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13 Dicembre 2017

Il nuovo doppio album di Roberta di Mario

di Silvia Mattina
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Il nuovo doppio album di Roberta di Mario

La "leggerezza di qualità" è la risposta della musicista, pianista e cantautrice parmense alle 'meteore' dei 'Talent-show'

Originaria di Parma, Roberta di Mario è una musicista poliedrica e le tante facce musicali sono ben delineate nel suo cantautorato raffinato e ricercato: "tutti mi dicono in realtà la tua cifra distintiva è il fatto di non avere uno stile ma più stili...". Questa versatilità le permette di non essere etichettata o relegata ad artista di nicchia come dimostra l'ascolto del doppio album "Songs" e "Walk on the Piano Side", questi due progetti artistici rappresentano la sfida alla catalogazione e alla standardizzazione operata dai media (Talent Show e radio). Diplomata in Pianoforte al conservatorio di Parma, Roberta inizia molto presto la sua carriera con l'attività concertistica, grazie alla quale riesce ad esprimere il suo talento e a conoscere personalità importanti del mondo della musica italiana, quale il Maestro Pietro Cantarelli (Produttore e Direttore artistico di Ivano Fossati). Gino Paoli, Ornella Vanoni, Paolo Conte sono alcuni dei nomi italiani affini musicalmente a questa artista quarantaduenne; una sonorità che la allontana dal pop leggero di alcune cantanti italiane, fra tutte Laura Pausini, e non fa che avvicinarla invece ad artiste del calibro di Norah Jones: "una leggerezza con dentro la qualità non è così semplice da realizzare, però quando succede arriva e resta per sempre". Nell'ipod di Roberta di Mario la scelta dei brani non è mai banale, l'importante è spaziare e ampliare i propri orizzonti, dalla musica classica a quella francese fino ad arrivare allo sperimentatore per eccellenza, Jovanotti.
Roberta di Mario è interprete di quella parte della musica italiana che ripudia l'appiattimento della rotazione musicale delle radio in favore di una contaminazione svincolata dalle logiche di marketing dei tanti Talent show e delle istituzioni musicali.

Roberta Di Mario, tu sei una pianista e cantautrice amata dalla critica per l’eleganza del tuo stile: sei certa che puntare sulla qualità e sulla professionalità – a discapito di una certa 'commerciabilità – sia la strada giusta per affermarsi in questo Paese, decisamente ‘strano’ o quanto meno misterioso nel decretare il successo di un artista qualsiasi? 
"Certo si, io penso che la qualità e la professionalità ripaghino sempre alla lunga. Ci progetti che hanno successo attraverso i talent show. Qualcuno anche di spessore e di qualità, però poi quest'ultima deve persistere. Io credo che i giovani talenti, chiamiamoli così, che arrivano un po' come meteore in un mondo  continuamente sollecitato dalla tecnologia, dal new entry, non hanno la possibilità di potersi esprimere e restare in quell'espressione perchè c'è sempre qualcosa di nuovo che arriva. Nel tempo la qualità e la professionalità consolidano il tuo percorso, perchè hai ricercato, ti sei sacrificato e hai voluto fortemente questa cosa, e il successo magari non è arrivato subito, ma quando c'è un'affermazione nel mondo significa che te la sei talmente tanto guadagnata e conquistata che resta per forza. Ci si identifica sempre in quello che si fa, io almeno non riuscirei a non identificarmi nella qualità rispetto a chi sono io, o a fare qualcosa di estremamente leggero perchè non è nelle mie corde, mi piacerebbe scrivere una canzone con tre parole e due note, due accordi, questo non vuol dire che non possa diventare un grande successo, però la leggerezza così immediata del "super pop" non mi viene. Faccio quello che sento e sono. Ciò che voglio sia reso fruibile è importante che coincida con me. Quando non accadrà più, mi metterò a fare dell'altro”.

Ti senti un’artista di ‘nicchia’, come si dice in certi casi, destinata a essere ascoltata soprattutto dalle élites intellettuali, oppure ritieni sia giusto, anche nel campo musicale, cercare una via di compromesso tra cultura musicale ‘alta’ e cultura ‘pop’?
"Io credo di si, c'è bisogno di questo mix affinchè la musica arrivi a tutti, io la chiamo "una leggerezza di qualità", nel senso che è un tipo di leggerezza che arriva subito e rimane pregna di musica. Penso che sia questo il compromesso. 
In questo senso non mi ritengo di nicchia, infatti, il doppio album "Songs" e "Walk on the Piano Side", costituisce una sfida perchè ha un cd di canzoni e un cd di pezzi al piano. I pezzi strumentali sono molto orecchiabili e  lo stesso per le canzoni. È ovvio che magari invece di cantarle sotto la doccia, è meglio ascoltarle in macchina nel silenzio, perchè bisogna prestare più attenzioni alle parole che non sono proprio banalissime. Però la melodia arriva perchè è molto da pop italiano raffinato. Ci sono le sonorità di Ornella Vanoni, di Sergio Cammariere, ma anche la leggerezza di Laura Pausini. Perciò io penso che la formula è un lavoro del tutto personale, un giusto compromesso  fra leggerezza ed elementi musicali di qualità, che non è così semplice da realizzare. Però quando ci si riesce fa la differenza”.

