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16 Luglio 2019

Max Dmitrieff: un uomo fuori dal tempo

di Clelia Moscariello
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Max Dmitrieff:  un uomo fuori dal tempo

Il songwriter russo, censurato in patria,  inizia una vita nuova in Italia con il suo  primo EP da solista “A man out of age”. Perfino con un'ala spezzata – ci spiega – si può e si deve sognare, imparare a volare e guardare l'orizzonte. Questo è ciò che canto. I problemi e le circostanze della vita ci spezzano, ma non bisogna aver paura di dover ricominciare da zero

Il cantautore e compositore russo, Max Dmitrieff ha 38 anni e una storia di vita piuttosto appassionante, sicuramente interessante sotto vari profili. Proviene da una formazione classica, ha suonato il violino ed è stato autore di opere classiche e colonne sonore per il grande schermo e il teatro. Si esprime con un rock ricercato e testi interessanti. È stato protagonista negli anni ’90 della scena musicale nazionale e internazionale per 17 anni con la band russa: “Katherine’s Favorites”. Ma dal 2000 in poi, Max Dmitrieff, che generalmente canta in inglese, ha cominciato ad avere serie difficoltà a promuovere il proprio lavoro artistico in patria. Così, una volta sciolta la sua band, dal 2008 al 2010 decise di approdare in Italia con l’Italian Acoustic Solo Tours. Una scelta che alla lunga si è rivelata felice, tanto che oggi vive nel nostro paese. Il 15 marzo è uscito il suo primo EP da solista “A man out of age” (anticipato l'anno scorso dal singolo omonimo), registrato tra Torino e Los Angeles.Questo nuovo lavoro si avvale di preziose collaborazioni, tra le quali, citiamo quella con il grande Jivan Gasparyan, , 84 anni, suonatore di duduk (osannato dalla critica e premiato con il  “Grammy” ed il  “Golden Globe Awards” per la colonna sonora de “Il Gladiatore”), quella con lo studio di registrazione torinese Punto Rec Studios (uno dei migliori in tutta Europa) e la partecipazione della “Labirinto Strings Orchestra di Torino” diretta da Danilo Ballo e Fabio Gurian. L’album, masterizzato da “HotLine Mastering”, contiene le esperienze di vita di tutti i musicisti coinvolti, con una grande attenzione per gli arrangiamenti. Max Dmitrieff, definito un songwriter grazie alla cura particolare dei suoi testi, ammalia con il suo timbro di voce, particolare, riconoscibilissimo ed un po’ ruvido. Per lui la musica è “un giocattolo in grado di trasformarsi e di far cambiare umore alle persone nel giro di un secondo”. Lo abbiamo intervistato e dalla sua storia abbiamo tratto un messaggio positivo non solo per chi vuole fare musica, ma anche per tutti coloro che sono costretti a ripartire da zero. 

