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23 Ottobre 2019

Magico Matteo: "La magia è la mia energia"

di Dario Cecconi
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A tu per tu con l’emergente mago toscano, per scoprire i segreti, piccoli e grandi, di ciò che sin dai tempi del grande Houdini consideriamo incanto del corpo e della mente: l’illusionismo

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Sin dall'antichità, l'illusionismo ha sempre lasciato tutti quanti noi increduli, a bocca aperta. E’ un’arte, infatti, utilizzata per spettacoli che destano sempre curiosità e che, nella sua storia secolare, ha avuto grandi maestri, dall'immenso Harry Houdini, fino agli attuali David Copperfield e Dynamo, i quali utilizzano la tecnologia per incredibili illusioni. I giochi con le carte, quelli di prestigio sul palcoscenico, l'ipnotismo o le apparizioni prodotte sulla scena con mezzi ottici o specchi sono tutte attrazioni che ci lasciano increduli di fronte al vero. Per non parlare del movimento di oggetti senza contatto fisico apparente, delle pseudo-materializzazioni e della lettura del pensiero, chiamata anche ‘mentalismo’. Nella nostra intervista a Matteo Caprliglione, classe 1985, mago e illusionista toscano meglio conosciuto come Magico Matteo, cerchiamo di capire qualcosa in più su questa arte affascinante. Molto conosciuto e apprezzato per i suoi spettacoli, le sue serate di piazza e nei locali, riesce a incantare il pubblico di ogni età.

Magico Matteo, quando è nata la sua passione per la magia?
“La mia passione è nata nel 1990, alla tenera età di 5 anni, dopo aver comprato una scatola di magia del grande Silvan. Da lì, ho iniziato a muovere i primi passi e a fare i primi spettacoli di piazza, nelle feste di paese. Ho cominciato con la magia parlata e, successivamente, mi sono appassionato alle grandi illusioni in stile Gaetano Triggiano”.

Quali sono le principali caratteristiche che un illusionista deve avere, professionalmente parlando?

“Una profonda conoscenza della tecnica e la padronanza di ciò che fa. Oltre a questo, contano molto l’abbigliamento di scena, che deve cattuMagico_Matteo_2.jpgrare l’attenzione e la presenza di un’assistente, che deve risultare perfettamente inserita nel contesto”.

In cosa è specializzato, in modo particolare, come mago?

“Oltre all’illusionismo, sono specializzato nella magia ai tavoli, che consiste in giochi di prestigio proposti a distanza ravvicinata con lo spettatore, durante una cena o una serata a tema”.

Qual è il gioco più ‘d’impatto’ che riesce a fare?

“Tra i tanti che faccio, direi ‘La camicia di forza’ del grande Harry Houdini: mi faccio legare dalle persone presenti e riesco a liberarmi davanti a loro entro pochi secondi”.

Che tipo di rapporto ha con il pubblico?
“Per me, il rapporto con il pubblico è fondamentale. Cerco di dedicarmi il più possibile al pubblico, sia durante gli spettacoli, sia al termine. E’ molto importante creare armonia con il pubblico, intrattenersi con gli spettatori, anche alla fine della serata, per fare foto o per fare conversazione”.

Chi sono i suoi spettatori più affezionati?
“In modo particolare, i bambini e le famiglie. Sono attratti soprattutto dal clima di festa che riesco a creare insieme alla mia assistente, Irene Riccucci, durante gli spettacoli. I miei numeri, però, piacciono anche al pubblico più adulto. Quando organizzo spettacoli per adulti, mi dedico a numeri di magia più esaltanti, in stile televisivo: mi piace dare dimostrazione di quanto la magia sia la mia energia”.

Progetti o sogni per il futuro?
“Il mio desiderio più grande, che vorrei veder realizzato, è quello di esibirmi in tv, per poter diffondere al meglio la cultura della magia in modo sereno, ma intrigante. Mi piacerebbe far conoscere al grande pubblico questa materia, anzi, questa arte, che è ancora poco conosciuta”.

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