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19 Aprile 2024

Quella neutralità dissociata dalla Storia

di Valentina Ughetto
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Quella neutralità dissociata dalla Storia

Renaud Dehousse, dell’Istituto universitario europeo di Fiesole con sede nella storica Badia Fiesolana, vuole un nuovo Natale senza Gesù
 
In Europa, si vorrebbe avere una narrativa nuova del Natale, già dalla riunione della Commissione europea e dopo la direttiva ‘Union of Equality’. Ma il Natale non è solo un rito religioso, in quanto il 25 dicembre è solo una data presunta della nascita di Gesù e rappresenta la nostra storicizzazione in Europa. Usando i versi di Giacomo Leopardi, sommo poeta: “Il giorno natale, in cui cioè si è nati: qual sì nefando eccesso macchiommi, anzi il n., onde sì torvo Il ciel mi fosse e di fortuna il volto”?  È l’anno zero di tutti noi nella Storia, in effetti. I nostri Natali vengono segnati esprimendo il nostro tempo e i nostri giorni in tutto il mondo, a partire dal cristianesimo, che ha segnato la vita di Gesù documentandola. Una religione storicizzata, che appartiene a una tradizione secolare. La direttiva ‘Union of Equality’, per non offendere nessuno, finisce per non riconoscere il tempo che passa e reputa offensivo il sostantivo “anziani”, poiché ritiene più opportuno definirli “popolazione adulta”, negando quelle categorie culturali e sociali che ricordano l’agiografia e la Storia del nostro mondo, per coIesus.jpgnferire una neutralità completa alle parole, impedendo ad altri di confrontarsi e concludendo che sia meglio augurare solo buone ferie e non festività. Ma quello natalizio è un periodo assai lontano da questa attenzione a cambiare, in nome di un’eguaglianza 'piatta', le persone e la loro identità, unica e irripetibile. Un Natale in cui non ci si dovrà scambiare pensieri in segno di amore per la vita, la natura, l’attenzione all’altro, la comprensione, il rispetto e la condivisione. Ma il pensiero non lo puoi confinare o recintare: lo puoi conoscere quando si manifesta. Come nella forza d’animo di un poeta detonatore di emozioni come Giuseppe Ungaretti, per l’Europa in cerca di sè: “Natale non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade. Ho tanta stanchezza sulle spalle: lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata. Qui non si sente altro che il caldo buono: sto con le quattro capriole di fumo del focolare”. Come riprende anche Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura: ”Il Natale è tra le feste più conosciute e sentite, tra i cristiani e non solo.  La cena, lo scambio dei doni, fa riscoprire il piacere della convivialità e del riconoscimento dell’altro, passando tempo assieme e scambiando doni. Si esce dai propri particolarismi e si riscopre il senso della famiglia e del sapersi dedicare agli altri e a sè stessi. Tra le luci degli alberi e dei festini, il folclore pagano e cristiano s’incontrano. E la figura di Babbo Natale affianca Gesù bambino col presepe. Il Natale”, aggiunge Sgarbi, “non è solo la festa dei cristiani, ma ha un’origine pagana, legata al culto del ‘Sol invictus’. Quello che noi oggi celebriamo come Natale è un esempio eccellente di intreccio culturale, che vede coinvolta la mitologia ebraica, quella cristiana e quella islamica, oltre alla ritualità pagana romana ed egiziana. Culti, usanze e tradizioni di innumerevoli popoli e culture, che confluiscono insieme in un solo momento, in cui si celebra un principio comune: il trionfo della luce sulle tenebre, del bene contro il male. Il culto del sole nascente è un culto primordiale: un culto elementare, presente in qualsiasi mitologia, poiché il sole, nelle civiltà primitive, è visto come fonte di calore, di luce. Dove c’è il sole è Natale. Troppo, perché un professore ignorante e presuntuoso lo capisca, dando sfogo alla propria insostenibile intolleranza”. 

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NELLA FOTO QUI SOPRA: IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA, VITTORIO SGARBI

AL CENTRO: UN GESU' ALQUANTO PERPLESSO

IN APERTURA: IL PROFESSOR RENAUD DEHOUSSE


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale