possa regalarci emozioni nuove”. Sono versi dotati di un ritmo quasi ancestrale: solo a tratti l'attitudine ragionativa, che sta alla base della sua compiuta personalità di oggi, affiora raffrenando l'impeto di certi moti dell’anima in schemi logici precostituiti. In tutto ciò, ‘Meraviglia’ racchiude i versi tra i più significativi della mietitura poetica di questo autore, con riflessioni o ‘flash’ sui problemi, per lui vitali, della vita amorosa, della presa di coscienza della personalità umana, dei rapporti sociali. Questioni che, per quanto concerne l'universo maschile, assumono un accento ‘alto’ di singolare affettuosità comprensiva: “L’amore non può attendere, tracima gli argini delle parole scorrendo impetuoso nelle vene, spinto dal cuore impazzito”. Come si può notare, anche il Marco Nica ‘poeta’ ha prmai raggiunto un grado di esperienza e di consapevolezza umana tanto indiscutibile, quanto evidente. La raccolta ha la prefazione dell’autore stesso, che specifica e chiarisce l’intento di questo suo lavoro, che contempla aspetti della vita in cui il bene e il male sono due facce della stessa medaglia, che si compensano e ci accompagnano lungo i nostri giorni, formando un percorso soggettivo, specifico, strettamente personale: il nostro destino. Ed è in questo inciso che abbiamo la risposta ai ‘significanti’ poetici di Marco Nica: un conoscitore e un amante profondo del teatro in quanto “atto d’amore che dura tutta la vita”, come ci ricorda Garcia Lorca. Una verità dalla quale è ben difficile sottrarsi, per qualsiasi lettore.

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