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24 Gennaio 2022

507 persone ancora a bordo delle navi Ocean Viking e Open Arms

di Stefania Catallo
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507 persone ancora a bordo delle navi Ocean Viking e Open Arms

Nonostante il Trattato di Dublino e le sue integrazioni, che stabiliscono i termini e le quote di migranti che ciascun Paese dell’Unione europea dovrebbe accogliere ancora nessuna decisione viene presa in merito a un’emergenza sempre più preoccupante

Nonostante la presenza a bordo di bambini in condizioni di salute precarie, sia per problemi fisici dovuti alla lunga permanenza in mare, sia per lo stress post traumatico a seguito delle violenze e i sospetti abusi subiti nei campi di detenzione libici, i governi europei non hanno ancora autorizzato lo sbarco di 507 persone a bordo delle navi Ocean Viking e Open Arms. A riferire la notiza è l'Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Mentre l’Europa rimanda di giorno in giorno la decisione, le condizioni dei migranti provenienti da zone a rischio umanitario, soprattutto dell’Africa, peggiorano.
Vincent Cochetel, inviato speciale Unhcr per il Mediterraneo centrale ha dichiarato: “Si tratta di una corsa contro il tempo. Sono attesi temporali e le condizioni non potranno che peggiorare. Lasciare in alto mare in questa situazione persone che sono fuggite da un conflitto e dalle violenze in Libia significherebbe infliggere sofferenza ulteriore. Deve essere consentito loro lo sbarco immediato, e devono poter ricevere l’assistenza umanitaria di cui hanno urgente bisogno”.
Anche Open Arms ha lanciato un grido di aiuto rivolto all’Europa, che ancora tace. Attraverso Twitter ha dichiarato: “Dodici giorni in mare. Una perturbazione in arrivo. La situazione si fa sempre più difficile. “Perché non ci fanno scendere?”, chiedono i migranti. Non sappiamo più cosa rispondere. E l’Europa tace. Un silenzio che grida la vergogna del nostro tempo”.
Nonostante il Trattato di Dublino e le sue integrazioni, che stabiliscono i termini e le quote di migranti che ciascun Paese dell’Unione europea debba accogliere; nonostante le condizioni di emergenza in cui versano le 507 persone recuperate dalle navi delle Ong; nonostante il Mediterraneo stia diventando sempre più un cimitero, ancora nessuna decisione è stata presa in merito.
La Open Arms si era rivolta, il 7 agosto scorso, al Tribunale per i minori di Palermo, richiedendo le garanzie minime per tutelare i diritti dei minori recuperati nel Mediterraneo centrale, tra le quali la nomina di un tutore per ottenere il permesso di soggiorno. Le richieste, tuttavia, sono state respinte di fatto e la decisione rivolta al Governo Conte. Sembra che le cose stiano cambiando in queste ultime ore. L’agenzia Ap News ha infatti reso noto, alle 17.30 di oggi, 14 agosto 2019, che “il Tribunale dei minori ha stabilito che le autorità italiane violano il diritto nazionale e le convenzioni internazionali impedendo a 28 minori non accompagnati di entrare in Italia”.
La politica italNicola_Zingaretti.jpgiana è entrata nel dibattito e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha scritto una nota nella quale ha espresso solidarietà ai migranti, sollecitando il ministro degli Interni, Matteo Salvini, a giungere alla soluzione della questione: “Esistono priorità che hanno precedenza su tutto. Che vengono prima dei riflettori, sempre accesi, su questa o quella polemica. Da dodici giorni, 151 persone sono tenute in ostaggio sul ponte della Open Arms. Tra loro donne e minori in condizioni igienico-sanitarie sempre più difficili. Tutto perché l’ennesimo ‘braccio di ferro’ ingaggiato dal ministro sfiduciato e dimissionario Salvini ha bisogno del suo ennesimo palcoscenico. Faccio appello al presidente Conte”, scrive Zingaretti, “affinché agisca con decisione e alla ministra Trenta per uno sbocco immediato di una soluzione divenuta insostenibile. Si rimetta al centro la persona umana e si trovi una soluzione. Si solleciti la Commissione europea e i paesi disponibili ad accogliere una quota dei migranti. I diritti umani, a partire da quelli dei minori e delle donne, restano per noi la bussola da seguire e il primo indicatore del grado di civiltà di un Paese”.
La risposta del ministro Salvini è giunta attraverso Facebook: “Al lavoro al ministero da stamane per evitare lo sbarco di oltre 500 migranti a bordo delle navi di due Ong, una francese e una spagnola“. Il Viminale afferma che la Libia ha offerto un porto sicuro alla Ocean Viking. Sembra, infatti, che la guardia costiera abbia suggerito al capitano della nave di sbarcare a Tripoli: una circostanza singolare, visto che le partenze verso le rotte del Mediterraneo hanno luogo proprio dalla Libia.
Sophie Rahal
di Sos Mediterranee ha dichiarato che riportare i migranti in territorio libico “sarebbe una violazione del diritto internazionale”.
Intanto, i migranti attendono a bordo, non si sa ancora per quanto, aspettando che questo rimpallo di responsabilità termini e possano finalmente avere autorizzazione allo sbarco, dopo quasi due settimane trascorse sulle navi delle Ong in condizioni indegne, al limite della dignità umana.
 






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