Salve Max,  ho letto la sua storia che mi ha appassionata molto, innanzitutto volevo chiederle che messaggio vuol dare con la sua musica, considerando la sua storia e le sue esperienze
"Prima o poi capita a tutti, ci si scorda perché siamo qui. I problemi e le circostanze della vita ci spezzano. Io credo che ciò che non ci uccide ci rende più forti. Per quanto mi riguarda, ho imparato bene la lezione: non bisogna aver paura di dover ricominciare da zero, un giorno. Voglio che la gente ami la propria età, per mostrargli quanto si migliori col tempo, quanto si diventa più belli e intelligenti. Perfino con un'ala spezzata, si può e si deve sognare, imparare a volare e guardare l'orizzonte. Questo è ciò che canto, ed è il motivo per cui sono un uomo fuori dal tempo”.
Cosa significa per un artista non potersi più esprimere nel proprio paese e doverlo lasciare per tale motivo?
"Per un vero musicista non ha alcuna importanza il luogo in cui vive. L'essenziale è non perdere il contatto con la musica, provare a fare un'istantanea di ciò che ti accade in un dato momento e attrae la tua attenzione e tramutarlo in musica. Per quanto mi riguarda, ho un gruppo molto affiatato che mi aiuta a non fissarmi sulle "piccolezze". Sto bene lontano dal mio paese. Dopotutto ci sono solo nato. Non appartengo a nessun posto del pianeta. In questo senso mi sento libero”.
Dal 2008 al 2010 ha attraversato l’Italia con l'Italian Acoustic Solo Tours, com’è stata questa esperienza?
"L'Italia è stato il primo paese pronto ad accogliere il mio tour acustico del 2009. Ho viaggiato in lungo e in largo per il paese, cercando di capire cosa si intende per 'mentalità italiana'. Mi viene da dire: 'molto particolare'. Alla fine ho capito che l'Italia è il posto dove voglio vivere, scrivere la mia musica, il luogo dove posso respirare liberamente. Sì, viaggiare per il tour mi ha molto aiutato, è stata una esperienza fantastica. E lo rifarò, per presentarvi il frutto del mio lavoro fatto vivendo qui. Starò molto in giro, lo prometto. Aspettate solo la lista dei concerti che si sta completando”.
Tra le sue collaborazioni eccellenti, nel nuovo album “A man out of age”, compare anche Jivan Gasparyan. Com’è stato collaborare con lui?
"Mettila come vuoi, suonare con un uomo di 84 anni è prima di tutto utile. Soprattutto quando si tratta di uno che ha lavorato con personaggi del calibro di Peter Gabriel, Bryan May, Hans Zimmerman, Bryan Eno, Annie Lennox e tutti glia altri, vincendo Grammy Awards e Golden Globe. Jivan è un vero uomo del mondo. Mi attendevo che il mio duduk "piangesse" ed è stato così. È grande e semplice, come la montagna. Ogni sua nota è impregnata di significato. Per come la vedo io,  il nostro duetto è il punto più alto della mia carriera, al momento”.
Che ricordo ha della sua band, i Katherine’s Favorites? Conserva ancora un rapporto con loro?
"Sì. Il chitarrista dei “Katherine's Favorites”, Dimitry Ragutjonok, (Tum) ha preso parte anche al mio nuovo progetto, abbiamo suonato insieme per vent'anni, non c'è bisogno di dire che siamo come fratelli. Tum è il miglior chitarrista del mondo! E' un dato di fatto. E non sono il solo a dirlo, credimi. Stiamo ancora imparando a sentire la musica l'uno dall'altro”.
La sua opinione sulla scena musicale russa? E su quella italiana?
"Non ho avuto il tempo d approfondire la situazione del mercato musicale italiano. Sono del tutto assorbito dal fare musica. Posso solo parlare delle persone con cui lavoro, Prima di tutto Ho uno staff incredibilmente professionale al Punto Rec Studio di Torino, che ora presenta il mio nuovo EP. Sono felice di lavorare con persone come Danilo Ballo (è il compositore di "Opera Seconda" dei "Pooh") e Fabio Gurian . Sono stato in contatto con la “The Labirinto Orchestra”, che ha preso parte al progetto. Gli italiani dello staff hanno fatto e faranno tutto il possibile per realizzare quello che abbiamo pianificato. Non posso invece dire nulla degli artisti italiani. Forse solo un aneddoto divertente: Sono arrivato in Italia e il primo anno tutti continuavano a dirmi che somiglio a Morgan,  forse perché ho i capelli lunghi uguali ai suoi. Però ho capito chi fosse Morgan solo dopo mesi!”.
L’arrangiamento di “A man out of age” ed i testi rivelano una grande cura, come ha sempre dimostrato del resto, questa volta però lei è senza la sua band, ha avuto un enorme coraggio, questa scelta l’ha cambiata e se sì come?
"Nuovo staff, nuova orchestra, tutto ciò rappresenta un grande cambiamento, spero per il meglio. Sono molto soddisfatto di ciò che ho prodotto”.
Come definirebbe il suo ultimo lavoro, ricco di collaborazioni, e già favorito dalla critica, “A man out of age”?
"Il modo migliore di partire in un paese dove nessuno aveva mai sentito parlare di me era presentarmi in tutto il mio potenziale di compositore musicale. 
Questo lavoro rende bene l'idea che la musica non ha confini né limiti. Dall'inizio del progetto sapevo esattamente cosa volevo o non volevo realizzare. Dovevo trovare le parole per spiegare il mio punto di vista a ogni singolo musicista. Di conseguenza, gli americani sono andati oltre i loro standard musicali, cercando di capire a fondo "nuove idee e stili musicali". E gli europei hanno imparato nuovamente a suonare a tempo con grande precisione, mentre gli arrangiatori degli strumenti a corda dovevano lavorare su "note irregolari" per l'orchestra. A dispetto della provenienza da stili e suoni molto lontani, i musicisti di ciascuna "scuola" suonano insieme come se lo avessero fatto da sempre. Dicono che questo sia un grande successo per me, in qualità di produttore!
La data di uscita del mio nuovo EP è il 15 marzo. Ma intendo far uscire l'intero album nei prossimi mesi, per cui continuiamo il lavoro con gli studi americani e italiano. Abbiamo un nuovo ufficio stampa in Italia, Artevox Musica, a Milano, che si occupa della promozione. Una volta messo insieme un buon pacchetto per la stampa e ottenuta la notorietà necessaria in Italia, cercheremo un'etichetta inglese e speriamo di firmare un contratto.
Inoltre stiamo lavorando al tour italiano di supporto per la nuova uscita che dovrebbe iniziare per la fine di Marzo, con l'esordio nella mia amata Torino. Per cui, al momento, siamo aperti a proposte da ogni agenzia di booking e management. Sarà un'uscita molto entusiasmante, promesso!”.

