La crisi del mercato librario è generale, ma a Roma e nel Lazio assai più evidente a causa dell’e-commerce, del caro-affitti e per i bassi margini di guadago dei testi scolastici

Si può immaginare il mercato della cultura come un tavolo sostenuto da diverse 'gambe'. Tra queste, il presidio più importante per la diffusione del sapere è rappresentato dalle librerie. Purtroppo, è proprio questa 'gamba' che, ultimamente, viene accorciata giorno dopo giorno: non un taglio netto, ma pochi centimetri alla volta. Il risultato è che il 'tavolo' non poggia più bene, perdendo progressivamente solidità e stabilità. Questo parallelismo descrive perfettamente ciò che sta accadendo oggi al settore culturale e, nello specifico, alle librerie.
I numeri della crisi
I dati della Camera di Commercio del 2025 delineano un quadro preoccupante per Roma e il Lazio: a) attualmente, si contano circa 400 librerie; b) il ritmo di chiusura è di circa 10 l'anno; c) nel 2022, le attività censite erano circa 425.
Le
cause del declino
Secondo Guido Ciarla (presidente del sindacato librai Confesercenti, ndr), le radici del problema sono molteplici:
1) l’e-commerce: da oltre 10 anni, ha 'affossato' in modo ineluttabile il lavoro e le vendite delle librerie fisiche;
2) il 'caro-affitti': l'aumento costante dei costi degli immobili rende sempre più difficile sostenere le spese di gestione;
3) i bassi margini nel settore scolastico: anche le librerie che puntano sui libri di testo faticano a sopravvivere, poiché il margine di guadagno su questo prodotto è estremamente ridotto.
Le possibili soluzioni
Sempre secondo Ciarla, per evitare che il 'tavolo' crolli definitivamente, sono necessari interventi concreti:
· revisione dei margini: aumentare il guadagno dei librai sui testi scolastici;
· nuovi bonus: si dovrebbero introdurre degli incentivi per l'acquisto di libri che stimolino la domanda;
· sostegno occupazionale: prevedere dei bonus per le assunzioni nei mesi di maggiore attività (come il periodo scolastico o natalizio), aiutando le librerie che non riescono a mantenere standard elevati a causa dei costi del personale.
Attendiamo notizie ulteriori dalla Regione Lazio e dal comune di Roma Capitale.
