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20 Settembre 2017

Vivere low-cost

di Marta De Luca
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Quali strategie anti-crisi adottare per stare bene con meno risorse economiche? Le soluzioni ci sono e a volte riservano delle vere sorprese. Non ultima, quella di riportare il denaro al suo valore relativo

Niente. Come si vive quando manca tutto. È questo il titolo del libro scritto dall'antropologo Alberto Salza (Sperling & Kupfer, 2009). Niente cibo, niente diritti, niente casa. Né acqua, sicurezza e istruzione. Di storia e sogni manco a parlarne. Si può vivere così? Ebbene sì. Basta nascere nel luogo sbagliato: cioè un una delle sconfinate baraccopoli che ovunque appestano la faccia della Terra. Dalla miseria non si riemerge più: su questa tesi si basa la teoria antropologica della povertà di Salza. In altre parole: i poveri sono sempre più poveri. E ciò accade oggi tanto nei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, quanto nelle nostre città. Dalla giungla al giardino di casa nostra, il mondo è disseminato di trappole che si chiamano assenza: di cibo, acqua, casa, patria, diritti, istruzione, salute. Qualcosa a cui il mondo occidentale non era preparato: l'improvvisa assenza del benessere e la fatica a garantirsi la sopravvivenza. E per chi ancora vive i postumi della sbronza consumisti ca degli anni '80, la questione è dura. Eppure, anche se controvoglia, poco per volta ci siamo dovuti abituare a essere parsimoniosi, a fare lo slalom fra le offerte promozionali e i saldi, a fumare qualche sigaretta in meno e a far durare una stagione in più le scarpe o il cappotto. Una tendenza che alla lunga ha prodotto anche dei benefici, perché si acquista ciò che è veramente necessario e le case e gli armadi cominciano ad apparire più sgombri. E poco alla volta sono arrivate anche nuove idee di mercato: il low cost, l'acquisto condiviso, il baratto, le 'giornate senza denaro, il mercatino dell'usato, le vacanze dove l'ospitalità si 'paga' fornendo un servizio. Strategie di sopravvivenza per 'poveri sfigati' e disperati? Per qualcuno, forse sì. Ma alla lunga tutto ciò ha dimostrato che, come diceva il ‘Dott. Frankestin’, si può fare. Si può riuscire a mantenere un livello di vita decoroso anche con meno risorse. Scoprendo che ogni cosa ha un valore, che è diverso da quello del mercato. Usandola, scambiandola e riusandola alleggeriamo il pianeta e non spendiamo. In fondo, come sosteneva Simone Perotti, con il suo libro ‘Adesso basta’, si tratta anche di un cambiamento di ‘filosofia di vita’ (per anni abbiamo concepito il lavoro h24 per guadagnare tanto e sostenere un tenore di vita che comunque ci faceva spendere molto di più di quanto ci occorresse veramente). Insomma, la parola d’ordine è diventata ‘riportare il denaro al suo valore relativo’. Un approccio che in tempi di crisi riguarda anche gli altri paesi europei e crea nuovi fenomeni anche in nazioni che economicamente se la passano meglio di noi. Avreste mai pensato che la Germania potesse partorire l’idea degli Umsanstläden (letteralmente ‘negozi gratuiti’). Ne esistono oltre sessanta sparsi sul territorio tedesco. Negozi dove la merce, a zero euro, è portata da altri clienti (che hanno fatto spazio in armadi e librerie). Un meccanismo molto semplice: le persone portano ciò che non usano più e prendono quello che potrebbe servirgli, oppure possono solo ‘prendere’ senza dare nulla in cambio. I commessi sono volontari , mentre l’affitto dei locali è pagato grazie alle donazioni libere dei clienti. In Italia, invece, il baratto si concorda in rete. Sul portale ‘zerorelativo’, una community con oltre 15.000 aderenti, si baratta di tutto, dagli abiti ai mobili. Se invece siete alla ricerca di lezioni gratuite di matematica per i vostri figli, o di qualcuno che possa curarvi le piante sul terrazzo, potete cercare una delle tante banche del tempo create dagli italiani (www.tempomat.it). Anche qui il funzionamento è semplice: si barattano ore di servizi professionali. Se invece siete alla ricerca del prezzo basso, potete puntare allo shopping collettivo. Glamou, Groupalia, Groupon, Poinx, sono solo alcuni dei portali dove potete trovare oggetti, capi e servizi con sconti fino al 70% sul prezzo di vendita. Si tratta di offerte limitate, e sempre di qualità. Provare per credere. Se poi pensate che un manuale di sopravvineza vi possa aiutare alla ‘grande svolta, vi consigliamo ‘Una vita low cost. Reality book sul vivere low cost’ di Marco Mengoli (Editore Il Ciliegio) che, manco a dirlo, in questo momento è reperibile su internet con lo sconto del 50%.


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Questo articolo è tratto dal numero 1 di Periodico italiano magazine versione sfogliabile

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