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25 Settembre 2020

BeatleStory - The Fabulous Tribute Show

di Francesca Buffo
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BeatleStory - The Fabulous Tribute Show

Prima nazionale al Piper Club di Roma, il 29 gennaio 2015. Il più grande omaggio italiano ai Beatles. Paul, John, Ringo e George rivivranno grazie a un live show unico e multimediale che, attraverso un vero e proprio viaggio tra musica e immagini, ripercorrerà l'intera storia dei Beatles dal '62 al '70, in un concerto con oltre 40 dei loro più grandi successi


Roberto Angelelli ("George Harrison" nel musical “Let it be” al St. James di New York), Patrizio Angeletti, Claudio Iemme, Armando Croce, Aleks Ferrara, con la collaborazione di Luca Biagini, ripercorreranno gli anni della Beatlemania fino ai grandi capolavori in studio, BeatleStory porterà sul palco del Piper Club 2 ore intense di capolavori come She Loves You, I Want To Hold Your Hand, Twist and Shout, Yesterday, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, All You Need Is Love, Come Together, Let It Be Hey Jude, per raccontare fedelmente al pubblico di ogni età la più grande esperienza pop mai esistita.
Con video d’epoca che riportano lo spettatore nel clima della Swinging London dei primi anni Sessanta, passando attraverso spezzoni di filmati originali dl memorabili live, fino ad arrivare al viaggio psichedelico di Sgt. Pepper, alle atmosfere più hippy di Magical Mistery Tour e alle proteste studentesche anni Settanta, BeatleStory diventa così un ritratto fedele alla band più influente della storia della musica, unendo la storia dei Fab Four, alla Storia di un epoca. Lo spettacolo creato da questo gruppo di ragazzi, segue alle esperienze internazionali con il musical “Let it Be” a Broadway e ai tanti live con gli Apple Pies. Più di un revival, come ci spiega in questa intervista in anteprima Roberto Angelelli, perché l'influenza dei Beatles sulla musica contemporanea è ancora forte, soprattutto nella scena rock britannica.

Rievocare la storia dei Beatles è un'operazione 'nostalgia', oppure la ricerca di una nuova atmosfera 'beat' di speranza e di rilancio della musica rock?

"Ricerca delle origini e revival si rincorrono in questo progetto. Se pensiamo che ad ogni fenomeno pop rock di dimensioni mondiali si fa sempre riferimento ai Beatles come termine di paragone ci si accorge dell'importanza che ancora dopo cinquant'anni ha questa band. Celebrarla raccontando la loro storia nel modo più fedele possibile è il nostro intento".

Senza i Beatles non ci sarebbe stato tutto quello che è venuto dopo: Rolling Stones, Pink Floyd, Genesis, Rock progressive e persino la discomusic: è così?
"Può essere vero, anche se la moda non nasce mai da un momento all'altro e per merito di una sola persona o gruppo. Sicuramente però i Beatles sono riusciti a catalizzare l'atmosfera di un'Inghilterra che guardava all'America e ad arrivare per primi ad intuire e a realizzare moltissime idee, canzoni, arrangiamenti, stili, testi, sonorità e modi di produrre musica, dando il La a tutti quelli che sono venuti dopo".

L'avvento del 4 ragazzi di Liverpool fu il fenomeno che riuscì a sprovincializzare anche la musica italiana?

"Negli anni sessanta, da un punto di vista artistico-culturale l'Italia si dimostrava in parte  aperta alle influenze della musica anglofona, ma al contempo prediligeva ed esibiva i suoi prodotti esportati con successo nel resto del mondo, quali: Gianni Morandi, Domenica Modugno, Adriano Celentano e Mina, cercando di frenare l'invasione discografica straniera.
A conferma di questa tendenza nonostante il fenomeno dei Beatles avesse già raggiunto gli apici nelle classifiche mondiali, i mass media sottovalutarono tutti i concerti Italiani dei Beatles a tal punto che non ne esiste testimonianza video ufficiale".

Riuscire a varcare le Alpi per affermarsi in Europa è ancora così difficile per le rock band italiane?
"Diciamo che è sicuramente migliorata la situazione rispetto ad alcuni anni fa;  soprattutto per i gruppi italiani, che scrivono le loro canzoni in inglese e che appartengono a un genere puramente rock, come ad esempio i Lacuna Coil, è possibile raggiungere un certo successo internazionale. La stragrande maggioranza dei gruppi italiani però rimane purtroppo relegata al mercato locale, con tutti i problemi che il mondo musicale italiano porta con sè".

L'influenza del rock britannico dei Beatles può, oggi, tornare utile per riuscire a trovare un nuovo rock-style tipicamente europeo, capace di imporsi anche al di là dell'Atlantico?
"Sicuramente l'influenza dei Beatles è ancora forte, soprattutto nella scena rock britannica e non solo. Negli ultimi 10 anni alcune band come Oasis, Kasabian, Kula Shaker sono riuscite a creare un sound innovativo che però strizza l'occhio alla tradizione, riuscendo ad accattivarsi un largo consenso oltreoceano. Quando una band riesce a miscelare il vecchio sound britannico aggiungendo un pizzico di modernità è quasi sempre un esperimento ben riuscito. Forse vorrà dire qualcosa, no?"

BeatleStory_Piper_29gennaio2015.jpgBeatleStory
al Piper Club di Roma
Via Tagliamento 9

il 29 gennaio 2015
Ore 21.15

Biglietti: 15€ + d.p.Prevendite su TicketOne, Box Office Lazio, Ciao Tickets.

Info: www.thebeatlestory.com


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale