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29 Gennaio 2022

Quale virus ha ucciso il confronto democratico?

di Lorenza Morello
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Quale virus ha ucciso il confronto democratico?

Il tema non è quello di essere #provax o #novax, ma il fatto che si sta precipitando verso una deriva pericolosa e se nessuno, in modo chiaro, lo fa presente, sarà sempre peggio

Da oltre un anno a questa parte, ho scelto il silenzio sul tema della pandemia e dintorni non solo per avere il tempo di fermarmi a studiare tutte le teorie e le posizioni - come dovrebbe fare chiunque vuole formarsi un libero convincimento - ma anche perché, non essendo mai stata (e non essendo neanche oggi) una ‘No vax’, mi sono sentita ferita quando, per il solo fatto di aver parlato (badate bene, sempre dal punto di vista giuridico-legale e mai da quello sanitario, che non è il mio settore) di soppressione delle libertà in Italia, o di soppressione dei diritti democratici, mi sono sentita attaccare da più fronti e le mie presenze su tv e giornali, un tempo molto assidue, si sono ridotte all’osso. Pertanto, vi chiederete: “Ti hanno dato una lezione e sei di nuovo qui che parli”? Ebbene sì, ho deciso di sciogliere il silenzio dopo l’ennesima uscita fuori luogo di una persona che conosco e che stimavo, il quale in un post - non rivolto a me, ma alla collettività – augurava ai non vaccinati di morire in terapia intensiva, senza che nessuno si occupasse di loro. Ora, il tema qui non è quello di essere #provax o #novax (come detto, non appartengo a nessuna delle due fazioni, anche se farà comodo a molti ‘etichettarmi’ senza la mia autorizzazione, in quanto quando prendo una posizione non ne faccio mistero con nessuno, quindi non permetto a nessuno di catalogarmi), ma il fatto che si sta precipitando verso una deriva pericolosa. E se nessuno, in modo chiaro, lo fa presente, sarà sempre peggio. Ci rendiamo conto che, poche sere fa, un giornalista dello spessore di Paolo Mieli invitava al dialogo con chi la pensa diversamente, mentre in questi 18 mesi ciò non è mai accaduto, se non tramite ‘teatrini’ montati ad arte in cui chi metteva in dubbio il pensiero del ‘mainstream’, veniva trattato come lo scemo del villaggio o silenziato per poi sparire del tutto dai media? Che un giornalista come Enrico Mentana ha invitato a non seguire più la sua pagina social chi è contrario ai vaccini (a proposito di libero scambio di opinioni), trattando tutti come dei ‘terrapiattisti’? Che Massimo Giannini ha tuonato sulle pagine de ‘La stampa’ che le oltre 80 mila persone scese in piazza per rivendicare la propria libertà di scelta, rappresenterebbero una deriva di destra? Ha notato, il direttore de ‘La stampa’, chi ha parlato in piazza, per esempio nella sua Torino? Un nome fra tutti: Ugo Mattei, che proprio di destra non ci pare esser mai stato… E che Matteo Salvini si sia vaccinato, Giorgia Meloni pure e che Forza Italia abbia proposto un bonus vacanza di 1000 euro a chi si vaccina? E, ancora, che uno come Burioni parli dei non vaccinati usando la parola “sorci”, esattamente come i tedeschi definivano gli ebrei che vennero sterminati perché, a un certo punto, le campagne d’odio, inizialmente solo teoriche, si fecero serie, ma nessuno si scandalizzava più perché, iniziando con battute e perifrasi sciocche, come le tante che girano da tempo sul tema vaccini e sul Covid, ormai avevano fatto a tutti il lavaggio del cervello nel silenzio tombale di tutti? Insomma, ormai viviamo in un mondo dove, se a una ragazza per strada fanno un complimento, il poveretto di turno può essere trascinato in tribunale per ‘catcalling’; dove se non si usa il vocabolario ‘genderqueer’ vieni ‘bollato’ come un fascista a prescindere, perché non ti occupi della causa Lgbtai+; in cui si può dare dei “sorci” a una minoranza senza che nessuno faccia una piega. E il nostro alto livello di democrazia, quale virus lo ha sterminato? Quantifichiamo il rischio di morire che corre un vaccinato che incontra un non vaccinato: 1) il tasso di morbilità, cioè la capacità di contagiare del Covid, è di circa il 5%. Ovvero, il 5% della popolazione ha probabilità di risultare positivo; 2) il 95% di questo 5% non avrà nessun sintomo o pochi sintomi; 3) i vaccinati hanno solo il 12% di possibilità di contagiarsi, poiché i vaccini proteggono dal virus all’88%; 4) quella possibilità del 12% dei vaccinati di contagiarsi è protetta al 95% dalla possibilità di contrarre la malattia in forma grave, cioè il 5% del 18%, mentre la possibilità per un vaccinato di contrarre la forma grave è dello 0,9%. Sappiamo che la capacità media del Covid di contagiare è del 5%. Quindi, la possibilità che un non vaccinato causi la malattia grave a un vaccinato è dello 0,04%, ovvero esiste il 99,96% di probabilità che un non vaccinato non cagioni alcun problema a un vaccinato. Quindi, posto che il Covid può diventare grave per lo 0,04% dei casi e che ad oggi molte persone sono morte perché curate male, soprattutto nella prima fase, dato che personalmente (cosa non raccontata dal ‘generalismo’ televisivoNo_paura_day_2.jpg) conosco medici che con le terapie domiciliari hanno assistito tutti coloro che sono venuti in contatto con la malattia (io sono una di quelle, peraltro) senza nemmeno un decesso, direi che qualche domanda dovremmo farcela. E ripeto, per l’ennesima volta: qui non c’entra un bel niente essere ‘Pro vax’ o ‘No vax’: c’entra il rispetto dell’Altro, il buon senso e il confronto democratico. Facciamo un altro esempio: tutti a parlare di Green Pass, ma oltre ai fiumi di inchiostro già sprecati, perché nessuno si fa una semplice domanda? Ovvero: se il Green Pass è un documento che attesta il possesso in capo al titolare di: 1) avvenuta vaccinazione (inoculazione almeno della prima dose, validità 9 mesi); 2) tampone con esito negativo per 48 ore; 3) guarigione da Sars Cov2 (6 mesi), in tutti e tre i casi in genere hanno un documento sottostante al rilascio del quale il cittadino può chiedere la carta verde. Ma allora – a maggior ragione, visto che in Italia sono anni che si parla di sburocratizzare, digitalizzare e semplificare – perché produrre un ulteriore documento che attesta il possesso del primo documento, quando se proprio si volesse controllare basterebbe chiedere l’esibizione di uno di quei tre certificati che legittimano ad avere il Green Pass? Vi rendete conto dei costi e della idiozia di tutto ciò? Specie in un momento come questo, in cui se seguiamo la corrente dominante “c’è ben altro a cui pensare”, stiamo qui a inventarci nuovi documenti? E ci rendiamo conto che questo scatenerà una guerra tra poveri, perché il ristoratore o il commerciante che ne dovesse chiedere l’esibizione verrà visto come il ‘cattivo’ di turno, perché se non mostri quel documento, lui non ti farà entrare? E nessuno si pone il problema che il governo minacci ‘chiusure’ e multe salate a categorie già da un anno in ginocchio, con i ristori che non arrivano? Divide et impera, insomma.

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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