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21 Giugno 2018

Verdemare: cronologia inversa di un andare

di Michela Zanarella - mzanarella@periodicoitalianomagazine.it
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Verdemare: cronologia inversa di un andare

Un canto rivelatore, che si nutre di osservazione delle cose, degli elementi, delle gestualità e dei pensieri. Un andare in poesia che serve non solo a chi scrive

Le poesie di Alba Gnazi assumono un colore preciso: il verdemare. Ovvero, un verde con sfumature azzurre, simile a quelle dell’acqua marina in particolari condizioni di luce. Questa tonalità richiama a uno stato di serenità, che si manifesta in tutto ciò che accade. La raccolta ‘Verdemare’, pubblicata da ‘La Vita Felice’, è una sorta di diario in versi costruito in sequenza, fatto di riflessioni, dialoghi con la natura, con gli affetti e il mondo. La prima parte, ‘Invernata toscana’, è un accostarsi ai luoghi con un rispetto tale da eternarli nella memoria attraverso le parole: “Affossavi nell’oro, torpore e conversione/per gli occhi: e io con te/senza apparente variazione nel passo”. La scrittura della poetessa è raffinata, elegante, posata, capace di proiettare immagini, far arrivare odori, rumori, colori. E’ un linguaggio consapevole, maturo, che lascia intendere una conoscenza della materia. L’essenzialità dei versi consente di assaporare ancora meglio il lessico, che intreccia e dispone le parole a ritmo perfetto. E se la pioggia traccia luoghi, “il fiato scava farfalle”, lasciando il lettore incantato da certe intuizioni. La Gnazi ci rende partecipi delle sue ‘visioni’ e ci insegna a captare i segnali dell’ambiente, perché tutto ciò che ci circonda ha qualcosa da dirci. Così, s’impara che “la resistenza è un riccio che attraversa la strada/con gli occhi fissi a un ciuffo d’erba”. Il verde domina una buona parte delle liriche. E lascia quel senso di armonia ed equilibrio di cui ognuno di noi ha bisogno, per stare bene con se stesso e con gli altri. Possiamo sicuramente parlare di poesia in movimento, tra metafore e confessioni. L’autrice si distingue per scelte espressive originali, unite alla particolarità delle immagini proposte. C’è ricerca, attraversamento delle cose, ma anche sospensione e recupero del valore del linguaggio. E’ un canto autentico della realtà, non troviamo finzioni o forzature. Ciò che viene descritto, raccontato, filtrato è verità percepita, vissuta, celebrata. “I saliscendi della quiete, gli schiocchi di cielo”: sono tutte espressioni che elevano il verso, rendendolo efficace. Bastano tre versi per dare vita a una meraviglia: “Per esempio rinascita/è accettare che la goccia sul dito/scelga di cadere”. Tre versi e non oltre: questo a dimostrazione che la poesia non ha bisogno di pagine e pagine di parole, ma per essere definita tale è sufficiente scuotere con poco, dare una sferzata all’anima, creare come un 'lampo'. La poesia dovrebbe far questo: rapire, essere magnetica. E la Gnazi, in questo, ha le carte in regola, poiché sa arrivare al lettore con delicatezza. La parte degli omaggi, anche se forse quattro possono sembrare troppo pochi, dimostra versatilità, un saper cambiare registro. Ricordare in modo così incisivo Eliot, Heaney, Montale e la Rosselli non è da tutti. Verdemare I, Verdemare II, Verdemare III, da una parte rappresentano l’anima della raccolta, perché sono insieme carteggio, dialogo, riflessione e riscrittura con gli affetti, ma dall’altra diventano quell’andare che rappresenta il percorso dell’essere umano nell’esistenza: un cammino interiore ed esteriore che vale per l’umanità.

Verdemare: cronologia inversa di un andare
di Alba Gnazi
edito da: La Vita Felice

Pagg. 128, € 14

L’autrice
Alba Gnazi è nata nel 1974 e risiede nella provincia di Roma, dove esercita la professione di insegnante. Nel 2015 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica: 'Luccicanze' (Cicorivolta Edizioni).

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NELLA FOTO: LA POETESSA ALBA GNAZI


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