Salve Max,  ho letto la sua storia che mi ha appassionata molto, innanzitutto volevo chiederle che messaggio vuol dare con la sua musica, considerando la sua storia e le sue esperienze?
"Prima o poi capita a tutti, ci si scorda perché siamo qui. I problemi e le circostanze della vita ci spezzano. Io credo che ciò che non ci uccide ci rende più forti. Per quanto mi riguarda, ho imparato bene la lezione: non bisogna aver paura di dover ricominciare da zero, un giorno. Voglio che la gente ami la propria età, per mostrargli quanto si migliori col tempo, quanto si diventa più belli e intelligenti. Perfino con un'ala spezzata, si può e si deve sognare, imparare a volare e guardare l'orizzonte. Questo è ciò che canto, ed è il motivo per cui sono un uomo fuori dal tempo”.

Cosa significa per un artista non potersi più esprimere nel proprio paese e doverlo lasciare per tale motivo?
"Per un vero musicista non ha alcuna importanza il luogo in cui vive. L'essenziale è non perdere il contatto con la musica, provare a fare un'istantanea di ciò che ti accade in un dato momento e attrae la tua attenzione e tramutarlo in musica. Per quanto mi riguarda, ho un gruppo molto affiatato che mi aiuta a non fissarmi sulle "piccolezze". Sto bene lontano dal mio paese. Dopotutto ci sono solo nato. Non appartengo a nessun posto del pianeta. In questo senso mi sento libero”.

Dal 2008 al 2010 ha attraversato l’Italia con l'Italian Acoustic Solo Tours, com’è stata questa esperienza?
"L'Italia è stato il primo paese pronto ad accogliere il mio tour acustico del 2009. Ho viaggiato in lungo e in largo per il paese, cercando di capire cosa si intende per 'mentalità italiana'. Mi viene da dire: 'molto particolare'. Alla fine ho capito che l'Italia è il posto dove voglio vivere, scrivere la mia musica, il luogo dove posso respirare liberamente. Sì, viaggiare per il tour mi ha molto aiutato, è stata una esperienza fantastica. E lo rifarò, per presentarvi il frutto del mio lavoro fatto vivendo qui. Starò molto in giro, lo prometto. Aspettate solo la lista dei concerti che si sta completando”.

Tra le sue collaborazioni eccellenti, nel nuovo album “A man out of age”, compare anche Jivan Gasparyan. Com’è stato collaborare con lui?
"Mettila come vuoi, suonare con un uomo di 84 anni è prima di tutto utile. Soprattutto quando si tratta di uno che ha lavorato con personaggi del calibro di Peter Gabriel, Bryan May, Hans Zimmerman, Bryan Eno, Annie Lennox e tutti glia altri, vincendo Grammy Awards e Golden Globe. Jivan è un vero uomo del mondo. Mi attendevo che il mio duduk "piangesse" ed è stato così. È grande e semplice, come la montagna. Ogni sua nota è impregnata di significato. Per come la vedo io,  il nostro duetto è il punto più alto della mia carriera, al momento”.

