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21 Ottobre 2019

Sentimentalismo proletario

di Vittorio Lussana
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La riflessione culturale che vorrei suggerire a Nichi Vendola al fine di aiutarlo a emergere dal marasma ideologico nel quale si ritrova, in questa precisa fase storica, la sinistra italiana, tutto sommato è assai semplice: Karl Marx è stato un economista ‘classico’, alla Ricardo. E, come Ricardo, Marx ha teorizzato una caduta tendenziale del saggio di profitto capitalistico che discendeva direttamente dalla teoria ‘ricardiana’ dei rendimenti decrescenti. Ciò significa che l’analisi fotografica del sistema capitalistico delineata ne ‘il Capitale’ era perfetta, ma la ‘ricetta’ proposta si è rivelata troppo ‘pessimistica’, poiché nulla ha mai impedito periodici riassestamenti ‘congiunturali’ del sistema produttivo preso nel suo complesso macroeconomico. Si tratta del concetto dell’andamento ciclico dell’economia che, dopo Marx, è stato teorizzato da Sraffa e da Keynes: non c’è alcun bisogno di fare la rivoluzione per erigere un pachidermico ‘capitalismo di Stato’ in grado di assicurare una miglior distribuzione delle ricchezze tra le classi sociali: possono bastare periodiche ‘correzioni’, in termini di politica economica, dei meccanismi di redistribuzione dei redditi e del mercato del lavoro. Il marxismo ha rappresentato una teoria ‘sociologicamente ingegnosa’ ma scientificamente sbagliata che non può più essere considerata nemmeno una filosofia, poiché crollando ogni suo presupposto scientifico, la dottrina di fondo decade a mero ‘sentimentalismo proletario’. Caro Nichi, è ormai necessario ammettere esplicitamente che Benedetto Croce non avesse tutti i torti allorquando affermò che il marxismo era solamente “un buon paio di occhiali”.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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