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diretto da Vittorio Lussana
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16 Luglio 2019

Un capolavoro assoluto del cinema horror

di Vittorio Lussana
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Un capolavoro assoluto del cinema horror

La crisi di Governo che ci accingiamo ad affrontare rappresenta uno di quei capolavori del cinema horror - insieme a ‘Non aprite quella porta’ di Tobe Hooper e a ‘La notte dei morti viventi’ di George Romero - che fanno veramente paura. In film come questi, il terrore non deriva solo dalla presenza di forze soprannaturali o di compromessi raccapriccianti, bensì dall’atmosfera tesa, claustrofobica e malsana che la classe politica italiana è riuscita a diffondere per tutto il Paese. Grazie a lei, abbiamo infatti assistito allo sgretolamento progressivo di vite apparentemente normali. In varie scene, appare evidente ed esplicito il rifiuto di ciò che era da considerarsi impossibile, mentre nessuno riesce a rappresentare l’emblema dello scetticismo raziocinante. L’atmosfera di apparente serenità che domina all’interno dei Partiti già rivela un qualcosa di ‘artificiale’, di ‘forzato’, un atteggiamento mantenuto solo per non dare uno sguardo nell’abisso. Una crisi economica ‘pazzesca’ ha fatto irruzione nella tranquilla quotidianità della nostra classe dirigente, spingendo il Paese tra le braccia dell’ignoto. Ma con questa crisi di Governo, la seconda Repubblica riuscirà a rendere in modo stupefacente il dramma della normalità assalita dalle forze del malessere collettivo, individuale, sociale e morale. Il male, infatti, non ha colpito solamente lo scetticismo umano, ma se l’è presa, anche e soprattutto, con un Pdl che ha licenziato tutta una serie di manovre finanziarie vacillanti, tremebonde, tormentate dai rimorsi, che cercano di combattere la crisi nel disperato tentativo di salvare l’anima del centrodestra italiano. Ma nella seconda Repubblica, né la ragione, né la fede sembrano fornire certezze e, per questo motivo, queste compaiono in maniera interdipendente per tutto il film. La spaventosa originalità della seconda Repubblica è infatti quella di una vera e propria asse nza di appigli durante l’inarrestabile caduta verso il baratro. La trama stessa di questa crisi di Governo supera qualsiasi aspettativa: in un sito archeologico dell’antica città di Arcore, nell’Italia settentrionale, viene dissotterrata una statuetta che raffigura il volto del demone ‘Bunga Bunga’, antichissimo fondatore della setta degli ‘Arrapaho’. Una delle archeologhe presenti, Rosy Bindi, sacerdotessa cattolica che ‘guarda a sinistra’, rimane molto turbata dal ritrovamento, anche perché assai inesperta della materia. Nel frattempo, Silvio Berlusconi si trova a Palazzo Grazioli in compagnia di Angelino Alfano. I due sono alle prese con le continue emorragie del Pdl, ma durante la seduta di lavoro giunge la notizia che la Borsa di Milano è ormai sconvolta da una serie spaventosa di crisi speculative. Terrorizzato dalla notizia e dal senso di colpa per non essere stato abbastanza vicino al Paese, poiché troppo preso dai molteplici impegni del proprio ministero, Berlusconi chiede allora a Tremonti di varare 45 manovre finanziarie consecutive. Il giorno successivo, Berlusconi viene intercettato mentre parla al telefono con Walter Lavitola, a suo tempo soprannominato dagli ‘antichi’: Walter ‘Lavipera’. L’editore (sic!) cerca inutilmente di convincere Berlusconi a darsi ‘alla macchia’ insieme a lui, descrivendogli la bellezza degli esotici ‘fondoschiena’ delle ragazze caraibiche, nonché consigliandogli un’uscita di scena dalla politica in stile ‘sesso, droga e rock’n roll’. La notte seguente, Berlusconi si rifugia da Tremonti maledicendo Giorgio Mastrota: il suo letto, infatti, si muove stranamente e non lo lascia dormire. Qualche sera dopo, si tiene un ricevimento a Palazzo Grazioli, al quale partecipano anche quel gran pezzo dell’Ubalda e quella ‘gnocca’ della Leopolda: due bravissime ragazze con le unghie ‘laccate’, le ‘tette’ di plastica e il sedere ‘da fuori’. In questa occasione, Berlusconi inizia a dare segni di squilibrio, cosa che spinge Tremonti a sottoporlo a diverse visite mediche. Tra l’altro, si erano già verificati altri strani episodi: più precisamente, in un’antica stazione ferroviaria di Firenze c’era stata una stranissima ‘profanazione’ della linea politica del Partito democratico, nel più totale stupore di Pierluigi Bersani e nella piena indignazione della stessa Rosy Bindi. Intanto, Berlusconi continua a peggiorare, ma i suoi stessi ministri non capiscono più quale possa essere la causa dei suoi problemi. Una sera, Tremonti si reca a Palazzo Grazioli e lo trova vuoto. Più tardi, arriva Michela Vittoria Brambilla, che si giustifica dicendo di aver lasciato il sottosegretario Santanché con l’incarico di badare a Berlusconi. Poco dopo, le due donne vengono informate del tragico ‘default’ della Grecia, ormai precipitata in pieno mar Egeo. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sospetta che si tratti di un omicidio e inizia a indagare: parlando con Tremonti, quest’ultimo capisce che dietro al tracollo del Peloponneso c’è la mano degli speculatori ‘portasfiga’, eventualità che un premier italiano posseduto dal demone ‘Bunga Bunga’ non sarebbe minimamente in grado di affrontare. Gli stessi ‘medici’ della Bce ammettono la propria impotenza innanzi al mostruoso debito pubblico del nostro Paese. E, di fronte al fallito tentativo di una visita psichiatrica al presidente del Consiglio, sottopongono a Tremonti l’idea di rivolgersi a un esorcista. Il ministro, già da qualche tempo convertitosi al socialismo ateo, inizialmente è diffidente. Ma alcuni terrificanti e anomali comportamenti del premier lo inducono a rivolgersi al Capo dello Stato. Il presidente Napolitano incontra Berlusconi più volte e, alla fine, decide di chiedere all’Unione europea l’autorizzazione ufficiale per un esorcismo. A questo punto, Jean Claude Trichet, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si riuniscono e lo concedono, decidendo di chiamare Mario Monti, il quale dovrà farsi assistere dalla sacerdotessa Rosy Bindi, che in passato ha già avuto a che fare con dei casi abbastanza simili (Giulio Andreotti e Remo Gaspari). Monti e la Bindi si presentano di notte a Palazzo Grazioli pretendendo di cominciare immediatamente. L’esorcismo si presenta subito molto difficile: a un certo punto, Berlusconi inizia a declamare parole d’ordine contro le potenze ‘demoplutocratiche’ dell’Unione europea, poi inizia a suonare il pianoforte cantando con la voce di Umberto Smaila, infine materializza lo spettro di Ennio Doris e inizia a disegnare una misteriosa serie di cerchi sul tappeto, affermando che il Pdl è un Partito “che sta tutto intorno a te”. Ciò sconvolge a tal punto Rosy Bindi che lo stesso Mario Monti è costretto a chiederle di uscire dalla stanza. Al suo ritorno, però,  la sacerdotessa del ‘cattolicesimo di sinistra’ trova il neo-senatore a vita totalmente in preda al demone ‘Bunga Bunga’, il quale lo costringe a parlare un romanesco ‘triviale’ e a spacciarsi per il commissario Giraldi detto ‘er monnezza’. Infuriata, Rosy Bindi si avventa contro Berlusconi, ordinando al demone di dimettersi da presidente del Consiglio e di prendere il suo corpo. Il demone si impossessa subito di Rosy Bindi, la quale riesce a gettarsi dalla finestra per evitare di finire nel gorgo del peccato. Il film si conclude con Silvio Berlusconi e Walter ‘Lavipera’ che si trasferiscono in America centrale, al fine di dimenticare il terribile incubo che hanno vissuto.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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