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2 Ottobre 2020

La vera musica non è nei talent show

di Silvia Pallaro
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La vera musica non è nei talent show

Un altro Festival di Sanremo si è concluso e, come ogni anno, spente le luci dei riflettori ben poco resta di ciò che dovrebbe essere la vera anima di questa manifestazione: la musica. Certo, il caro Roberto Vecchioni vincitore di quest'edizione non sarà dimenticato, come altri dei quali non si ricordano nomi, volti e canzoni. Sempre così è stato, in fondo, quando il vincitore aveva già un suo grande pubblico e un ampio repertorio di riferimento per gli italiani. Ma i veri protagonisti di Sanremo dovrebbero essere soprattutto i giovani cantanti, i nuovi talenti e la proposta di generi alternativi. Invece, anche per quei pochi privilegiati che hanno potuto salire sul palco dell'Ariston, quella che poteva essere la svolta si rivela nella realtà dei fatti un brevissimo istante di notorietà. Perché il mondo della musica non è facile, anche per chi ha talento, come ci racconta Jacopo Ratini, ventottenne cantautore romano, che al festival ha partecipato nel 2010 fra le nuove proposte con il brano “Su questa panchina”.

Jacopo, a soli 28 anni sei cantautore, scrittore di articoli, poesie, racconti brevi, organizzatore di eventi musicali/culturali per cantautori, ho tralasciato qualcosa?
Hai dimenticato che sono laureato in psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

Per cosa sei più portato?
Sicuramente per la scrittura in generale. Però anche come organizzatore di eventi  non me la cavo male.
Hai partecipato lo scorso anno al Festival di Sanremo con la canzone “Su questa Panchina”, cosa ti ha portato di buono?Una bellissima esperienza artistica e una fetta di pubblico e di visibilità più grandi.

Parteciperesti di nuovo al Festival?
Certo!!! 

Cosa ne pensi dei talent show?
Che sono delle vetrine che permettono un ampia e immediata visibilità, purtroppo a discapito di moltissimi bravi giovani artisti che non vengono presi in considerazione dalle case discografiche e non vengono proposti al pubblico. In questo modo molta buona musica, innovativa e originale non trova spazio. Per fortuna c’è il web che, seppur in piccolo, premia ancora chi fa musica seriamente e lavora sodo.

Ciò che propongono programmi quali X-factor o Amici secondo te è solo un modo per illudere i giovani oppure rappresenta una reale opportunità di inserimento nel mondo della musica?
Penso che i talent show servano alle aziende che li producono per guadagnare audience e soldi. I giovani che vi partecipano sono solo strumenti che vengo sfruttati e utilizzati.

Oggi vale di più il talento o il “personaggio” che si crea a tavolino?
Entrambe le componenti. Si ha così poco tempo a disposizione per apparire che in pochi istanti bisogna rimanere impressi al pubblico. L’arte è tutt’altra cosa…  

Dopo l'esperienza di Sanremo tu hai inciso il singolo “Ho fatto i soldi facili”. Che cosa hai voluto comunicare al tuo pubblico?
Ho  voluto sottolineare la smania delle persone di rincorrere il guadagno facile a tutti i costi e con ogni mezzo. Il tutto trattato con ironia.

Quante etichette discografiche ti hanno chiuso la porta in faccia prima di arrivare alla Universal?
Nessuna ha mai avuto il tempo e la voglia di ascoltare seriamente il mio lavoro. Poi, una volta che ho vinto sanremolab… sono tornati tutti a bussarmi alla porta.

Chi o cosa è la tua Musa Ispiratrice?
La vita quotidiana, i fatti di cronaca e le storie che leggo e le persone che incontro.

I tuoi prossimi progetti, oltre a essere impegnato a cantare nei vari locali d’Italia, quali sono?
Terminare di scrivere le canzoni del prossimo disco e le poesie della mia prima raccolta.

Secondo te oggi è più difficile fare carriera in Italia rispetto all'estero?
Emergere in maniera efficace e stabile è molto difficile in qualsiasi Paese. L’Italia, anche nella valorizzazione dei giovani talenti, continua imperterrita a rimanere indietro. E la cosa più disarmante è che a nessuna delle persone che sta ai vertici sembra interessare un reale cambiamento. Non c’è il coraggio e la voglia di investire sui nuovi talenti.    

Tre aggettivi che ti caratterizzano.
Creativo, ironico e “bipolare”: a volte troppo impulsivo, altre, troppo riflessivo.

Tre aggettivi che caratterizzano la tua musica.
Ironica, spontanea/sincera e riflessiva.

 


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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