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18 Giugno 2019

Exodos

di Raffaella Ugolini
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Exodos

Una performance costruita attraverso una serie di figure simboliche ed estetiche piuttosto semplici e, allo stesso tempo, coinvolgenti, avvicinandosi molto allo stile artistico di Giorgio Strehler: un male antichissimo, quello delle morti in mare, che appartiene al dramma storico del bacino del Mediterraneo sin dagli albori dell'umanità

Buona anteprima sul genere ‘epic-danza’ che il regista di ‘Exodos’, il bravo Luigi Saravo, ha voluto portare in scena insieme ai suoi ‘attori-danzanti’ alla X edizione del Nops Festival, trasferitosi in questi giorni negli spazi dell’ex mercato di Torrespaccata. Con pochissimi elementi, gli attori riescono intelligentemente a inscenare una guerra, che poi non è altro che l’antico assedio della città di Troia. Ma i richiami all’Iliade e all’Odissea sono solo un pretesto per richiamarsi alle guerre dell’oggi, che sin dall’antichità provocano esodi biblici e quei ‘viaggi della speranza’ che, in questi ultimi anni, abbiamo visto causare la morte di centinaia di migliaia di vittime. Decisamente brillanti alcune idee del regista, che con pochissimi elementi di scena riproduce una nave che cerca di portare in salvo migliaia di esseri umani, tra cui una donna rimasta incinta dopo uno stupro, che infatti partorirà in mare. Una performance costruita attraverso una serie di figure simboliche ed estetiche piuttosto semplici e, allo stesso tempo, coinvolgenti, avvicinandosi molto allo stile artistico di Giorgio Strehler. Un male antichissimo, quello delle morti in mare, che appartiene, sin dagli albori dell’umanità, al dramma storico del bacino del Mediterraneo. Suggestivo.
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NELLA FOTO: UN MOMENTO DELLE PROVE DELLA PERFOMANCE 'EXODOS'


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