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20 Giugno 2024

Renata Polverini: "Forza Italia scommetterà sui giovani"

di Elisabetta Lattanzi
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Secondo la candidata alle elezioni europee, già presidente della Regione Lazio, la politica attuale avrebbe bisogno di maggior concretezza e coerenza: “Sorrido quando sento che qualcuno vorrebbe imporre uno stile di vita che per primo non rispetta”

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Renata Polverini, prima donna a guidare una confederazione sindacale in Italia, già presidente della Regione Lazio dal 2010 al 2013, eletta alla Camera dei deputati nel 2013 e nel 2018, si presenta alle prossime elezioni europee (circoscizione Italia centrale), che si terranno nei giorni 8 e 9 giugno 2024, nelle liste di Forza Italia. L’onorevole ha gentilmente accettato di essere intervistata e di rispondere alle nostre domande.

On. Renata Polverini, le elezioni del 2022 per la prima volta nella Storia repubblicana hanno portato a un governo di destra: l’Italia è diventata improvvisamente un Paese conservatore?
“Da molti anni, almeno dal 1994, in Italia la maggioranza degli elettori premia il centrodestra anche se, con argomenti vari, si sono avvicendati esecutivi a guida Pd o coalizioni eterogenee, che con le riforme istituzionali allo studio dovrebbero essere scongiurate in futuro”.

Il merito di aver spostato gli elettori in questa nuova direzione è dovuto, in gran parte, alla leadership della premier, Giorgia Meloni?
“Il ‘merito’, come dicevo, è soprattutto degli elettori, ma se proprio volessimo indicare un nome direi che non si può non prescindere da Silvio Berlusconi che ha portato la ‘destra’ e la stessa Giorgia Meloni, per la prima volta al governo nel Paese”.

In questa coalizione (Fratelli d’Italia - Lega - Forza Italia) ci sono stati alcuni momenti di tensione, dovuti ai diversi punti di vista espressi dai membri dei tre Partiti, in cui Forza Italia è sembrata l’ago della bilancia: possiamo dire che il suo Partito ha un ruolo forte di mediatore?
“Forza Italia è un partito moderato – nei programmi e nei ‘modi’ – ma, come ha ben detto il segretario, Antonio Tajani, l’ambizione non è tanto quella di contemperare le varie anime del centrodestra, quanto quella di porsi al centro dello schieramento politico tra le ‘Melonine’ e la Schlein”.

ForzaPolverini_santino.jpg Italia prosegue il suo cammino portando avanti alcune idee del presidente Berlusconi, anche se in Europa i suoi alleati hanno espresso ispirazioni discordanti: lei si candida per il parlamento europeo, ma qual è la sua idea dell’Italia in Europa?
“Da sempre sostengo che l’Europa sia percepita come un vincolo e non ancora come un’opportunità dagli italiani. Eppure, solo negli ultimi tre anni, tra Pnrr, Programma Sure e sospensione del Patto di stabilità, il nostro Paese ha potuto contare su circa trecento miliardi di euro in più rispetto a quelli che avrebbe potuto avere a disposizione. Il Covid e la guerra scatenata dalla Russia hanno dimostrato che dobbiamo essere pronti ad affrontare nuove emergenze, per le quali occorre accelerare il processo di integrazione”.

Forza Italia ha una visione liberale, a dispetto di coloro che hanno paura delle aperture, come se volessero tornare indietro a una morale unica ed esclusiva (Dio, Patria e Famiglia): possiamo dire che il suo Partito rappresenta una destra più moderna?
“Decisamente sì, anche se questi valori restano ben presenti nel nostro Dna: vanno solo declinati al futuro, senza farne un’arma di ‘esclusione di massa’ o di masse”.

Lei è stimata sia a destra che a sinistra per la sua capacità di essere empatica e cogliere le esigenze delle persone, per il suo saper stare in mezzo alla gente: è questo il ruolo del politico, specialmente nei momenti di crisi e di sfiducia verso la classe dirigente?
“Sono stata per trent’anni sindacalista: un’esperienza esaltante quanto formativa, perché ti costringe a restare con i piedi per terra, a contatto con le persone e i lori problemi. In politica, da presidente di Regione, ho cercato di svolgere il mio ruolo sempre vicino ai cittadini, soprattutto i più bisognosi, mettendoci la ‘faccia’ come si usa dire con un’espressione che non mi piace, ma che rende l’idea. Se questo mi rende empatica non saprei. Però, quando sento che la gente mi chiama per nome, penso di essere riuscita ad entrare, quantomeno, in confidenza, restando una persona normale”.

