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24 Marzo 2019

Retrogames: viaggi nel tempo (2017-1972)

di Michela Zanarella - mzanarella@periodicoitalianomagazine.it
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Retrogames: viaggi nel tempo (2017-1972)

Un ‘concept book’ in versi di esplorazione dei luoghi della memoria, tra passato e presente, attraverso un percorso personale che diviene collettivo, aiutandoci a comprendere la nostra disastrosa contemporaneità

Ripercorrere a ritroso la propria esistenza in poesia. Rivivere esperienze, emozioni, sentimenti. Vedere con occhi nuovi il passato, ma anche il tempo in cui si vive. Guido Tracanna torna in libreria con una raccolta di liriche dal titolo curioso, edita da Daimon Edizioni: ‘Retrogames’. Il termine ‘retrogaming’ è un neologismo inglese, che indica la passione per i videogiochi del passato. E non è un caso che il poeta scelga come ‘parola-chiave’ del libro proprio ‘retrogames’. Il vocabolo fa riferimento ai giochi che appartengono a due o più generazioni passate rispetto a quella attuale. Il professor Raffaele Caldarelli, che ha curato la prefazione del volume, ci invita a seguire l’autore in questo viaggio di esplorazione del tempo, tra echi del passato e una coGuido_Tracanna_bis.jpgntemporaneità disastrata, ma non priva di fascino. Ci si trova a fare i conti con la realtà italiana, a cavallo di due millenni: dagli anni ’70 del secolo scorso, ai giorni nostri. Un periodo abbastanza lungo, pieno di accadimenti, che ha visto la società trasformarsi e mutare nelle sue molteplici contraddizioni. Tracanna compie un’operazione originale. Non c’è indice nel libro: primo elemento che lascia intuire al lettore che non si trova di fronte al classico volume di poesia. Ma non c’è nemmeno la numerazione delle pagine, nessuna cronologia. Analizzando il libro dalla copertina, ci si accorge della cura quasi maniacale di ogni singola cosa. L’opera grafica, realizzata da Davide Sabatini, riproduce l’autore in una dimensione sospesa e ci prepara a un’immersione nel mondo poetico e umano dello scrittore aquilano, romano d’adozione. Troviamo delle citazioni in ‘grigio chiaro’, colore neutro per eccellenza, simbolo di distacco per protezione, di prudenza, in attesa di compiere delle scelte. Rievoca una sorta di sospensione, come la nebbia che appare nell’immagine di copertina. Le reminiscenze appartengono ad alcuni gruppi musicali, artisti e poeti che hanno lasciato un segno importante nel percorso di scrittura di Guido: dai Sex Pistols ai Duran Duran, da Ezra Pound ad Alberto Camerini, solo per citarne alcuni. Una pluralità linguistica caratterizza tutta la raccolta: parole in inglese e parole in dialetto romano, in nome di una varietà espressiva che segna epoche e trasformazioni. Questa mescolanza di suoni, ritmi, colori, odori e oggetti, ci porta a concepire la poesia come uno strumento in continuo movimento. La poesia ‘Blind side’ ci accompagna dentro a un vissuto carico di riflessioni e spunti critici: “Tramonti sul viale/te lo dicevo/al telefono al gettone/delle tivvù-colore/che le tecnologie/erano l’epilogo/sulla civiltà”. La lirica ‘Guido randagio’ si avvicina molto a un testo rap: “Si!... Mo’ me presento/ghost from the past/sono Guido in quel tempo/presente che fu/il passato è passato/il passato non passa più…”. L’autore gioca, usa il gergo di strada, sperimenta, frantuma, ricompone, si avvale di ‘non-sense’. La parola, per Tracanna, è Verbo che si completa nella poesia. Forte è la componente spirituale: la fede si respira tra i concetti affrontati dal poeta. Non mancano i dialoghi in versi con altri autori, come Carlo Caldarelli, Alessandra Prospero, Giulia Di Trinca, Lorelai. Collaborazioni che mostrano la generosità dello scrittore nel voler condividere la propria creatività, facendola diventare opera ‘magmatica’ collettiva, ma anche volontà di aprirsi ad altri stili e linguaggi. Tracanna, in questo libro, ha lavorato assiduamente. Ha ‘cesellato’ parole, creato immagini insolite, esplorato significati. C’è la Roma di ieri, nel quartiere Monteverde, in cui risiede, coi ‘Ragazzi di vita’ di Pasolini; e c’è la Roma “rifugio metadone in anni di piombo”; e poi quella in cui la gente “abla mista”. Da non dimenticare ‘Nameless Place’: un testo poetico in inglese per video-installazione di Francesco Paolucci, presentato al Festival di Arte contemporanea Grassomania 8, a Danzica, nel 2016. L’autore non si limita a scrivere poesia, ma la trasforma in arte visiva, espandendo la sua voce nei canali digitali affidandola al mondo.

Retrogames: viaggi nel tempo (2017-1972)
di Guido Tracanna
Daimon Edizioni

Pagg. 120 - € 12,00

L’autore
Guido Tracanna è scrittore, poeta, insegnante di religione cattolica incaricato dal Vicariato di Roma. Laurea Magistrale in Scienze religiose, con una tesi sul disagio adolescenziale in contesto scolastico e attestato da bibliotecario catalogatore S.B.N., riconosciuto dal ministero dei Beni culturali. Tra le sue pubblicazioni: ‘La torre del silenzio’ (1995); Episuoni (1997); L’avvento della neve (2014).

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NELLA FOTO: IL POETA GUIDO TRACANNA

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