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28 Ottobre 2020

1915 Ortigara. La legge della sopravvivenza

di Gaetano Massimo Macrì – gmacri@periodicoitalianomagazine.it Twitter @Gaetanomassimom
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1915 Ortigara. La legge della sopravvivenza

Un violino suonato dal vivo accompagna la vicenda di soldati alpini impegnati sul fronte a combattere gli austriaci. Nell'Italia che lottava contro il nemico, gente comune si è ritrovata a difendere il concetto di patria, in un paese che già allora rimarcava le differenze tra Meridionali e Settentrionali. Così troviamo l'alpino napoletano soprannominato "Africa" dagli altri commilitoni. Il sacrificio di quegli uomini così 'estranei' alla guerra e alle sue logiche, a ciò che essa ha rappresentato viene rievocato sulla scena: quanti amori spezzati, paure, sacrifici non sempre ricompensati dal destino. Sullo sfondo il nemico sempre vicino al filo spinato e una terra, quella dei padri che si ha diritto e dovere di difendere. Una guerra per il futuro dei propri figli o per una semplice zolla di terra? A tanti giovani di allora, questo dubbio ha sfiorato l’animo, già lacerato come il corpo, dalla lotta in trincea. Testo e messa in scena creano un’atmosfera evocativa pur con una recitazione un po' troppo enfatica. Ma il dolore della guerra resta tale.

1915 Ortigara. La legge della sopravvivenza

Palco B - 21 giugno h.23,30 - 22 giugno h.22,00 - 23 giugno h. 20,30

“Consegnate questo foglio alla donna che amo. Io pregherò per voi. Anche dopo.” Una Penelope a casa che vuole un figlio. Due giovani catapultati in una guerra assassina fatta di corpo a corpo e di brandelli, di fame e di speranza in un futuro migliore. Un nemico quasi invisibile di cui si sente l’alito, il respiro. Istinti primordiali di paura e di coraggio negli occhi pieni di questi fanti e alpini, uomini e ragazzi come noi. Si perde tutto nella guerra? Qualsiasi valore, scopo, sogno?
In occasione del centenario della prima Guerra mondiale lo spettacolo ricorda il sacrificio di migliaia di uomini con una storia di coraggio e paura in trincea e d’amore spezzato, nell’altopiano di Asiago. La crudezza della battaglia momenti si alterna a momenti più leggeri e ilari. Un coro Alpino dal vivo crea un’atmosfera lontana, densa e toccante.

Regia: Demian Aprea - Interpreti: Demian Aprea, Alessandro Meringolo, Diana Oprea
Musiche: Coro degli Alpini - Compagnia Filoni D’Acciaio - Bluteatro
GENERE: drammatico


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