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19 Giugno 2019

Cave canem ‘na storiaccia de borgata

di Gaetano Massimo Macrì
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Cave canem ‘na storiaccia de borgata

L’associazione culturale  Cattive Compagnie ritorna al Fringe, forte della vittoria dell’anno scorso, con una rappresentazione ‘forte’, una storia di periferia e di malavita, quella di Andrea e Antonio, che la strada, la durezza e le difficoltà del quotidiano hanno trasformato, ingabbiandoli, in ‘Er Condor’ ed ‘Er Piccoletto’. Una storia ispirata a un reale fatto di cronaca, avvenuto nella Roma degli anni 80 (l’omicidio del pugile Giancarlo Ricci, da parte di Pietro Negri, ‘Er Canaro’) recitata in ‘lingua originale’, in romanesco, per rendere più vera e cruda una vicenda che sembra in parte uscire da ‘Romanzo Criminale’, ma che possiede una sua originalità, e che spicca in particolar modo per una regia originale, che in qualche modo tenta di trasportare a teatro il cinema e il suo linguaggio. Storia di due ‘bastardi’, che sopravvivono all’ombra di una ‘Mala’ con la ‘m’ minuscola, personaggi secondari, ma non per questo meno ‘cattivi’ eppure intrisi di una tragica umanità, alla ricerca di un riscatto sociale che non riescono a raggiungere. Del resto, “Il Condor vive sulla morte” e, salito sul treno sbagliato, non sa più come scendere.
Drammaturgicamente ben reso, un autentico angolo di strada di periferia romana, mediato dal cinema e trasportato sul palcoscenico.  

Regia Leonardo Buttaroni
con Diego Migeni, Sebastiano Gervaso
Scenografia Paolo Conte


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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