Alcuni membri della coalizione di centrodestra hanno espresso idee antiquate su temi come scuola, religione, immigrazione e case ‘green’: pensa che questo possa sfociare in un forte populismo?
“La politica deve stare al passo dei tempi e sorrido quando sento che qualcuno vorrebbe imporre uno stile di vita che, per primo, non rispetta. Sugli immigrati, la mia posizione viene da lontano e la mia proposta di legge sullo ‘ius scholae’ aveva trovato convergenze inaspettate, quanto importanti. Sulle case ‘green’ la demagogia mi sembra arrivi da Bruxelles: con il bonus 110% abbiamo messo in regola il 4% delle case e ci siamo quasi ‘rovinati’, dal punto di vista del bilancio pubblico. Mi domando come faremo a mettere in regola le case come vuole l’Europa, considerato che quelle non a norma sono, in Italia, l’80%...”.

La ‘paura’ degli sbarchi, la mancanza di sicurezza nelle grandi città, la guerra in Ucraina, il conflitto tra Israele e Hamas, rappresentano un rischio di instabilità politica per il nostro Paese? E come rassicurare gli elettori?
“Non possiamo ‘rassicurare’ gli elettori se non promettendo il nostro impegno per una maggiore integrazione dei Paesi Ue, a partire dalla ‘difesa comune’, che a mio avviso è indispensabile anche per motivi economici. La Russia spende 80 miliardi contro i 300 dei 27 Paesi Ue: una difesa comune sarebbe un ‘affare’ oltre che un fortissimo deterrente”.

I giovani sono molto attenti alla 'green economy' e alla valorizzazione del Made in Italy, temi cari a tutti i suoi alleati: lei ritiene siano i punti di convergenza verso una destra più europeista e moderna?
“L’attenzione all’ambiente è un tema caro ai ‘conservatori’ direi per definizione, anche se l’Europa affronta questo argomento in un modo quasi burocratico. Il Made in Italy è il nostro orgoglio, il nostro Dna, ma non dobbiamo dimenticare che la nostra economia è fortemente interconnessa con quella europea e non solo”.

La sinistra ha da sempre parlato a un’Italia antifascista, ma essere antifascisti non significa per forza essere di sinistra: ci sono delle scuole di formazione politica, sostenute da Forza Italia, per far conoscere la Storia politica del nostro Paese e per dare una spinta alla partecipazione democratica?
“Forza Italia, come sapete, tiene molto alla sua attuale classe dirigente, ma sta già formando quella del domani. Perché la Storia, non solo quella del nostro Partito ma dell’Italia stessa, è in continuo mutamento. Stiamo tenendo, in questo periodo, delle lezioni sulla nostra Costituzione, affinché il passato non venga deformato e si possa imparare da quest’ultimo”.

Sui manifesti della campagna elettorale europea di Forza Italia lo slogan è ‘Una forza rassicurante’: questo per cercare un consenso anche al centro, meno disposto a votare i due Partiti più marcatamente di destra?
“La nostra storia dimostra che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere sostenitori da entrambi i lati, perché noi garantiamo diritti e libertà ai cittadini italiani e speriamo, in un prossimo momento, di poterlo fare anche per i cittadini dell’Unione europea”.

I giovani che le sono vicini vedono in lei una persona che crede in loro, che parla di lavoro come "cuore pulsante della società": la politica ha bisogno di meno propaganda e e di maggior competenza?
“La politica di oggi ha bisogno di gesti concreti, per quanto le idee e le parole siano ancora fondamentali. Nel mio comitato ho tanti ragazzi, più o meno giovani, che porto costantemente nel mio cuore, perché per me il loro supporto mi spinge a dare sempre il massimo e a non arrendermi mai”.

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QUI SOPRA: RENATA POLVERINI CON PAOLO BARELLI E ALESSANDRO BATTILOCCHIO

AL CENTRO: IN CAMPAGNA ELETTORALE

IN APERTURA: UN PRIMO PIANO DELLA CANDIDATA DI FORZA ITALIA AL PARLAMENTO EUROPEO


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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