Quali sono stati - o quali sono ancora oggi - i tuoi riferimenti artistici? A chi ti senti particolarmente legata tra gli autori del passato?
“Io provengo dalla musica classica, mi sono diplomata in pianoforte ho fatto proprio tutti i percorsi classici. Sono affezionatissima a Bach, Chopin e Debussy, che rappresentano tre mondi diversi: armonico, romantico e impressionismo. Sono un po' le sonorità che io metto nei miei pezzi di piano. Poi c'è  anche una sterzata nella musica strumentale e pianistica contemporanea. Per quanto riguarda la canzone, ho sempre ascoltato Paoli, Vanoni, Conte, Cammariere, Concato, Norah Jones... Suoni e scrivi quello che hai ascoltato, perchè quelle sono le sonorità che ti porti dentro.  Tutti mi dicono “in realtà la tua cifra distintiva è il fatto di non avere uno stile ma più stili”. Non mi si riesce ad etichettare per uno stile particolare perchè ho mondi musicali diversi e quando metto le mani al piano, cerco di seguire il più possibile l'istinto”.

Il nostro è un Paese eccessivamente sensibile alle influenze musicali straniere, secondo te? Siamo troppo ‘esterofili’?
“Trovo che seguire gli input musicali al di fuori dell'Italia sia più che positivo. Ma non riscontro lo stesso interesse per la canzone d'autore italiana. Io ascolto un tipo di musica che non è quella che esce oggi dai talent perché non mi identifico in essa. Il problema è che nelle 24 ore di programmazione delle radio c’è molto spazio per tutto ciò che arriva dai vari X- Factor, The Voice, e dalle grandi produzioni discografiche internazinali. Invece esiste un enorme sottobosco di produzioni indipendenti di buona qualità che fatica a farsi conoscere. Io amo in particolare la musica francese. Ma penso che si debba ascoltare veramente di tutto per capire poi la musica che piace di più, per prendere, emulare, incuriosirsi, sperimentare: Jovanotti è uno che fa così (viene dal mondo dei deejay).  Io lo stimo tantissimo perchè con il suo sperimentalismo e la contaminazione con tutto ciò che nasce all’estero, ha trasformato la sua musica”.

Non trovi, invece, che certe influenze esogene spesso entrino in forte contraddizione proprio con alcuni tradizionalismi melodici tipici della nostra cultura musicale?
“Io amo le contaminazioni e perciò non mi sono mai soffermata su questo punto. Probabilmente sì, ma si va anche avanti. La tradizione italiana nasce dal bel canto. Però come il mondo va avanti, e si evolve, anche la nostra tradizione necessita di sperimentazioni e contanimazioni, perchè la vera forza consiste nel mantenere il proprio io, di natura italiana, creando qualcosa di nuovo (anche legato all'estero). È una contaminazione necessaria, ma bisogna essere bravi a non perdere le proprie radici”. 

Dove sta andando la musica, secondo te?
“Veniamo da un momento di grande stallo. Una condizine di appiattimento dovuta anche a mancanza di risorse. Le canzoni sono sempre quelle la musica è sempre quella. Non ci sono sfumature, non ci sono colori. Io che sto nel mondo della musica sento proprio tanto fervore tra gli emergenti, tanta voglia di fare e di scoprire nuove cose. Ma da lì in qualche modo ci stiamo muovendo. C’è tanto fervore tra gli emergenti, tanta voglia di fare e di scoprire nuove cose. C'è una parte di musicisti che ancora credono nella musica autentica, fatta dal vivo, è   una musica che pulsa davvero. Ma in questo paese si fa un po' fatica a emergere in tutti i settori e nella cultura e nella musica è fatichissima. 


ROBERTA DI MARIO - Ha imparato a suonare il pianoforte a cinque anni, prima ancora di saper leggere e scrivere. Roberta Di Mario, parmense classe 1972, ha fatto della musica la sua vita e del piano il suo compagno di viaggio. Con gli anni ha unito il pianismo alla canzone. Inizia giovanissima l’attività concertistica vincendo concorsi nazionali ed internazionali sempre con eccellenti consensi e risultati. Il suo desiderio però è di ampliare lo sguardo verso una musica di più ampio respiro, così si avvicina al teatro e al musical. Segue la tournée della compagnia di Sergio Fantoni nel “Lungo pranzo di Natale”, attraversando con grande successo l’Italia e crea un nuovo pianismo negli spettacoli da lei scritti, diretti e interpretati dove musica e immagine si completano e si arricchiscono (C’era una volta il musical, Favola, Il Canto della Luna, In una notte di strana follia, Incontrando Amore, Il Quarto Pedale-Oltre la musica). Il suo debutto come cantautrice è tra i finalisti di Castrocaro 2006. Da quell’istante il piano e la canzone crescono di pari passo. Nel settembre 2010, Roberta debutta con il suo primo progetto discografico che unisce la canzone al pianismo contemporaneo, sua prima formazione. “Tra il Tempo e la Distanza”. L’album, edito dall’etichetta romana Alfa Music (nella nuova sezione Pop & Roll) raccoglie melodie, canzoni ed alcuni brani pianistici che sfuggono a una precisa definizione. Autrice dei testi e delle musiche, interprete inoltre dei suoi brani di piano con cui bacia ed accarezza le note, vivace nella creatività, arguta e singolare nei testi, melodica, semplice e sobria nei suoi passaggi musicali come nella vita. A marzo 2014, con l'uscita del doppio album "Songs" e "Walk on the Piano Side", Roberta si conferma sulla scena della canzone d’autore con passionalità ed eleganza.


Roberta Di Mario - Lo stato delle cose 


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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