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1 Ottobre 2020

Fantasia pura italiana: istruzioni per un viaggio scomodo

di Michele Di Muro - mdimuro@periodicoitalianomagazine.it
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Fantasia pura italiana: istruzioni per un viaggio scomodo

Conosciuto al grande pubblico per la fortunata partecipazione alla pasata edizione del programma televisivo ‘Italia’s got talent’, il sestetto toscano torna con un disco di tredici canzoni (più tre intermezzi) concepite secondo un ampio spettro di stilemi musicali, tra l’ironico e il riflessivo

Nel nuovo lavoro, la band pratese si mostra abile nel muoversi agilmente e con buona disinvoltura in un vasto campionario di soluzioni compositive, che attingono di volta in volta al folk, allo ska-punk, al soul, alla musica sudamericana quanto al rock e alla canzone d’autore. Un viaggio, per l’appunto, che testimonia la tendenza alla sperimentazione, alla ricerca di strade sempre nuove. Emerge così un linguaggio che è debitore tanto verso la tradizione locale (Shibaliba), quanto in relazione a influssi derivanti da contesti musicali lontani (Ojos azules e Boboti boboti). Una voglia di giocare e di mettersi in gioco ben sintetizzata dalla 'fantozziana' bicicletta che campeggia sulla copertina. Quel fare teatrale, dal forte impatto live, che caratterizzava il disco di debutto ‘Buon appetito’, uscito nel 2015 per Maciste dischi, è qui ancora presente come elemento distintivo, ma viene in qualche modo mitigato, o forse più correttamente arricchito, tramite l’approdo verso sonorità contemporanee, o mediante una maggior adesione ai canoni della ‘forma-canzone’. Tale evoluzione si spiega anche in virtù del lavoro svolto da parte di Riccardo Onori, chitarrista di Jovanotti e, prima ancora, dei Dirotta su Cuba, che troviamo qui in veste di produttore. 'Istruzioni per un viaggio scomodo' è un disco eclettico, ricco di influenze e di riferimenti culturali (il brano 'La sorte' è ispirato al film 'Caruso Pascoski di padre polacco' di Francesco Nuti), laddove la 'title-track' rimanda al cantato in forma di scioglilingua di Giovanni Gulino dei ‘Marta sui tubi’, altrove (Ojos Azules o Il cellulare) i riferimenti vanno ricercati nel vasto campionario latino, filtrato da personalità quali Paolo Conte, Tonino Cartone o i Modena City Ramblers. Sorprende il brano 'Shibaliba': una canzone strettamente legata al momento attuale, dichiaratamente ispirata alle produzioni del belga Stromae. L’atteggiamento ironico che caratterizza la scrittura non è fine a sé stesso, ma vuol suggerire spunti di riflessioni sulla società contemporanea (Il cellulare) o sul dramma dei migranti (Boboti boboti). Brani come ‘Il bimbo e le stelle’ sono dimostrazione della volontà di superare i confini tra i generi, misurandosi con soluzioni compositive più variegate. Quest’ultima canzone, assieme a ‘Ninna nanna al mostro’, risultano essere gli episodi più riusciti del disco. La componente sonora vagamente retrò e gli arrangiamenti orchestrali, uniti all’elemento cantautorale e melodico d’impatto, contribuiscono alla formazione di uno stile unico e distintivo, piuttosto particolare. E’ questo un lavoro che certamente non manca di ‘picchi d’interesse’ e rimane una bella prova di coraggio. All’ascolto prolungato emerge, tuttavia, l’impressione che questa eterogeneità musicale, così ossessivamente sperimentata, vada in fondo a scapito di una ‘compattezza’, musicale quanto autoriale, che si ritiene avrebbe portato questo lavoro a un livello ancora maggiore.

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NELLA FOTO: IL SESTETTO PRATESE DEI FANTASIA PURA ITALIANA

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