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21 Ottobre 2018

Mariangela Camocardi: “I miei primi 30 anni di successi”

di Clelia Moscariello
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Mariangela Camocardi: “I miei primi 30 anni di successi”

‘Sposami ancora’, ripubblicato in versione digitale da Mondadori, è il degno coronamento della carriera trentennale di una scrittrice appassionata e intelligente: una vera cultrice della ricerca storica in un Paese, purtroppo, ‘smemorato’, ripiegato attorno a visioni ‘segmentate’ e ormai totalmente privo di valori

L’avevamo lasciata, 5 anni fa, scrittrice di successo del genere ‘romance’. E la ritroviamo mentre festeggia, in questo 2016, il suo ‘trentennale’ di carriera con la ripubblicazione di ‘Sposami ancora’,  edito da Mondadori, in formato e-book. Ma cosa pensa, oggi, Mariangela Camocardi, della narrativa odierna e dell’evoluzione del ‘romance’ in Italia? E qual è il bilancio dei suoi ‘primi 30 anni’ di pubblicazioni? Glielo abbiamo chiesto in quest’intervista, ricca di spunti di riflessione.

Mariangela Camorardi, innanzitutto può farci un bilancio dopo trent’anni di pubblicazioni?
“Il bilancio è sicuramente positivo: tanti romanzi e racconti pubblicati; l’affetto delle mie lettrici; la stima di tante persone con cui ho a che fare; un mestiere che amo più che mai: potrei chiedere altro”?   

Cosa pensa della narrativa odierna e cosa si aspettano i lettori e le lettrici di oggi?
“Mah, non mi piace molto il mondo dell’editoria attuale: lettori e lettrici si stanno abituando a una narrativa che giudico pessima, con qualche eccezione, ovviamente. Si pubblicano libri nei quali, dal testo alla quarta di copertina, tutto lascia a desiderare. Si tende soprattutto a vendere più che a curare i contenuti, ma così facendo si sfornano un’infinita serie di storie che, purtroppo, si assomigliano tutte, senza riuscire a generare modelli di scrittura e di espressività che possano servire da riferimento alle nuove ‘leve’. Già che ci siamo, lancio un appello, l’ennesimo, per tutelare quel patrimonio, ormai in disfacimento, rappresentato dalla nostra lingua italiana: facciamo ogni sforzo possibile per preservarla dai ‘barbarismi’ che imperversano di questi tempi…”.       

Di cosa tratta 'Sposami ancora'?
“Mi aveva incuriosito, leggendo la biografia di Charles Maurice de Talleyrand-Périgord, potente ministro di Bonaparte, il fatto che, durante la dominazione napoleonica, in Italia si potesse divorziare. Ho dunque pensato di sottolineare come, in un Paese cattolico come il nostro, pochi, forse nessuno, ne avesse approfittato”.

Ma quale aspetto la ispirò veramente?
“Ho provato a immaginare come avrebbe potuto reagire una coppia di sposi davanti a una crisi coniugale piuttosto conflittuale: il resto è venuto da sé, perché capita a tanti di dubitare dei propri sentimenti”.

Cosa pensa degli e-book? Le manca il formato analogico e il profumo del libro ‘fresco’ di stampa?
“Niente può sostituire il piacere di tenere tra le mani un libro ‘fresco’ di stampa e sfogliarlo lentamente, perdendosi nella lettura pagina dopo pagina. Tuttavia, capisco anche i vantaggi dell’edizione digitale: praticamente, puoi avere in borsetta una biblioteca intera. Quando viaggio, per esempio, evito di ‘infilare’ in valigia tutti quei libri che, di solito, mi porto dietro e che pesano parecchio”.

