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24 Novembre 2020

Melodia di porte che cigolano

di Valentina Spagnolo
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Melodia di porte che cigolano

La siciliana - ma ormai ‘romanizzata’ - Gisella Blanco con questa nuova silloge edita da ‘No Eap Eretica Edizioni’ torna a esprimere tutta la sua vis poetica che, sin da bambina, l’ha condotta sui sentieri dell’espressività letteraria, con grande forza morale ed estrema sincerità

“Insolente, polemica, sofferta e sofferente, con apici di nostalgia, di dolore ammesso senza vergogna. Palesemente in contrasto con le figure dei superiori, esterni all’uomo e trascendenti. Forse anche fastidiosa, di certo irriverente e, talvolta, anche blasfema: non c’è mancanza di rispetto verso le fedi religiose, ma difesa della dignità umana davanti a costrutti ideologici (di qualsiasi sorta) che tendono a svilirne l’immenso potenziale in cui credo fermamente”. Con queste parole, Gisella Blanco descrive la sua nuova raccolta di poesie, ‘Melodia di porte che cigolano’, edita dalla No Eap Eretica Edizioni. La silloge arriva dopo anni in cui l’autrice aveva evitato di esporsi al pubblico, pur continuando a scrivere in maniera intensa.
“Sono soddisfatta”,
afferma la Blanco in una nota, “anche se, naturalmente, ogni cosa è perfettibile. Qualcuno potrebbe risentirsi per ciò che ho scritto? E’ esattamente quel che voglio provocare: accoglimento per affinità in alcuni e disprezzo, per contrasto, in altri. Sarebbe il successo letterario a cui aspiro. Per questo ho scelto di non dedicarmi alle semplici poesie d’amore. Le poesie della mia silloge sono rivolte soprattutto alle donne? Sì e no”, aggiunge, “certamente prevalgono temi femministi, ma credo che la lettura di queste composizioni possa interessare anche gli uomini, sia come destinatari, sia come oggetti argomentativi (passatemi il termine con un pizzico di ironia), sia come immancabili soggetti di completamento della realtà che si ritrae. Tutto sommato”, conclude Gisella Blanco, “il nuovo femminismo potrebbe essere questo: totale aspirazione all’empatia fra donne, senza escludere o tendere a decurtare ciò che spetta - di diritto naturale, purché meritorio - all’altro emisfero umano”. A completamento dell’opera, sono state inserite illustrazioni che, dalla copertina fino allo svolgimento interno del libro, fra le pagine, arricchiscono visivamente le poesie. Nate da un'idea dell'autrice, tali immagini sono di produzione del grafico FranBacio_sfondato.jpgcesco Mitelli. La poesia sovverte. E la sana e dolorosa ricerca d’inversione dei canoni, avvilenti, di una società annoiata ne è il fine. Oppure, è la poesia stessa lo scopo della trasformazione: la scelta è la possibilità stessa di individuazione di ciascuno che, lungi dal creare isolamento, può diventare moto perpetuo verso una pura creazione di valore. Un valore così divino da essere tutto umano.

L’autrice
Nata a Palermo nel 1984 da due avvocati poco più che trentenni, Gisella Blanco ha iniziato a scrivere semplici versi di bambina sin da piccolissima. A meno di dieci anni, tentò di redigere la ‘Carta dei diritti dei bambini’, per appagare un senso innato di giustizia a cui ella non sapeva dare nome e che, tuttavia, sgorgava istintivamente dal flusso dei suoi pensieri. Quello stesso flusso che, durante gli anni delle scuole medie e del liceo classico, le ispirò la scrittura di altre poesie, grazie ad alcune delle quali vinse diversi concorsi letterari. Appena iniziata l’università presso la facoltà di Giurisprudenza a Palermo - scelta non casuale rispetto all’esigenza di giustizia che impelleva da sempre nel suo animo – la Bianco organizza alcuni spettacoli di poesia, che si possono ritenere dei veri e propri ‘reading amatoriali’ ante litteram. Trasferitasi nella 'città eterna' nel 2009, prosegue il suo percorso di studi e di vita personale. Attualmente, vive a Roma, città che ama, scrivendo soprattutto poesie anche se laureata in legge, militante animalista, ‘gattofila’ accanita, parecchio anticlericale, buddista, mamma e forte sostenitrice dell’esigenza di un cambiamento sociale robusto, ma rispettoso, che non può che partire dal singolo individuo e che, nella poesia, può trovare una delle sue migliori - e più libere - espressioni. Solo latamente le interessa scrivere d’amore, al fine di contrastare connotati sociali obsoleti e pericolosi come il patriarcato maschilista; la misantropia; i condizionamenti religiosi che sviliscono il potenziale umano; la violenza che si esprime nei più piccoli dettagli delle relazioni sociali e interpersonali e, forse, prima di tutto, nel rapporto con noi stessi, a cui siamo così avvezzi da ritenerla una “cosa normale”. Infine, la forte ‘vis polemica’ che la caratterizza deriva da un’intelligenza e da un carattere forte, a volte provocatorio, che la conduce, talvolt, ad adoperare ‘immagini’ truculente per illustrare alla coscienza quelle ragioni umane e filantropiche di cui tanto si parla, ma che passano, spesso, in secondo piano rispetto alle istanze di urgenza e di fretta utilitaristica, che disumanizzano qualsiasi contesto personale e sociale. Solo in cima a una montagna di rabbia, di dolore, di parole ed emozioni, di tutta quella fragilità che, se accuratamente coltivata, sboccia in forza gentile, si può trovare la forza che, lungi dall’essere atto di imperio, è il veicolo che ci conduce alla dolcezza di cui, in fondo, non possiamo fare a meno e che ci rende, reciprocamente, eroi moderni.
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NELLA FOTO QUI SOPRA: LA POETESSA GISELLA BLANCO

LE IMMAGINI UTILIZZATE NEL PRESENTE SERVIZIO SONO DI FRANCESCO MITELLI


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