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24 Marzo 2019

Sogliole a piacere

di Vittorio Lussana
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Sogliole a piacere

Uno spettacolo divertente e particolare, in cui emerge il talento di Gloria Giacopini: un'attrice comico-brillante di cui, in futuro, sentiremo ancora parlare

Gloria Giacopini è una modenese ‘segaligna’, acutissima, quasi iperattiva. Sin dall’infanzia, queste sue peculiarità l’hanno condotta a fare ogni cosa con un ‘piglio’ energico, quasi da ‘maschiaccia’. Ma dentro di sé, Gloria è un ‘fiorellino’ che, oltre a impegnarsi nel cercare di aiutare negli studi i suoi compagni di liceo, si ritrova costretta a confrontarsi con il cinismo indifferente del mondo degli adulti, dai professori alla famiglia. Proprio le sue particolarissime caratteristiche inducono i più a crearle del ‘recinti di contenimento’: la madre è convinta che la sua iscrizione al liceo più duro e severo di Modena si rivelerà un disastro; le professoresse che incontra, invece, sono una vera e propria ‘galleria’ di ‘rintronate’, che alla fine la identificano come un fenomeno a parte e non se ne occupano più: per loro, Gloria è solamente un problema didattico in meno. La Giacopini si sente come una ‘sogliola’, che si appiattisce per mimetizzarsi con il terreno e nascondersi rispetto agli ‘schematismi’ altrui: ecco il vero perché di questa sua ‘fissa psicologica’. In realtà, per dirla con Rousseau, “una società può essere guidata dall’alto, oppure sostenuta dal basso”. E Gloria appartiene senz’altro alla seconda tipologia di persone, per la sua grande generosità e il suo gran cuore. Ha paura di se stessa? Oppure, si nasconde dietro alla sua vivissima intelligenza, che tende a lasciarla fuori dal circuito dei ‘normali’? La ragazza è indubbiamente particolare. E ciò vale anche per questa sua perfomances alla X edizione del Nops Festival: vivace, arguta, con una personalità spiccata. Non potendone più di essere classificata di un’altra ‘categoria’, finge di copiare un compito in classe, lasciandosi sorprendere con una serie di bigliettini rilegati con lo ‘scotch’. Ma anche di fronte all’evidenza, le sue professoresse escludono che lei possa aver copiato il compito o che, per una volta, non abbia studiato. La critica sottesa nei confronti di un mondo, quello della scuola italiana, in cui gli alunni vengono quasi sempre ‘inquadrati’ all’interno di una ‘fotografia’ dalla quale è praticamente impossibile riuscire a liberarsi, è assai meno banale di quanto sembri. Ma al fondo di tutto questo c’è la semplice verità di una ragazzina che, in molte situazioni, avrebbe voluto solamente essere accettata come una persona ‘normale’, con pregi e difetti, per mescolarsi e confondersi in mezzo a tutti gli altri. E’ un gran bisogno di amore, ciò che ha mosso questa figliola decisamente ‘particolare’. Una ragazza che oggi è diventata una splendida attrice, con doti inconfondibili da ‘caratterista’ che segnaliamo persino con sollievo. Non omologarti, Gloria: non ne vale la pena. Eppoi, cos’è in fondo il successo? Essere i ‘primi della classe’? Oppure riuscire a far comprendere con semplicità quel che si prova dentro di sé? E’ una questione ‘shakespeariana’ di non semplice risoluzione. Particolare.

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LE FOTO UTILIZZATE NEL PRESENTE SERVIZIO SONO DI FRANCESCA ZOTTI

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