Lei è stata definita: “La firma italiana che fa sognare” e le protagoniste dei suoi libri sono quasi sempre donne di un’altra epoca, ma tutte coraggiose e moderne: quanto le somigliano?
“Più che a me, assomigliano alle donne della mia famiglia e lo dico senza alcuna vanterìa: la mia bisnonna, Virginia, era un’ottocentesca signora di campagna che si è fatta rispettare dai fratelli, dal marito e dai figli, in un’epoca nella quale la donna era una figura scarsamente considerata nella società di allora. Più che altro doveva garantire la successione del ‘casato’ all’uomo che l’aveva sposata,  mettendo al mondo più eredi possibile, meglio se maschi. Ma lei era nata per non avere ‘padroni’ e riuscì a convincere il proprietario della terra, coltivata dal bisnonno a mezzadria, a venderla a un buon prezzo e a farsela pagare un po’ per volta, dato che non giravano tanti quattrini in casa”.      

Chi la conosce bene, sa che il suo ‘motto’ è: “Vale sempre la pena di credere nei propri sogni”. Quanto è importante sognare oggi?
“È importante quanto cibarsi e bere: non si può vivere soltanto di materialità. Non siamo un banale involucro, più o meno ben fatto, di muscoli, ossa e sangue: abbiamo un ‘dentro’, che chiamano anima, una mente e la capacità di provare emozioni. I sogni alimentano quelle emozioni e stimolano la mente a realizzare le nostre aspirazioni: quando succede, l’anima esulta e tutto il nostro essere ne trae grande beneficio, fisico e spirituale”.

Autrice di punta del genere ‘romance’ e non solo: come si è evoluto questo ‘filone’ e quanto ci si rispecchia, oggi?
“Ahimè, il ‘romance Dop’, cioè a denominazione d’origine protetta come io l’ho conosciuto e raccontato, è molto scaduto di livello e, benché sia un genere che vende ancora molto, leggo sempre più spesso trame approssimative, errori storici paradossali e un linguaggio inadeguato rispetto all’epoca di cui l’argomento e lo sviluppo trattano. Il ‘romance’ non è ‘scontato’, come spesso si pensa o si presume e, pur avendo i suoi ‘clichè’, offre un’infinità di spunti per personalizzare il testo e caratterizzare meglio i nostri personaggi”.

Cosa consiglia di leggere, oggi, oltre ai suoi romanzi? E come vorrebbe che si evolvesse le narrativa moderna?
“Vorrei che vi fosse un maggior senso di responsabilità quando decidiamo di pubblicare in ‘self-publishing’ quello che abbiamo scritto, rispettando i lettori e noi stessi. E desidererei maggior onestà e una concorrenza leale verso chi opera nello stesso campo. Sbaragliare ogni rivalità non per bravura, ma solo grazie alla complicità di amiche compiacenti, che corredano i loro testi di recensioni a cinque stelle affossando gli altri con commenti da una stella, è un boomerang che, alla fine, torna al mittente. Mi limito ad aggiungere una sola cosa in proposito: che soddisfazione c’è a vincere barando”?

Complimenti per i suoi 30 anni di carriera: cosa si aspetti dal futuro?
“Sto attraversando un periodo di profonda riflessione. Ho molti dubbi che voglio chiarire con me stessa e, quindi, non so ancora cosa farò da ‘grande’. Ci penserò, appunto. Scrivere, per ciò che mi riguarda, significa assecondare un bisogno che deve continuare a essere, per me, gratificante, nonché apprezzato da coloro che leggono, ovviamente, altrimenti è meglio fare altro”.

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Sposami ancora
di Mariangela Camocardi
Mondadori editore
ebook euro 3,99

Ermanno, ufficiale italiano nell’esercito napoleonico, è prigioniero in Spagna. I guerriglieri chiedono un grosso riscatto, e l’unica che potrebbe pagarlo, anche se a prezzo del proprio benessere e della propria felicità, è Francesca, la donna che Ermanno ha ripudiato. Francesca decide di sacrificarsi, ma quello che le viene consegnato non è che l’ombra dell’uomo di un tempo, ora piegato nel corpo e nello spirito per la lunga prigionia. Solo il suo amore potrebbe guarirlo, ma il cuore della donna non è più libero…  


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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