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1 Ottobre 2020

Marirosa Fedele: un'artista dalla forte personalità

di Michele Di Muro - mdimuro@periodicoitalianomagazine.it
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Marirosa Fedele: un'artista dalla forte personalità

Secondo lavoro in studio per la cantante e chitarrista italo-brasiliana, classe 1988, nata a Serrinha Bahia, ma cresciuta in Campania: il nuovo Ep, prodotto da SemFim Creative, segue a tre anni di distanza il debutto con Burattino di asterischi (Terzo Millennio/Divinazione Milano)

Anticipato dal singolo ‘Fragile lacrima’, il nuovo lavoro di Marirosa Fedele è composto da cinque brani (l’ultima traccia è una versione in chiave jazz della title-track) cantati in lingua italiana e oscillanti tra musica latina, jazz, R&B, soul e pop. Dotata di una voce poderosa e calda, la Fedele si muove con disinvoltura all’interno di composizioni sviluppate a partire da mood diversi, nelle quali domina l’elemento sudamericano. L’autrice mostra di aver ben appreso la lezione dei capisaldi delle varie categorie ma, al tempo stesso, propone qui un suo stile personale, operando un’interessante fusione tra i generi che finiscono per convivere in maniera armonica. Il rischio, in lavori così debitori verso la tradizione, avrebbe potuto risiedere in una fedele adesione agli standard, aggravata da inutili orpelli e virtuosismi vocali. Un pericolo che Marirosa Fedele è riuscita a evitare attraverso l’adesione alla ‘forma-canzone’ e mediante una scrittura piuttosto solida. Non mancano certo i tecnicismi, vocali quanto armonici (si noti la progressione armonica di 'Sfioro un sé'), che ci paiono però espressione di un preciso gusto musicale e restano funzionali all’evoluzione interna delle tracce. I brani sono arrangiati con cura ed eseguiti in modo impeccabile. In alcune scelte sonore si evince la volontà di accostarsi alle tendenze dominanti in ambito ‘new soul’ di matrice americana. Dal punto di vista strettamente canoro, viene naturale il confronto con il repertorio italiano al femminile di matrice jazz (e affini) di Giorgia, Malika Ayane o Nina Zilli. Tuttavia, la ripresa di canoni più classicheggianti fa si che sia minore, rispetto alle produzioni di quest’ultime, l’accentuazione dell’elemento pop. Caratteristica che contribuisce a denotare la peculiarità di un’artista dalla forte personalità. Le canzoni, ruotanti attorno al tema del “racconto di un tempo immaginario”, rendono manifesta una tendenza alla ricerca di soluzioni compositive che, se non proprio originali e inedite, sono tutt’altro che scontate. E’ questo il segno di uno sforzo che, pur con qualche rigidità, è rivolto alla sperimentazione sulla parola e sulla sua relativa messa in metrica. ’Cuciti gli occhi’, insomma, è un lavoro apprezzabile e maturo. Per il futuro è auspicale un’evoluzione dal punto di vista sonoro, mentre margini di miglioramento sono possibili in relazione al linguaggio poetico, che potrebbe farsi ancor più accattivante e interessante. Morbido.

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NELLA FOTO: MARIROSA FEDELE


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