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21 Gennaio 2022

Ensamble: quando il jazz diventa occasione d'incontro tra generazioni

di Iulia Greco
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Ensamble: quando il jazz diventa occasione d'incontro tra generazioni

Il nuovo disco di Vittorio Cuculo con il grande Gegè Munari è una vera aggregazione tra stili, esperienze e rielaborazioni di altissimo livello nell'alveo di un genere ormai sinonimo di musica 'alta', di gran classe, ricca di virtuosismi e improvvisazioni geniali

E' intitolato 'Ensemble', il nuovo disco firmato Vittorio Cuculo Quartet incontra i sassofoni della Filarmonica sabina 'Foronovana'. Disponibile già in questi gironi sui principali digital stores e in copia fisica, l'album è stato prodotto dall’etichetta Wow Records di Felice Tazzini e Francesco Pierotti. In questa raccolta di brani, insieme al sassofonista Vittorio Cuculo (sax alto, sax soprano in Misty), compongono la sezione ritmica Danilo Blaiotta, pianista di talento della nuova generazione, Enrico Mianulli, contrabbassista di notevole esperienza e solidità ritmica e, dulcis in fundo, una vera e propria leggenda vivente della batteria jazz nazionale e internazionale: Gegè Munari. ll batterista campano non ha bisogno di presentazioni. Basti pensare che ha calcato moltissimi palchi al fianco di autentiche icone sacre della storia del jazz (e non solo) come Gato Barbieri, Chet Baker, Dexter Gordon, Astor Piazzolla, Johnny Griffin, solo per citarne alcuni. Ad arricchire questo intrigante quartetto, la talentuosa cantante Lucia Filaci (in Brava); l’ottimo chitarrista e arrangiatore Roberto Spadoni (in Io non ridevo, Fuga di notizie e Bye-Ya); il brillante percussionista Dimitri Fabrizi (marimba in Misty) e i sassofonVittorio_Coculo_2.jpgi della Filarmonica sabina 'Foronovana', coeso ensemble di fiati che apporta il suo significativo contributo sonoro al Cd. La tracklist è formata da nove brani, di cui Donna Lee (Charlie Parker, con arrangiamento di Riccardo Nebbiosi), Misty (Errol Garner, altro arrangiamento di Riccardo Nebbiosi), Brava (Bruno Canfora, arrangiamento anch'esso di Riccardo Nebbiosi), My Funny Valentine (Richards Rodgers-Lorenz Hart, per l'arrangiamento di Massimo Valentini anche della live version), Caravan (Juan Tizol-Duke Ellington, con l'arrangiamento di Mario Corvini), Bye-Ya (Thelonious Monk, arrangiamento di Roberto Spadoni) sono famosi e importanti standard appartenenti alla tradizione jazzistica (eccezion fatta per Brava), mentre Io non ridevo e Fuga di notizie sono composizioni originali figlie della fervida creatività di Spadoni. Insomma, 'Ensemble' è un disco ancorato alla tradizione del jazz, ma al tempo stesso è concepito con l’intenzione di far emergere lo spirito di aggregazione fra tutti i musicisti. Arricchito dall’incontro tra generazioni e personalità diverse, tutto il materiale musicale trova continuità e amalgama nelle sonorità proposte dal sax del leader del quartetto. Inoltre, 'Ensemble' è impreziosito dalle note di copertina scritte da due giganti del jazz come Stefano Di Battista e Paolo Fresu, nonché dalle liner notes autografate da Eugenio Rubei, patron dello storico jazz club 'Alexander Platz'. Lo stesso Vittorio Cuculo in persona così si esprime su questo suo nuovo progetto discografico: "Caratterizzato da uno spirito di incontro, Ensemble rappresenta un’idea di aggregazione fra generazioni diverse ed esperienze differenti, generi e stili musicali anch’essi diversi, mettendo in risalto la dimensione del 'Noi', importantissima nel fare musica, perché ci unisce, ci consente di stare insieme. E oggi, come non mai, questo è di vitale importanza. Inoltre, trattandosi del mio secondo CD (il mio primo è Between), il lavoro comprende un’orchestrazione per strumenti a fiato, dunque testimonia la voglia di condividere il percorso discografico con altri musicisti che suonano il mio stesso strumento. In sostanza, Ensemble è l’idea che il senso dell’appartenenza a un organismo più grande, in questo caso il jazz, debba essere recuperato e rinvigorito, donandogli acqua e linfa, così come si fa con una pianta, per farla crescere bella e robusta".

Biografia
In possesso di una grande padronanza strumentale, agilità di fraseggio, cantabilità ed estro, nonché profondo conoscitore del linguaggio bebop, Vittorio Cuculo è più che una promessa del sassofono jazz italiano. Il suo percorso di studi è ricco di borse di studio (compresa quella prestigiosissima della “Berklee College of Music” di Boston) e numerosi titoli come, ad esempio, il diploma di laurea presso la “Siena Jazz University” e quella al “Biennio Jazz” presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma con il massimo dei voti, ma fa anche incetta di premi e riconoscimenti come, fra i tanti,  il premio per solisti del “Concorso Randazzo”, il secondo posto al “Premio Internazionale Massimo Urbani” per “Solisti Jazz”, il premio come “Miglior Solista Strumentale” al concorso internazionale “Johnny Răducanu”, lo “European Jazz Award 2020” assegnatogli dal “Tuscia in Jazz Festival”, fino al recentissimo primo premio (ex aequo) ottenuto al “Concorso Nazionale Chicco Bettinardi – Nuovi Talenti del Jazz Italiano” nella “Sezione Solisti”. Nonostante i suoi 27 anni, il sassofonista romano ha già condiviso il palco insieme a svariati nomi altisonanti del jazz italiano e internazionale, sia in contesti orchestrali che in formazioni ridotte, tra i quali: Bob Franceschini, Mark Sherman, Jesse Davis, Javier Girotto, Gegè Munari, Stefano Di Battista, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Enrico Intra, Marcello Rosa, Paolo Damiani, Massimo Nunzi, Maurizio Giammarco, Mario Corvini, Claudio Corvini, Maurizio Urbani, Emanuele Urso, Adriano Urso, Roberto Spadoni, Danilo Blaiotta, Enrico Mianulli, Greta Panettieri. Oltre a esibirsi in tutta Italia, sia nei famosi club che nei festival di prestigio, il suo talento è stato apprezzato pure fuori dai confini nazionali, in nazioni quali Polonia, Belgio, Francia, Russia, Germania, Romania. Diverse anche le sue esperienze mediatiche di una certa rilevanza, come Webnotte (Repubblica TV) e Rai Radio 3.

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