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diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
21 Ottobre 2019

L’oppio dei popoli

di Vittorio Lussana
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Non mi stupisce più di tanto che molte vittime di abusi sessuali da parte dei preti cattolici, insieme a numerosi attivisti per i diritti umani, abbiano manifestato, in questi giorni, contro la visita di Stato di papa Benedetto XVI nel Regno Unito, un corteo che si è mosso da Hyde Park fino a Downing Street, nel cuore della ‘city’ londinese, al quale hanno partecipato diverse migliaia di persone (12 mila, secondo le stime degli organizzatori). Armati di cartelli e striscioni con slogan del tipo “Proteggete i bambini, non i preti” e “I diritti dei gay sono diritti umani”, i manifestanti hanno marciato pacificamente sotto gli occhi incuriositi di passanti e turisti, alcuni dei quali si sono addirittura uniti alla protesta. Il mondo è ormai sempre più indirizzato verso la consapevolezza che, scavando e scavando, dalle religioni non venga mai fuori molto di buono. Anzi, proprio nell’ambito della ricerca storiografica, sempre più spesso si viene a scoprire che le religioni, nell’antichità, hanno legittimato la schiavitù, in epoca medievale hanno difeso strenuamente la servitù della gleba, nell’era moderna hanno fiancheggiato chi perseguiva lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, seppur con qualche atteggiamento di pietosa commiserazione. I princìpi sociali delle religioni da sempre sostengono la necessaria esistenza di un’umanità dominante e di un’umanità dominata, dei ‘buoni’ e dei ‘cattivi’, dei fedeli e degli infedeli. Non a caso, tali princìpi fanno tornare i conti delle ingiustizie terrene solo nel ‘regno dei cieli’, perché debbono giustificare il perdurare delle infamie nel mondo mantenendo in vita quello che Karl Marx definì “il mito della valle di lacrime”, su cui le religioni di tutto il mondo speculano ignobilmente. Le religioni non fanno altro che predicare la viltà, il disprezzo di se stessi, la sottomissione e il servilismo, ovvero tutte le qualità delle ‘canaglie’. Prendiamo, per esempio, l’imperatore romano Costantino, elogiato apertamente da Sant’Agostino per il famoso editto di Milano, nonché esaltato ancora oggi da molti teologi come modello luminoso di uomo e di credente autentico. È un vero peccato che la ricerca storica più recente abbia scoperto che Costantino fu un bruto sanguinario, che fu capace di tagliare la gola a suo figlio, che strangolò la moglie, che fece assassinare il suocero e il cognato, che si circondò di una masnada di preti bigotti assetati di sangue, uno solo dei quali sarebbe bastato a sobillare mezza umanità e a macellarne l’altra metà. Fu proprio Costantino che contribuì a fondare concretamente la ‘lobby’ del clero, una categoria di persone che, spostandosi dal basso verso l’alto, diede vita a forme di religiosità politico-militanti che hanno trasformato le credenze e le fedi più genuine in ideologie stataliste, con effetti devastanti sulla Storia e sulla vita dei popoli.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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