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19 Novembre 2017

Quando l'anticonformismo diventa puro conformismo

di Ilaria Cordì
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Quando l'anticonformismo diventa puro conformismo

Bob Dylan rimanda l’incontro con il presidente Obama e Lapo Elkann punta su di sé i riflettori con una delle sue solite assurdità: se oggi l’anticonformismo è il nuovo conformismo, tu che vuoi differenziarti come devi essere?

Fa sorridere la notizia giunta in redazione relativa al nuovo premio Nobel per la letteratura, Bob Dylan, che pare abbia ‘snobbato’, ancora una volta, un invito importante. Infatti, dopo non essersi presentato a Stoccolma “per impegni personali”, il ‘Forever young’ della musica d’oltreoceano ha ‘tirato il bidone’ anche al presidente ‘uscente’ degli Stati Uniti, Barack Obama, per “motivi sconosciuti”, ha affermato Josh Earnest, portavoce della ‘White House’. Earnest, per riuscire a ‘depistare’ colleghi e organi d’informazione dal non avvenuto incontro, ha ricordato che, nel 2012, il presidente e il cantautore hanno avuto “un colloquio alquanto proficuo, durante la ‘vestitura’ della medaglia della libertà”, assegnata all’artista da parte di Barack Obama, definendo l’incontro con l’aggettivo “piacevole”. A oggi, il cantautore che trascorre le sue ore “bussando alle porte del paradiso” risulta esser stato nuovamente invitato, il prossimo 10 dicembre, a Stoccolma, giorno nel quale l’Accademia svedese consegnerà i Nobel con una cerimonia non certo discreta. Di sicuro, si potrebbe organizzare un ‘toto-scommesse’ sulla presenza o meno del ‘menestrello del rock’ anche a questo evento di portata internazionale, dopo aver impiegato quasi due settimane per riuscire ad affermare di “essere onorato” del riconoscimento ottenuto lo scorso mese di ottobre. Lungi da noi voler criticare una grandezza della musica, un pilastro della retorica e un filosofo della vita odierna, ma in un mondo in cui è da conformisti essere anticonformisti, perché continuare a dare adito e modo ai ‘guru’ del pettegolezzo e del ‘gossip’ di ‘pompare’ situazioni futili? In un momento critico come quello che stiamo vivendo, dove gli assetti socio-politici stanno cambiando senza quasi che ce ne rendiamo conto, è giusto che i media occupino spazio e tempo nel descriverci accadimenti lontani da ogni interesse concreto e tangibile? Un po’ come la figura ‘barbina’ fatta dall’amante delle ‘strisce e stelle’, Lapo Elkann: finiti i soldi, finito il divertimento. Dunque, perché non inventarsi un ‘finto rapimento’? E i media, perché si sentono in dovere di raccontarci i dettagli della sua vicenda in maniera minuziosa, tralasciando notizie più importanti come, per esempio, gli sviluppi dell’accordo Usa-Ue sul Ttip? Tante volte, perdersi in un ‘bicchiere d’acqua’ sembra essere preferibile rispetto alla realtà dei fatti. E forse si ritiene anche che, come Bob, molti lettori preferiscano perdersi ‘blowing in the wind’. Ma attenzione: anche nel campo delle ‘non notizie’, internet sta mutando molte cose, ristabilendo, a suo modo, meriti e ‘gerarchie’. E il nostro non è affatto ‘populismo’.
 
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