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28 Ottobre 2020

Il sound degli anni zero

di Lucrezia Pallotta
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Il sound degli anni zero

Nella musica italiana qualcosa sta cambiando. È emersa una nuova scena, povera di mezzi e ricca di determinazione, refrattaria alle categorie e seguita da un pubblico trasversale. È questa la grande forza d’azione dei musicisti, oggi, secondo Andrea Scarabelli, autore di “Suonare il paese prima che cada”La nuova musica parte dal basso e funziona meglio di quel che viene concesso dall’alto, perché è la gente stessa a richiederlo. Così emerge nel mercato musicale italiano  una nuova scena, povera di mezzi e ricca di determinazione, refrattaria alle categorie e seguita da un pubblico trasversale. I musicisti che vi partecipano hanno attraversato il decennio senza tirare il fiato: intorno a loro crollavano palazzi e simboli, si aprivano crepacci in cui precipitavano certezze acquisite. Hanno visto sciogliersi lavoro e mercati, innalzarsi la soglia della povertà insieme al riscaldamento globale. Attaccato jack agli amplificatori mentre il cosiddetto primo mondo dichiarava una guerra dopo l’altra, suonato a tutto volume senza riuscire a sovrastare i focolai di risate televisive. Guidato per ore in furgone, attraversando la penisola alla faccia di presunte secessioni. E se anche l’Italia sta per crollare, questi artisti non si sono risparmiati. musica1.jpgNon hanno aspettato tempi migliori per evitare di sporcarsi le mani. Non si sono trasferiti all’estero. Hanno continuato, con ogni forza residua, a suonare il paese prima che cada.È questo il panorama descritto nel libro “Suonare il paese prima che cada – Musica dagli anni zero”,  edito da Agenzia X e a cura di Andrea Scarabelli che raccoglie scritti di alcuni protagonisti della scena “indie” italiana degli ultimi anni.Una realtà che ha ben poco a che fare con Sanremo o X-Factor e che ha tutto il sapore di vecchie cantine, buona musica e una passione che si rinnova di generazione in generazione alla ricerca di un riconoscimento proporzionale alla qualità che produce.


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