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10 Agosto 2020

Brando Madonia: "Sono cresciuto a pane e musica"

di Iulia Greco
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Brando Madonia: "Sono cresciuto a pane e musica"

Secondo il giovane musicista catanese, anche sul versante musicale siamo in un’era ‘usa e getta’, in cui i contenuti nelle canzoni scaseggiano, mentre invece dovremmo tornare a evidenziarli senza rimozioni o fughe dalla realtà, per quanto difficile essa sia

Brando Madonia nasce a Catania nel 1990. Un momento in cui la città siciliana, contesa tra il mare e l’Etna, rinasce letteralmente grazie a un fermento artistico che la portò a essere ribattezzata la 'Seattle italiana'. Il giovane Madonia, figlio di Luca Madonia, voce e ‘frontman’ dei Denovo, sin dai sui primi vagiti respira l'atmosfera della musica e cresce assaporando le sonorità di una terra in costante evoluzione, entrando in contatto con le più svariate sfaccettature dell'arte musicale. Nel 2006 fonda il suo primo gruppo, suonando cover di artisti internazionali e brani inediti in inglese. Dopo aver dato vita a diverse formazioni, nel 2012, insieme a due amici, decide di creare la band dei 'Bidiel', dalle iniziali dei nomi dei due componenti, con cui prese parte a un'edizione di Sanremo Giovani. Grazie a quell’esperienza, Brando si affaccia sul mondo musicale nazionale e, con i Bidiel, registra due album, cominciando a misurarsi con un tour italiano e la partecipazione a numerosi festival. Il suo percorso musicale, intrapreso durante gli anni di studio, trova oggi espressione in un nuovo progetto discografico per la prima volta da solista, con l'etichetta discografica indipendente ‘Narciso Records’, fondata nel 2002 da Carmen Consoli. Dopo aver pubblicato il suo brano di debutto, intitolato 'I pesci non invecchiano mai', lo scorso 8 maggio, Brando Madonia ha pubblicato un secondo brano, dal titolo 'La festa', uscito in radio e in digitale il 3 luglio scorso. Lo abbiamo incontrato per sapere da lui cosa vuol fare ‘da grande’ e avere anche qualche ‘lume’ in più sulle sue canzoni, i suoi videoclip e il suo percorso professionale.

Brando Madonia, partiamo dal tuo nuovo singolo: ‘La festa’: che significato ha per te? Cosa hai voluto raccontare tra le righe del testo?
“La 'Festa' parla dell’alienazione, del bisogno forzato di doversi divertire per forza. Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi in un contesto che non ci appartiene. In realtà, basterebbe scegliere di fare le cose che ci fanno stare bene”.


E del tuo videoclip? Cosa ci puoi raccontare?
“Nel video, cerco questa ‘’festa’ invano, quasi come se fosse nella mia testa, ma non riesco mai a raggiungerla. Nel viaggio incontro personaggi singolari e ironici”.

A livello musicale, quali sonorità hai voluto abbracciare?
“Abbiamo fatto un lavoro molto accurato nella produzione e nella ricerca dei suoni. Adoro stare in studio e credo sia molto importante, perché finalizza il lavoro. Mi piacciono i suoni veri, mescolati a sonorità moderne”.

Ti assoceresti pienamente, a livello timbrico-stilistico, alla nostra amata Carmen Consoli, fondatrice dell'etichetta discografica indipendente ‘Narciso Records’ e madrina del tuo nuovo progetto discografico?
“Carmen è stata meravigliosa. E lavorare con lei è stato bellissimo: mi ha insegnato tante cose, che non dimenticherò mai. Musicalmente, è inutile aggiungere altro: per me è stato un onore”.
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Quali riferimenti hanno accompagnato e influenzato il tuo percorso?
“Ho sempre ascoltato tanta musica, di generi diversi. Mi piace prendere il meglio dove possibile. Ho tanti punti di riferimento, che porto sempre con me”.

In un momento storico in cui i messaggi nelle canzoni scarseggiano, c’è ancora spazio per i contenuti, secondo te?
“Assolutamente si: siamo in un era abbastanza ‘usa e getta’, ma ciò non vuol dire che non si possano sottolineare alcuni contenuti. Anzi, dovrebbero essere ancor più in evidenza”.

Facciamo un salto indietro nel tempo: quando e come ti sei avvicinato alla musica?
“Fin da ragazzino ascoltavo tanta musica e sono cresciuto con gli strumenti musicali in casa. Crescendo, è cresciuta con me anche la passione per la musica e ho iniziato a scrivere le prime canzoni”.

Essere ‘figlio d’arte’ ha in qualche modo influenzato il tuo percorso artistico?
“Sicuramente, anche se in maniera inconscia, mio padre mi ha trasmesso la sua passione per la musica, ma non mi ha mai spinto: sono sempre stato libero delle mie scelte”.

Dopo il debutto con i ‘Bidiet’ a Sanremo Giovani, due album, un tour italiano e svariati festival: perché hai deciso di intraprendere un nuovo progetto discografico da solista?
“Non ho deciso io di sciogliere il gruppo: purtroppo queste cose capitano. Ho voluto continuare, insieme a mio fratello Mattia, a scrivere canzoni e a fare musica. E così ho fatto”.

Con quale spirito ti affacci al mercato e come valuti l’attuale settore discografico?
“Sono cambiate tante cose. E continuano a cambiare. Tuttavia, non voglio pensare troppo al futuro. Preferisco concentrarmi sui miei prossimi lavori e dare il massimo: quello che succede succede”.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali o, eventualmente, i tuoi sogni nel cassetto?
“Spero di poter fare musica per tutta la vita; questo è il mio sogno”.

Per concludere, dove e a chi desideri arrivare con la tua musica?
“Non cerco un pubblico specifico: saranno le persone ad avvicinarsi alla mia musica, se lo vorranno”.

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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