Che ricordo ha della sua band, i Katherine’s Favorites? Conserva ancora un rapporto con loro?
"Sì. Il chitarrista dei Katherine's Favorites, Dimitry Ragutjonok, (Tum) ha preso parte anche al mio nuovo progetto, abbiamo suonato insieme per vent'anni, non c'è bisogno di dire che siamo come fratelli. Tum è il miglior chitarrista del mondo! E' un dato di fatto. E non sono il solo a dirlo, credimi. Stiamo ancora imparando a sentire la musica l'uno dall'altro”.

La sua opinione sulla scena musicale russa? E su quella italiana?
"Non ho avuto il tempo d approfondire la situazione del mercato musicale italiano. Sono del tutto assorbito dal fare musica. Posso solo parlare delle persone con cui lavoro, Prima di tutto Ho uno staff incredibilmente professionale al Punto Rec Studio di Torino, che ora presenta il mio nuovo EP. Sono felice di lavorare con persone come Danilo Ballo (è il compositore di Opera Seconda dei Pooh) e Fabio Gurian. Sono stato in contatto con la The Labirinto Orchestra, che ha preso parte al progetto. Gli italiani dello staff hanno fatto e faranno tutto il possibile per realizzare quello che abbiamo pianificato. Non posso invece dire nulla degli artisti italiani. Forse solo un aneddoto divertente: Sono arrivato in Italia e il primo anno tutti continuavano a dirmi che somiglio a Morgan,  forse perché ho i capelli lunghi uguali ai suoi. Però ho capito chi fosse Morgan solo dopo mesi!”.

L’arrangiamento di “A man out of age” ed i testi rivelano una grande cura, come ha sempre dimostrato del resto, questa volta però lei è senza la sua band, ha avuto un enorme coraggio, questa scelta l’ha cambiata e se sì come?
"Nuovo staff, nuova orchestra, tutto ciò rappresenta un grande cambiamento, spero per il meglio. Sono molto soddisfatto di ciò che ho prodotto”.

Come definirebbe il suo ultimo lavoro, ricco di collaborazioni, e già favorito dalla critica, “A man out of age”?
"Il modo migliore di partire in un paese dove nessuno aveva mai sentito parlare di me era presentarmi in tutto il mio potenziale di compositore musicale. Questo lavoro rende bene l'idea che la musica non ha confini né limiti. Dall'inizio del progetto sapevo esattamente cosa volevo o non volevo realizzare. Dovevo trovare le parole per spiegare il mio punto di vista a ogni singolo musicista. Di conseguenza, gli americani sono andati oltre i loro standard musicali, cercando di capire a fondo "nuove idee e stili musicali". E gli europei hanno imparato nuovamente a suonare a tempo con grande precisione, mentre gli arrangiatori degli strumenti a corda dovevano lavorare su "note irregolari" per l'orchestra. A dispetto della provenienza da stili e suoni molto lontani, i musicisti di ciascuna "scuola" suonano insieme come se lo avessero fatto da sempre. Dicono che questo sia un grande successo per me, in qualità di produttore!La data di uscita del mio nuovo EP è il 15 marzo. Ma intendo far uscire l'intero album nei prossimi mesi, per cui continuiamo il lavoro con gli studi americani e italiano. Abbiamo un nuovo ufficio stampa in Italia, Artevox Musica, a Milano, che si occupa della promozione. Una volta messo insieme un buon pacchetto per la stampa e ottenuta la notorietà necessaria in Italia, cercheremo un'etichetta inglese e speriamo di firmare un contratto.Inoltre stiamo lavorando al tour italiano di supporto per la nuova uscita che dovrebbe iniziare per la fine di Marzo, con l'esordio nella mia amata Torino. Per cui, al momento, siamo aperti a proposte da ogni agenzia di booking e management. Sarà un'uscita molto entusiasmante, promesso!”.

 

DA ASCOLTARE: A man out of age

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale