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24 Gennaio 2022

Dario Cuomo: "Il mio nuovo singolo è dedicato al sapore dolce-amaro dell'amore"

di Iulia Greco
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Dario Cuomo: "Il mio nuovo singolo è dedicato al sapore dolce-amaro dell'amore"

Dal 25 novembre scorso, è disponibile su tutte le piattaforme digitali ‘Il tuo sapore’, il nuovo singolo di Dario Cuomo - con la produzione artistica del chitarrista flamenco Alex D’Alessandro - per l’etichetta Italian Music Records (etichetta del Magic&Unique Group con sede a Los Angeles e a Londra) del pluripremiato compositore italiano di fama internazionale, Louis Siciliano

La forza delle immagini e delle parole sono le assolute protagoniste de ‘Il tuo sapore’: la ‘ballad’ scanzonata e a tratti malinconica di Dario Cuomo, che – per evocazioni e sensazioni – fa immergere l’ascoltatore in paesaggi marini ed estivi, complice anche il tappeto sonoro puro e volutamente 'minimal' in cui la chitarra sembra reggere le redini delle armonie e della voce del cantautore. Ecco, pertanto, la nostra intervista a Dario Cuomo.

Dario Cuomo, ‘Il tuo sapore’ è il tuo nuovo singolo: come si mescolano amarezza e dolcezza in questo brano?
“Quando scrivo una canzone parto molto spesso, come anche in questo caso, dalla musica. Armato di chitarra, inizio a ‘strimpellare’ alla ricerca di una sonorità, di una melodia che possa smuovere qualcosa dentro di me. E così iniziano a riaffiorare ricordi, sensazioni e stati d’animo che, come per magia, iniziano a trasformarsi in musica.  Con ‘Il tuo sapore’ ho voluto mettere in gioco sensazioni ed emozioni passate di un amore troppo giovane per resistere alle intemperie del tempo. Volevo parlare di un amore fragile, capace di ‘rompersi’ al primo tumulto, ma più per mancanza di maturità che di affetto. Un amore ‘amaro’, insomma, caDario_Cuomo_in_studio.jpgotico e turbolento nei suoi timori e nelle sue gelosie, ma anche incredibilmente dolce e pieno di passione. Ma proprio questa ambivalenza ‘dolce-amaro’ mi ha dato, in seguito, l’ispirazione per il titolo del brano”.

Come sei ent
rato nel ‘roaster’ di Italian Music Records?
“Da poco più di un mese, avevo pubblicato, in maniera del tutto indipendente, il mio terzo singolo: ‘Quel che resta di te’. Alex D’Alessandro, chitarrista flamenco e produttore, ascoltandolo ha deciso di scrivermi, per complimentarsi. Da quella piacevolissima chiacchierata è nata, in un baleno, una vera e propria ‘simbiosi artistica’. Durante i mesi successivi, abbiamo continuato a scambiarci idee, consigli, e le nostre aspirazioni artistiche convergevano così tanto che la nostra collaborazione non poteva che esserne una diretta conseguenza. Una volta completato ‘Il tuo sapore’, Alex lo ha fatto ascoltare un po' in giro e, pochi giorni più tardi, ho avuto il piacere e l’onore di ricevere una telefonata dal Maestro Louis Siciliano in persona. Per me è stato un qualcosa di indescrivibile. Da quella telefonata, è cominciato tutto”.

Cosa ritroviamo della capitale nelle tue composizioni?

“Roma mi ha insegnato il valore assoluto della bellezza e mi ha spinto a scrivere per cercarla anche nella musica. Roma è da sempre la mia fonte di ispirazione: basta fare un giro tra le piazze e gli stretti vicoli del centro, per trovare spunti impensabili, storie che aspettano solo di essere raccontate. Tutto ti parla: le mura millenarie hanno una voce; i ‘nasoni’ un’altra. Ogni singolo elemento di Roma ha una sua voce. Io, semplicemente, non faccio altro che lasciarmi trasportare dal loro insieme per poi cercare di tradurle in musica”.

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato di più, fino a oggi?

“Tra i modelli di riferimento per la mia musica, non posso non citare il duo Battisti-Mogol, con cui sono praticamente cresciuto. Credo che ‘Il nostro caro angelo’ e ‘Anima Latina’ siano, in assoluto, gli album che ho ascoltato e amato di più nella mia vita. La ricercatezza delle parole, la delicatezza con cui tendevano a descrivere le situazioni e le relazioni più complesse, la peculiarità e la forza delle immagini che venivano a crearsi dalla loro penna, sono sin da subito divenute la cifra caratteristica su cui ho poi basato la mia ‘poetica’. Ci sono, però, anche molti artisti che hanno influito profondamente nella mia musica. Come, per esempio, Fabrizio De Andrè: spettacolare nel suo modo di raccontare storie; il mitico Vasco Rossi, di cui ho sempre ammirato la spontaneità; Samuele Bersani, che a mio parere è dotato di una profondità ineguagliabile. Seguo, inoltre, alcuni autori più ‘contemporanei’, come Calcutta, Gazzelle e Madame: autori, prima che interpreti”.

Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici?
“Con il mio straordinario ‘team’ siamo già all’opera per l’uscita del prossimo singolo, che non tarderà ad arrivare e, in più, stiamo organizzando al meglio un tour nei locali romani che inizierà con il nuovo anno, ormai alle porte”.

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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